Ok alla fine è venuta bene

Signore e signori è con estremo piacere, e diversi moccoli di cui vi spiego dopo, che vi presento il nuovo aspetto della mia Brevona dopo gli ultimi aggiornamenti estetici e lavoretti di carrozzeria che da tempo avevo in mente di fare 😀

Moto Guzzi Breva 1100 ABS

Come detto ho verniciato in nero opaco i coperchi delle teste e fatto ricoprire grazie alla pregiata tecnica del wrapping in nero lucido i convogliatori d’aria. Ho anche rifinito in nero lucido i paracolpi che avevano bisogno di una riverniciatina, e i contrappesi del manubrio anch’essi desiderosi di attenzioni.

Direi che nel complesso l’operazione Ravvivamento è riuscita benino, ora la ragazza non dimostra certo i suoi 110.000 e rotti km e i suoi 14 anni compiuti lo scorso 15 giugno.

Il prossimo step a livello carrozzeria saranno il maniglione e i foderi forcelle, e magari anche i due prosciutti che però lascerei dello stesso colore e non andrei a fare neri per intenderci.

Ma sarà un lavoro di quest’inverno quando la fermerò, per ora mi godo il risultato.

Ah dimenticavo i moccoli, eh già, perchè dopo aver rimontato i due convogliatori sul serbatoio mentre stavo per appoggiarlo in terra per poi montarlo sulla moto mi sono ritrovato con lo stesso che mi rotolava dalle mani andando a urtare l’angolino in basso di serbatoio e del convogliatore che ora sarà da rifare….ma pork….

nei punti indicati i graffi appena fatti….manniaggia a me

Vabbè niente di irrimediabile diciamo che posso resistere fino al prossimo smontaggio…. 😉

Nero lucido o nero opaco è questo il dilemma

se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di nero lucido e dardi d’atroce metallo cromato
o prender armi contro un mare d’affanni
e, opponendosi, far loro di nero opaco? Morire, dormire…

Eh si perché siamo a livelli di tragedia shakespeariana, la mia bellissima Moto Guzzi Breva 1100 merita un piccolo ritocco estetico qua e là per cercare di toglierle qualche anno di dosso nei limiti del possibile e visto che le finanze scarseggiano l’idea di riverniciarla come fecero splendidamente alcuni amici di Anima Guzzista.

In particolare vorrei ridurre al minimo i mille colori presenti nella moto stessa, come si vede dall’immagine qui sotto ci sono diversi punti che hanno colori che a mio modo di vedere non sono collegabili l’uno con l’altro.

indicati dalle freccie i vari punti da ritoccare

I coperchi teste ad esempio sono di un color marrone chiaro che è ricollegabile a quello del cardano e del cambio che però sono decisamente nascosti (di norma anche occultati dalla borsa posteriore destra) e starebbe decisamente meglio in nero a mio avviso.

Il convogliatore d’aria grigio che circonda quella fascia cromata è di un grigio completamente diverso da ogni altro grigio della moto, così come il grigio dei foderi delle forcelle è diverso dal grigio dei prosciutti (freccie gialle) e del maniglione del passeggero o delle piastre di sterzo e riser manubrio.

Infine il nero del puntale sotto coppa si è spento con il passare degli anni ed è diventato opaco, così come si sono rovinati anche i coperchi teste. Quindi ora l’idea è quella di arrivare a una soluzione che porti un po’ di nero lucido e opaco qua e là in modo da uniformare almeno un poco i colori della moto.

schema colorazione

I punti contrassegnati dal numero 1 saranno colorati di nero lucido mentre i punti contrassegnati dal numero 2 di nero opaco (essenzialmente per ora i due coperchi teste).

Al momento ho già verniciato in modo autonomo e tutto sommato valido devo dire il coperchio del motorino d’avviamento, il puntale sotto coppa, e le placchette di plastica che trovano posto nei prosciutti. Ho dato anche una spruzzata di nero al pezzo di telaio che si vede sotto il fianchetto sottosella (quello contrassegnato dal numero 1 vicino alla serratura di apertura della sella).

Il prossimo step che spero di portare a termine entro questo fine settimana è la verniciatura dei coperchi teste di nero opaco, le placchette che nascondono i cavi candela sono già state verniciate di nero lucido.

Settimana prossima, impegni permettendo vorrei smontare i convogliatori grigi e portarli da un ragazzo che fa wrapping per poterli far diventare neri lucidi.

E il tocco finale arriverebbe quest’inverno con la verniciatura di prosciutti e maniglione di nero lucido (a questo punto le placche di plastica site nei prosciutti le rifarei nere opache). L’ideale sarebbe fare anche i foderi forcella ma sono già più difficili da smontare e non so quando riuscirei a farli.

