Tanti auguri amica mia

Quest’anno una mia cara amica compie 100 anni, CENTO. Sono tanti, sono davvero molti, e nonostante i tanti casini che ha dovuto passare, e che tutto sommato non sono certo finiti, questo periodaccio poi ci mette pure del suo, se la passa bene a ben vedere, ancora oggi dopo tutto questo tempo ha un fascino che in poche altre al mondo hanno; e nonostante tutto gli voglio ancora un sacco di bene, perchè ormai fa parte della mia vita da tanti tanti anni. Quindi tanti auguri Moto Guzzi, ti voglio bene.

Sono passati tanti anni da quando ho iniziato a scoprire la mia malattia, era un lontanissimo 1990, forse anche prima, la vecchia GT850 che mio zio (il fratello di mio padre) aveva comprato era stata abbandonata da mio padre nel giardino dei nonni. So che anni prima quando mio zio stava diventando abbastanza grande per guidare la moto mio nonno di comune accordo con mio padre (il maggiore dei due fratelli) decise di vendere il Falcone Sport per evitare che ci mettesse la mani Luciano, il fratello più piccolo e che finiva per avere le attenzioni dei due.

Anni dopo Luciano quando era troppo grande perchè qualcuno potesse dirgli qualcosa comprò una GT 850 era il 1974 e la moto aveva solo due anni di vita, era amaranto completa di borse, freccie, paracolpi anteriori e posteriori, scarichi a fetta di salame e parabrezza, quest’ultimo perso chissà dove.

Mio padre e mia madre anni e anni fa in sella al GT

Non avevo una grande passione per le moto da ragazzino, volevo il motorino si ma non era niente altro che la solita moda di tutti i ragazzini di metà anni 80, e grazie ai miei pessimi risultati scolastici dovetti aspettare i 16 anni per avere il mio 50ino, un Garelli Eureka Flex del 1972 che ottenni gratuitamente (e vorrei anche vedere 🙂 ) da un amico di mio padre.

Poi passai a una Vespa 150 GT del 1974, anche questa ottenuta gratuitamente, che mi insegnò ad adoperare le marce, instabile come solo una vespa sa essere ma tutto sommato utile per quel breve periodo. Periodo che fu più che sufficiente per farmi notare la vecchia guzzona ferma in giardino da mia nonna materna, stava lì, alle intemperie coperta alla bell’e meglio e mi guardava. Io ricordavo perfettamente quando da ragazzino, avrò avuto si e no 12 anni avevo avuto la malaugurata idea di salire in sella e fare lo scemo, complice la mia altezza decisi che dopo qualche brum brum fatto con la bocca potevo toglierla dal cavalletto centrale e provare a fare brum brum tenendola in piedi da solo…. ovviamente la gravità ebbe la meglio sui miei muscoletti gracilini e la guzzona si accasciò su un lato, per fortuna i paracolpi anteriori e posteriori evitarno il peggio e mio padre fu grato che non fossi rimasto sotto i 250 kg di ferro di quel bestione.

Arrivamo quindi al 1990 e decido di cimentarmi in qualcosa di assurdo, avevo imparato a smontare motorino e vespa come fossero dei giocatolli, la meccanica dei motori mi stava appassionando, oddio i motori mi erano sempre piaciuti quelli si, ma la moto in fondo era già lì, già nostra, e quindi dopo aver ricevuto l’ok da mio padre la portai in magazzino dove potevo lavorarci nei ritagli di tempo, ci misi 3 anni, tanto ci volle per rimetterla in marcia (il cambio necessitava di una revisione, il motore non ne parliamo, ruggine ovunque, cerchi da sistemare, insomma un disastro) ma dopo 3 anni era mia e potevo usarla tutti i giorni.

Era una moto assurda, il cambio dall’altro lato, ma tanto non avevo mai usato un cambio prima, il peso enorme, la sella assurda, i freni anteriori a tamburo, assurda, talmente assurda che il lavoro di restauro prima e l’uso dopo divennero quasi una malattia, facevo tutto con lei, andavo al lavoro quando potevo, la usavo nei weekend, d’estate, d’inverno, sotto l’acqua, divenne davvero la mia compagna di tutti i giorni mi portò anche a Udine alla Biker Fest del 1996 dove conobbi quella che sarebbe diventata la donna della mia vita, Nadia.

Poi venne la prova del California a Varano de Melegari, prova che feci nel ’98 o ’99, adesso non ricordo esattamente, una prova abbastanza lunga da farmi innamorare, divenni ossesionato, oltre ogni misura, la malattia ormai si era impadronita di me in ogni fibra del mio essere la dannata guzzite acuta, che è l’unica malattia al mondo che si cura restando ammalati ;-).

Oggi difatti dopo aver avuto un California Stone stupendo, tutte le volte che rivedo le foto mi innamoro, possiedo una splendida Breva 1100 che da una decina d’anni tiene a bada la mia Guzzite.

Un percorso il mio che è stato davvero breve a onor del vero solo 5 mezzi alla fine della fiera, ovviamente non considero le varie prove e noleggi fatti nel corso degli anni, ma onestamente ogni volta che provo un’altra moto e poi risalgo sul mio Brevone devo dire di sentirmi davvero a mio agio, sembra di trovare una vecchia amica, su cui puoi contare ciecamente e che non ti tradirà mai.

Garelli, Vespa, GT850, California, Breva

Oggi son qui che vedo il marchio di Moto Guzzi ridotto ad un solo e semplice logo, la SPA difatti non esiste più e c’è solo un adesivo di proprietà del gruppo piaggio da appiccicare sui serbatoi delle Moto che escono dal cancello di Via Parodi a Mandello del Lario, un marchio che ha solo 3 moto in catalogo che sono dotate tutte dello stesso motore…. onestamente sono molto deluso dalla gestione Piaggio che dal 2004 ad oggi non ha saputo rinnovare seriamente la Moto Guzzi e si è persa a mio avviso in investimenti faraonici su Aprilia che non hanno certamente reso quello che questi investimenti meritavano.

Quest’anno sicuramente la festa del centenario sarebbe stata l’evento più importante per questa casa costruttrice purtroppo il destino ha deciso di metterci lo zampino aggiungendo una pandemia mondiale ad un programma che non la prevedeva, quindi con ogni probabilità la prenotazione che ho fatto per il soggiorno a Mandello del weekend dei festeggiamenti salterà e si festeggerà tutti a casa propria.

Oggi vedo sul sito Moto Guzzi ufficiale che tra le varie immagini compare anche una fantomatica nuova moto sfuocata in una delle immagini ufficiali, spero ardentemente che si tratti di una moto nuova, ma nuova davvero che non sia l’ennesima rivisitazione di qualcosa di già esistente, speriamo perchè Moto Guzzi non si merita quello che sta vivendo ma si merita molto di più, è una delle mie più importanti amiche e gli auguro ogni bene possibile.

Speriamo di tornare presto a poterci vantare a petto tronfio di Moto Guzzi come merita e di poterci magari anche ingarellare con gli altri motociclisti con un modello degno di questo, intanto ancora una volta auguri amica mia, auguri MOTO GUZZI e 100 di questi giorni.

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