Tablet e libri digitali di scuola…aiuto!!!

Finalmente ci siamo arrivati, a scuola mio figlio e i suoi compagni non dovranno più andare con zaini da più di 10 kg di peso sulle spalle ma potrà portarsi il tablet con i libri in formato digitale scaricati su di esso….onestamente da buon vecchio nerd lasciatemi dire che è una conquista enorme.

Si una conquista che paradossolmente arriva grazie al covid-19 per stessa ammissione di un insegnante, che ha candidamente ammesso che se non ci fosse stata la pandemia forse non si sarebbe arrivati a tanto anche perchè i libri di carta hanno una valenza maggiore nell’insegnamento. Quando ho sentito queste frasi mi sono dovuto mordere la lingua per evitare di rispondere a simili stupidaggini che dette da una professoressa sono ancor più gravi a mio avviso, un libro non deve essere ANNULLATO dalla tecnologia deve essere ampliato dalla stessa e non capire quelli che sono i vantaggi di eliminarli dalla cartella (e solo da quella non dall’uso quotidiano che i ragazzi possono continuare a farne a casa) non significa perdere il valore e il gusto della carta ma significa semmai aiutarli a crescere in un era che è fatta di tecnologia e significa insegnargli anche ad usare questi strumenti tecnologici e non solo subirli.

Ma ovviamente pensare che qualunque insegnante abituato ad una scuola che solo nel 2020, a decenni dall’invenzione del PC e a più di dieci anni dall’invenzione dello smartphone come lo conosciamo oggi, accetta (o forse dovrei dire subisce) l’uso dei libri digitali al posto di quelli cartacei sia anche in grado di capirne le potenzialità è pensare troppo in grande.

Tornando invece alla “conquista” voglio condividere la scelta del tablet e la pessima esperienza avuta con alcuni editori, esperienza che spero migliori per il prossimo anno quando il mio Luca frequenterà le superiori e dove “spero” potranno replicare l’accettazione dell’uso dei libri in digitale.

La scelta del tablet è stata da me piuttosto ponderata, e filtrata da alcuni parametri che erano inamovibili, il primo doveva costare relativamente poco, non tanto per risparmiare ma perchè potrebbe trattarsi di un prodotto che Luca rompe (eventualità non di poco conto) e poi non sono certo Paperon de Paperoni ;-). Questo primo fattore mi escludeva quasi automaticamente i prodotti Apple anche se l’ipad base non è poi così caro come ci si aspetta ed è sicuramente un prodotto perfetto per chi come me ha un po’ di orticaria verso il mondo della mela morsicata.

Escludendo quindi l’iPad base ed escludendo i tablet Windows della serie Surface GO (cari in modo ingiustificato a mio avviso per le prestazioni che offrono) si finiva nel mondo android, mondo android che è enorme e a dir poco variegato (ma quanti ce ne sono?????).

Di prodotti seri però ce ne sono pochini, e la scelta sarebbe stata velocissima se non avessi avuto un secondo parametro da rispettare, la suite Google deve essere presente onboard perchè la usano a scuola per i compiti e altre necessità quindi i tablet che sulla carta erano tra i migliori soprattutto come rapporto qualità prezzo erano esclusi, mi riferisco ai prodotti Huawei come il MatePad o l’M5. Rimanevano poche alternative e dato che Luca ha già un telefono Samsung ho pensato di restare in casa Samsung così da poter avere una migliore integrazione tra telefono e tablet.

Qui la fortuna c’ha messo del suo perchè il modello Tab S6 Lite che porta in dote la penna stile Galaxy Note era oggetto di una promozione con un buono fornito da Samsung di 100 euro, buono che mi ha permesso di limiare di quasi il 30% il costo e di portarmi a casa un tablet che non sarà un mostro di potenza ma che comprendendo il pennino è sicuramente una scelta azzeccata visto l’utilizzo studentesco.