L’idea è quella di arrivare quanto più vicini possibili a questa versione che onestamente adoro ma sarà dura visto che ad esempio il motore di un bel unico colore nel mio caso non è presente…. comunque un poco mi ci posso avvicinare dai

Moto Guzzi 1200 sport 4v

Vediamo cosa riusciamo a fare e speriamo in bene, nel frattempo mi godo una moto che è davvero fantastica sotto tutti i punti di vista, facile da guidare e divertente come poche e con cui ormai ho una confidenza enorme.

Altra memorabilia tele-digitale

L’altra settimana vi ho fatto vedere quel gioiellino della Casio SF-4600 che aveva mio padre e oggi vi propongo altri due piccoli cimeli sempre in salsa digitale.

Il primo è un Siemens S4 uno dei primi telefoni di tipo GSM (Groupe Spécial Mobile fonte Wikipedia) la seconda tecnologia adottata dai cellulari (la prima era l’Etacs) che si differenziava rispetto alla precedente per l’adozione di una tecnologia digitale migliore e più potente rispetto al passato era il primo piccolo passo verso l’internet in tasca che oggi diamo tanto per scontato.

Siemens S4 Power brandizzato Telecom Italia Mobile

Questo terminale era stato preso da me e da mio padre a fine 1996 se non ricordo male grazie ad una convenzione con Telecom Italia Mobile (come si vede dal vistoso logo sopra il display).

Lo schermo era monocromatico e le funzioni erano davvero minime messaggi sms, indicazioni sul meteo e poco altro.

Bellissimo il carica batteria che consentiva di estrarlo al volo per rispondere a una chiamata in arrivo, vi invito poi a far caso al pacco batterie (pesantissime) che gli fornivano una invidiabile autonomia.

Successivamente sono passato per tanti altri telefoni (il mitico Communicator di Nokia, l’altrettanto mitico Nokia 7110 ecc. ecc.) un’altro che è rimasto nel cassetto è sempre un altro telefono che aveva mio padre un’altro Siemens il modello A65.

Siemens A65 completo del caricabatterie e della Cam
La risoluzione dello schermo non era gran chè ma almeno erano a colori.

Un telefono uscito nel 2004 e che avevamo preso per lui e per mia madre (se era uguale potevano darsi una mano l’un l’altra ad adoperarli), qui la tecnologia aveva fatto passi da gigante, i telefoni si erano ridotti e andavano di moda i telefonini piccoli piccoli super mini.

il “nuovo” A65 a confronto con il vecchio S4 Power
E qui li vediamo affiancati al Samsung A50 di mio figlio

E questo A65 della Siemens era proprio così, all’epoca io avevo anche io un Siemens, anzi un Siemens S55 telefono fantastico. Durante il viaggio di Nozze mi regalai la Cam esterna un accessorio che Siemens aveva pensato per i suoi telefoni per renderli delle mini cam digitali con cui inviare MMS (un evoluzione degli SMS che consentivano di aggiungere immagini al solito testo a patto di spendere una fortuna per singolo messaggio).

Inutile che mi soffermi sul dire quanto fossero di scarsa qualità le fotografie scattate con questo accessorio ma soprattutto quanto fosse inutilmente complicato passarle a un pc. Si trattava di un esercizio per pochi intimi come tutta la tecnologia appena nata di allora.

Diciamo che la mia natura geek mi portava spesso ad acquistare oggetto de facto inutili ma che mi piacevano per il semplice apporto tecnologico, anche se magari non li avrei mai usati.

Sono passati tanti ma tanti anni quasi 20 ormai e la tecnologia ha galoppato in modo assurdo, se ripenso ai terminali che mi sono passati per le mani e a cosa riuscivo a fare allora e cosa invece posso fare con il mio smartphone mi scende quasi una lacrimuccia.

Ricordo ancora benissimo un anno in cui andai allo Smau di Milano insieme ad un amico, eravamo intorno al 2001 e avevo un Pocket PC, un Compaq Ipaq 3630 che collegavo tramite raggi infrarossi al mio telefono un Sony Ericsson T39 per poter mandare email e fax. Il tutto mentre indossavo l’auricolare bluetooth Jabra BT100 (il primo della Jabra comprato allora in USA).

Ero NERDISSIMO ma ero tanto orgoglione ^_^ ero tra i pochi che giravano con un simile accrocchio attaccato all’orecchio e tutti mi guardavano strano, ma non era niente di nuovo per me. Era l’epoca della battaglia tra PocketPC e Palm persa da entrambi quando arrivò un certo iPhone a spazzare via tutto e tutti. Erano gli albori di internet e la tecnologia cavalcava una moto impazzita che viaggiava a mille all’ora in tutte le direzioni e per un fanatico dell’high tech come me era il periodo migliore.

Ora dobbiamo stare attenti a cosa diciamo e come lo diciamo, ora possiamo alzare gli occhi al cielo la notte e veder passare sulle nostre teste la stazione spazione internazionale, fra qualche anno andremo anche su Marte ma sinceramente non so nemmeno se ci meritiamo tutto questo ben di dio. Forse era meglio se rimanevamo sempliciotti e soprattutto asini…. boh…