Il tab S6 Lite sul sito ufficiale Samsung

Il prodotto come detto non è un missile, le prestazioni lato processore e ram sono forse un po’ al pelo ma considerato che Luca è un buon utilizzatore e anche abbastanza smaliziato non dovrebbe avere problemi particolari. L’uso scolastico dovrebbe essere perfetto, dato che la presenza del pennino consente di migliorare notevolmente la gestione di appunti e note sui libri o nelle app presenti di serie nel prodotto.

La versione è ovviamente quella senza modulo telefonico, del tutto inutile e sicuramente sconsigliabile a scuola, con una memoria interna di 64 giga che in parte sono utilizzati ovviamente dal sistema operativo e dalle App. Aggiunta subito una scheda di memoria esterna per raddoppiare lo spazio e permettere ad almeno alcune app scolastiche di scaricare i libri per la consultazione offline (l’unica modalità possibile a scuola giustamente) di salvare su di risparmiare lo spazio interno del dispositivo. Subito necessaria anche una cover che è anche dotata di tastiera esterna bluetooth e che permetterà a Luca di scrivere non solo con il pennino a mano libera ma anche con la stessa come fosse un piccolo PC.

La custodia con tastiera della Kvago fonte Amazon

Alla fine dovrebbe essere in grado di gestire tutto dal tablet senza dover nemmeno aver bisogno di accedere al PC, che comunque resta disponibile sulla sua scrivania, permettendogli di gestire non solo i libri di testo ma anche la creazione dei testi per i compiti fatti online con la suite di Google Classroom (Google docs & C).

Io pensavo di essere a posto una volta trovato il giusto prodotto, o quanto meno il prodotto che poteva andar bene, e invece no, perchè mentre alcuni libri di testo sono stati scaricati senza alcun problema, e penso soprattutto alla suite di Mondadori e Rizzoli, app Hub Young, davvero ben fatta e ben utilizzabile, per altri editori le cose sono davvero incredibili…

Già per esempio la DeAgostini con l’app B-Smart mi ha un po’ deluso, su quest’app Luca ha il libro di inglese sulla cui versione cartacea normalmente fa i compiti, in formato digitale le cose sono ancora più belle, sono presenti gli esercizi compilabili direttamente sul dispositivo che apre per ognuno una finestra permettendo di fare l’esercizio…. ma non sul tablet, su PC si ma sul tablet no… la presenza del pennino però viene in aiuto perchè il libro è comunque editabile con note a mano libera che possono essere scritte sulle pagine dello stesso esattamente come si fa con il libro di carta, l’ulteriore vantaggio è che queste ultime vengono anche sincronizzate con il cloud, quindi volendo successivamente possono essere riviste anche su PC, quindi DeAgostini non la bocciamo ma semplicemente la rimandiamo a settembre.

Bene anche Zanichelli con la sua app BookTab che funziona bene e non mi ha creato alcun problema, tutto il contrario dei signori della Pearson che è quello dove ho avuto i maggiori problemi.

Dunque tutti i libri di testo della scuola di Luca, e non solo della sua sono raggiungibili attraverso l’ottimo sito Zainodigitale.it che consiglio a tutti di consultare per poter registrare i testi di scuola, sito dell’Associazione Italiana Editori che permette di raggruppare in un unico raccoglitore tutti i testi i login e le password di accesso in modo da semplificare il ruolo dei genitori come quello degli studenti.

Da qui ho avuto accesso ai vari siti dei singoli editori e registrato i vari testi, e sempre da qui possiamo ripartire quando abbiamo dei dubbi, davvero comodo e ben fatto.

Peccato che i signori della Pearson non permettano anche l’integrazione con questo ottimo servizio….vabbè pazienza mi dico, vado direttamente sul sito della Pearson e da lì registro i vari libri, inizio con Musica e riesco a registrare il libro senza patemi particoli, ma già quando cerco di scaricare l’app sul tablet iniziano i primi problemi, eh già perchè sul sito non è indicato quale app scaricare, dopo qualche tentativo capisco che serve eText Global e infatti una volta scaricato trovo il libro disponibile sull’app. Passo al libro di Geografia, lo registro sul sito ma questo non compare nell’app, controllo e rincontrollo ma niente…. vabbè mi autoconvinco che forse deve sincronizzarsi l’app e passo oltre, registro quello di scienze ma anche questo non compare.

Ricontrollo e scopro dopo un ora di ricerche e tentativi che questi ultimi due libri (che poi sono più tomi per ogni materia) sono disponibili in formato “liquido” che per Pearson significa che vanno consultati tramite browser …. nel 2020 …. sfruttando tecnologia come FlashPlayer e che però permettono di scaricare offline gli stessi per consultarli quando non c’è internet, peccato che finisca tutto nella cache del browser utilizzato.

Dopo un po’ di tentativi e vari browser utilizzati infruttuosamente, decido di provare a usare il mio smartphone fidando che il problema sia il tablet, ma nemmeno il mio Samsung Note10+ (un top di gamma con prestazioni irreprensibili) riesce a gestire un solo libro in questo modo osceno.

Provo quindi su PC e nemmeno su quello funziona nonostante i problemi di memorizzazione non sussistano… insomma una cosa oscena.

I signori della Pearson non sono in grado di sviluppare un app (una sola non mille) che consenta agli studenti di fruire del contenuto dei testi da loro distribuiti in modo digitale…ovviamente i soldi che ho speso per quei testi sono perfettamente funzionanti ma questo è del tutto secondario…

Ecco pensare che la scuola possa risolvere problemi di vetustà intrinseca, è vecchia dentro ha insegnanti che si rifiutano di accettare il progresso per mille motivi (vi risparmio i miei pensieri personali a riguardo) e ha un sistema burocratico che definire giurassico è fargli un complimento, dicevo pensare che la scuola possa uscire dal suo impasse generazionale quando gli strumenti che deve usare sono di questo livello fa passare ogni fantasia.

Com’è possibile che i cittadini che pagano fior di quattrini ogni anno i libri di testo vengano presi in giro in questo modo senza che nessuno prenda provvedimenti?

Com’è possibile che nessuno abbia pensato di utilizzare un unica app (una sola uguale per tutti) con cui leggere i vari testi che i vari editori propongono? Non ci sarebbero preferenze, così come esiste il sito Zainodigitale.it si fa anche l’app da cui leggere ogni maledetto libro, non un app per ogni editore o peggio un app o metodo per ogni libro come nel caso dei pessimi Pearson.

Si lo so sarebbe troppo bello, troppo efficiente, d’altronde pensare che ci sono aziende come Amazon ma non solo lei vendano ogni giorno libri elettronici in tutti i formati, pensare che questi esistono ormai da una ventina d’anni dovrebbe farci sperare che forse fra un paio di generazioni saremo pronti a usare “seriamente” la tecnologia quando serve….forse.

Io ormai quasi non ci spero più d’altronde perchè usare la tecnologia, lasciamo perdere i tablet e torniamo alle tavolette di cera così non si scaricano nemmeno le pile….sigh…

Ma alla Microsoft chi ci lavora?

Dunque partiamo da un assunto, io adoro moltissimi prodotti di mamma Microsoft, come tanti prodotti di casa Google e tanti altri degli amici di Apple, ma mi rifiuto di subire “supinamente” certe minkiate quindi quando ce vo’ ce vo’ come diceva mia nonna.

Nei giorni scorsi mi sono deciso a passare sul pc alla suite office, il motivo è più la voglia di uno standard riconosciuto ovunque, il fatto che tutto sommato Outlook per PC è decisamente migliorato (la ricerca finalmente funziona come si deve ad esempio) e si integra decisamente meglio con il Sistema Operativo (e grazie al picchio direte voi lavoro in ambiente win10 😀 vorrei anche vedere che non è così), la ricerca degli allegati da inviare via email è un must, l’ultimo file aperto te lo trovi subito lì senza dover aprire un’altra finestra di esplora risorse, insomma davvero tutto bene direi e il costo alla fin fine è ragionevolissimo.

L’altro vantaggio è lo sfruttamento dell’account per elevare lo spazio su Onedrive (app davvero ben fatta devo dire, forse l’unica che tiene discretamente testa a Dropbox) per i file di lavoro, ora ho più di un tera di spazio utile e posso dimenticarmi di cosa archivio e cosa no, salvo tutto e fine dei pensieri. Inoltre posso installare la suite su 5 device e in casa ce ne sono solo 3.

Fino a qui tutto bene, anche l’integrazione con la suite mobile di Office è sicuramente un punto a favore, lavora benissimo e si vede. Ed è proprio con la parte mobile che son nati i dolori, nonostante il client Samsung del mio Galaxy Note10+ funzionasse benissimo ho deciso di provare di nuovo Outlook Mobile, beh tutto sommato non ho trovato difetti particolari anzi, anche qui l’integrazione con le altre app rendeva tutto piacevole, facile trovare il file appena aperto e inviarlo e via discorrendo.

Peccato che dopo una decina di giorni la magia sia finita. Eh già a questo punto l’app mi segnalava le email in arrivo correttamente ma il contenuto era sempre vuoto, vedevo il mittente, il destinatario o i destinatari e basta il resto era tutto vuoto “questa email è priva di contenuto”…. O_O

Poco male ho le altre app sempre pronte (tengo sempre installata Zoho Mail che alla fin fine funziona SEMPRE!) e la uso al volo per tamponare la situazione in attesa di capirci qualcosa, torno a casa, e verifico meglio ed effettivamente è un problema del client Outlook di Android.

Cerco in rete una soluzione, la trovo, reset dell’applicazione (in pratica il ctrl-alt-canc …. assurdo) vabbè ci provo, ma niente non è sufficiente, allora via cancello i dati di memoria riportando il tutto ad un installazione pulita e inserisco nuovamente i dati di accesso ai vari account.

Dopo averlo fatto tutto funziona correttamente per qualche ora e poi tac, altra email priva di contenuto… -_-

Decido di riattivare il client Email di Samung (ve lo consiglio se avete un Android) così da mettermi al riparo da eventuali casini, e di contattare il supporto clienti per capire se c’è per caso qualche hack utile per aggirare il problema, vado sullo store Google Play, cerco Outlook e vado giù sulle righe relative al supporto e trovo quello che vedete qui sotto….

Pagina dello store Google

Direi che c’è poco da dire … il sito web sopra indicato non è affatto meglio perchè rimanda alla pagina del proprio account Outlook Web ancora più assurdo se vogliamo…

Decido di descrivere questa mia scoperta su Twitter citando i vari canali che potevano essere interessati da questa cosa e ne nasce un tweet davvero incantevole … roba da terzo mondo se non stessimo parlando della più grande software house del mondo direi….

Alla fine mi dicono di contattare l’account twitter di Microsoft Aiuta, canale tutto italiano, a cui ho scritto sia in privato con un messaggio diretto che in pubblico, ad oggi sono ancora in attesa di un riscontro.

La cosa assurda è che se andate sulle pagine dello store delle altre app di casa Microsoft trovate spesso (non sempre ma davvero molto spesso) un indirizzo email dedicato che vi consente di mettervi in contatto con un supporto clienti, ad esempio la suite office (altrettanto gratuita) risponde all’email offandfb@microsoft.com, Teams oggi molto usato risponde a mstandstore@microsoft.com, Word (nonostante sia ricompreso nella suite office) ha un suo account di supporto officean@microsoft.com, e via discorrendo.

Insomma una delle app che potrebbe essere tra quelle più importanti per far breccia nei nostri smartphone ha uno sviluppo decisamente pessimo (alcune mancanze sono ancora troppo gravi ne avevo parlato qui) e non ha un minimo supporto per chi, cliente pagante per altro, vorrebbe usarlo nonostante tutto…

Sembra la mia amata Guzzi in mano a cialtroni che non hanno idea delle potenzialità che i loro prodotti hanno e che sono lasciati allo sbando più totale…. peccato.

Utilizzo pratico di Google Assistant

Nella giornata di ieri mi è stato consegnato il mio nuovo Google Nest Hub che va ad integrare la mia smart-casa 😀 aggiungendosi alle prese smart sparse per casa, al google home mini che ho in ufficio e ai chromecast che utilizzo sulle due tv non smart di casa.

L’acquisto, frutto di un offerta bellissima di TIM a cui non ho saputo resistere, si sta rilevando abbastanza utile e comodo devo dire anche se è stato appena installato.

Il device è quello che potete vedere sullo store ufficiale di Google e che devo dire fa la sua bella figura ovunque lo si metta.

Fronte, retro e lato del Google Nest Hub

Le funzionalità sono alla fine quelle che trovate su tutti i dispositivi che hanno un Google Assistant al suo interno, quindi i vari prodotti nest (mini, hub e audio) i telefoni e via discorrendo. Non mi dilungherò troppo quindi su cosa si può fare o meno grazie all’assistente di Google, sarebbe un elenco davvero lungo ed inoltre non tutti i dispositivi rispondo in egual modo agli stessi comandi.

Ad esempio da telefono posso inviare messaggi sia tramite piattaforma SMS che tramite Whatsapp o Telegram ecc semplicemente dicendo “Ok google, invia whatsapp” sarà poi l’assistente stesso a guidarmi passo passo nell’invio del messaggio chiedendomi prima il destinatario, poi il testo da inviare ed infine dopo avermi riletto il tutto a chiedermi conferma per l’invio. Questo tipo di operazione ad esempio è particolarmente interessante quando si guida, perchè consente di mantenere le mani sul volante ma inviare un messaggino di testo senza nemmeno dover guardare il nostro smartphone.

Vale anche per i nuovi messaggi in arrivo, cosa anche questa molto comoda, per altro sui Samsung che hanno bixby installato potete abilitare un automatismo affinchè se il telefono è collegato via bluetooth alla vettura potete dirgli di leggere il testo degli sms o whatsapp in arrivo … altra cosa di una comodità disarmante.

Quello che invece ho scoperto con notevole piacere è la possibilità di abbinare l’app che io e mia moglie utilizziamo per la lista della spesa all’assistente google; già noi utilizziamo un app anche per quello ma il motivo è molto più analogico di quel che si pensi, semplicemente 9 volte su 10 finiamo per dimenticarci il banale ed efficace bigliettino di carta con la lista a casa, con la lista fatta su app invece questo rischio non si corre e soprattutto utilizzando l’app Bring la lista è condivisa e può essere aggiornata in tempo reale sia da me che da mia moglie così da inserire anche articoli all’ultimo minuto.

Come dicevo è possibile abbinare quest’app a Google Assistant e siccome non era molto chiaro come utilizzarla e dato che anche il veloce servizio di assistenza di google non è stato in grado di aiutarmi voglio condividere con voi questo piccola soluzione.

Abbinamento Bring e Google Assistant

Passaggio uno prendete il vostro smartphone, aprite l’app Google, andate su Altro> Impostazioni> Assistente Google> scegliete il tab relativo ai Servizi e poi la riga riguardante le Note ed Elenchi, a questo punto dovrete scegliere quale applicazione abbinare all’assistente tra quelle proposte (al momento in cui scrivo compaiono Bring, Any.do e Google Keep) e il gioco è fatto.

La cosa a cui dovrete prestare attenzione è che se direte all’assistente “Ehi Google aggiungi latte a lista della spesa” lui inserirà il Latte non in un elenco presente nella app da voi configurata ma bensì nell’applicazione lista della spesa di google e questo è quello che mi ha creato confusione all’inizio.

Il trucco infatti una volta abbinata l’applicazione come vi ho fatto vedere nel video qui sopra è quello di impartire il corretto comando all’assistente che altrimenti non potrà che sbagliare ogni volta. Ad esempio se come nel nostro caso avrete una lista della spesa su Bring che si chiama Casa allora il comando giusto è “Ok Google aggiungi Latte a elenco Casa” e a quel punto vi ritroverete il Latte tra gli oggetti della lista della spesa Casa sull’applicazione Bring.

Esempio di funzionamento

Tutto semplicemente con la vostra voce, è così quindi che il nuovo arrivato Nest Hub strategicamente piazzato in cucina diventa comodo per tutti perchè basterà un semplice comando per aggiungere elementi alla lista della spesa senza dover appiccicare biglietti e post-it a giro per casa, e senza doversi ricordare nulla.

Come detto mi è sembrato utile scrivere queste due righe per chi come me stesse uscendo pazzo per capire come utilizzare app di terze parti per gestire la lista della spesa -_^ buon lavoro e buona spesa a tutti.

Dual dashcam da moto

cinquantanni anni sono sempre una bella tappa, e per questa tappa speciale mi sono fatto regalare da moglie e figlio la dashcam da moto, anzi una dual dashcam (con due camere una davanti e una dietro) che deve servire in caso di sinistro, ma visto che la qualità delle riprese dovrebbe permetterlo, anche per diletto e poter rivedere alcuni passaggi delle mie gite in moto.

Visto che nella mia ricerca di questo prodotto non ho mai trovato recensioni in italiano, soprattutto su youtube, ho pensato di farne una per poter essere in qualche modo d’aiuto ad altri utenti come il sottoscritto.

Ho quindi realizzato un video che riguarda l’unboxing del prodotto e un piccolo e veloce test dello stesso, utile più che altro per capire il funzionamento dello stesso, seguirà un secondo video con annesso articolo del blog relativo all’installazione delle due camere e della relativa centralina sulla moto e test su strada delle registrazioni così da poter spiegare a tutti come funziona questo prodotto (e di conseguenza altri similari).

Fonte Amazon

Il modello scelto è la Vsysto B2F acquistata tramite il solito Amazon, anche per avere l’opportunità di restituirla senza sbattimenti in caso di problemi, e prevede il seguente contenuto:

  • Centralina di controllo con schermo da 3.0″
  • due videocamere con ottica Sony a 1080p e 140° di visuale
  • un’antenna GPS per tracciare posizione e velocità
  • un trasformatore per collegare il tutto all’alimentazione del mezzo
  • un comando da manubrio
  • diversi cavi, prolunghe e supporti utili a installare tutto l’ambaradan sulla moto
Il contenuto della confezione nel dettaglio

Devo dire che la qualità dei vari connettori, soprattutto quelli delle videocamere, mi è parsa ottima e ben fatta, così come ottimi sono anche i relativi supporti delle stesse che unitamente alla piccola guaina in gomma intorno al corpo della camera consentono un fissaggio sicuro e solido dove meglio crediamo sulla moto.

Sicuramente sarà molto comodo anche il GPS e il pulsante per il controllo remoto dell’unità, visto soprattutto che quest’ultima finirà sotto la sella per evitare inutili esposizioni alle intemperie e perchè non ho assolutamente voglia di avere una possibile distrazione sul cruscotto della moto.

Video Unboxing e primo test

Come potrete vedere dal video la centralina è molto compatta e se riposta nel sottosella (magari in una custodia che dovrò inventarmi visto che è prevista) diventerà de facto invisibile ma pur sempre raggiungibile tramite collegamento wifi dal proprio smartphone.

Adesso devo solo aspettare che smetta di piovere per poter procedere con l’installazione sulla moto di tutto il sistema, prima in versione di test, per capire dove posizionare correttamente tutto (due cam, antenna GPS e comando remoto) e successivamente in versione definitiva smontando serbatoio per far passare i cavi verso il cruscotto e la camera anteriore e anche l’eventuale smontaggio di qualcosa sul retro se necessario.

Appena pronto vi aggiornerò con il secondo video sperando di riuscire per la prossima settimana.

Gadget USB comodi

Questo non è proprio una recensione anche perchè c’è proprio poco da dire in merito ai prodotti che sto per citarvi ma è solo una segnalazione che magari può tornare comoda a chi come me lavora con il pc e ha bisogno di perfezionare alcuni particolari che non sono proprio… perfetti ecco.

Nel caso specifico si tratta di due gadget economici ma molto pratici il primo è il lettore di impronte digitali della Benss.

Il blister contenente il piccolo dongle della Benss

Un dongle da collegare alla porta USB del nostro pc, un Lenovo Thinkpad E485 nel mio caso specifico, e che permette di avere le funzionalità di Windows Hello anche su pc che nativamente non la supportano.

Il dongle inserito in una porta USB

La comodità di utilizzare questo tipo di accesso è la sua velocità, utilizzando una tastiera esterna bluetooth difatti capita alle volte che la stessa non si colleghi immediatamente al pc, magari perchè anche la tastiera stessa è andata in standby per l’ovvio risparmio energetico e non risponde immediatamente ai comandi perdendo uno o due numeri del codice pin impostato durante la digitazione dello stesso.

L’utilizzo di Windows Hello, non presente su tutti i portatili in commercio, è di un efficacia disarmante, lo sblocco è immediato e velocissimo e ci troviamo immediatamente dentro al nostro OS preferito senza dover far altro che sfiorare il piccolo dongle USB.

Come visibile dalla foto il dongle una volta collegato alla porta USB sporge per meno di un cm, una misura davvero minima, al pari dei dongle per tastiere e mouse per intenderci, e la superficie di rilevamento per contro è ampia quanto basta per impedirci errori di lettura da parte dello stesso.

Inoltre le dimensioni di ingombro laterale del dongle sono tali da lasciare completo accesso all’altra porta presente sul lato del mio Thinkpad, c’è da dire che il mio Lenovo ha le porte USB molto ben distanziate e difficilmente gli utilizzatori che andranno ad occupare le porte finiranno per toccarsi, ma su alcuni portatili invece è la norma avere le porte USB molto ravvicinate, tanto da imporre utilizzi esclusivi di una o l’altra porta in funzione del prodotto che verrà collegato in una data porta.

Avvio di Windows 10 con dongle Benss UA002
Secondo esempio di avvio da sospensione

Nei due video qui sopra potete vedere come la velocità del lettura del lettore sia davvero fulminea, al pari, se non superiore, a quella degli smartphone che utilizziamo ogni giorno.

Il costo è davvero ridotto, su Amazon lo trovate a circa 25 euro è devo dire che si tratta di un bel prodotto davvero, questo unito al codice PIN direi che ci mette al riparo dai guardoni e ci consente di lasciare il pc a giro negli uffici frequentati dai colleghi curiosi 😀

L’altro articolo che vi volevo segnalare è un sempre da collegare ad una porta USB ma in questo caso parliamo della porta USB tipo C, si tratta di un banale angolo a 90° come quello mostrato in foto.

Presa a 90° verso il basso
Presa a 90° verso il lato

Si tratta di due angolari che mi permettono di girare il cavetto, invero molto corto, del dongle a cui collego i vari cavi del mio PC in modo da non costringerlo a una curva eccessiva.

Il dongle che collego tramite l’uscita usb tipo-c del mio Lenovo difatti mi permette di collegare al pc il cavo ethernet, l’alimentazione, l’HDD esterno da 500 gb per i backup, il cavo HDMI ed eventualmente anche microsd ed avanza anche una seconda porta USB tipo 3 che però al momento non utilizzo.

Il dongle nascosto sotto al supporto del portatile

Il cavetto usb che collega il dongle al PC come potete vedere voi stessi è molto corto, cosa comune a tutti questi apparecchi, cosa che per inciso non capisco visto che non sono l’unico in questa situazione da quel che ho letto. Il risultato era che il connettore doveva fare una curva particolarmente forzata per collegarsi alla porta tipo-c del portatile rischiando di rovinare il connettore, la porta o il cavetto stesso.

Con questo piccolo ed economico aggeggino ho risolto il problema, la curva ora non esiste più in pratica e le connessioni sono comunque tutte salve visto che sia il monitor, che l’alimentazione, che la connessione di rete che l’HDD esterno vengono rilevati ed utilizzati senza problema alcuno.

La connessione tramite curva 90°

I due connettori li trovate in vendita un po’ ovunque, al solito per comodità ho utilizzato Amazon dove si posizionano a circa 9 euro la coppia.

Buon divertemento e soprattutto buon lavoro.