La pressione pneumatici sempre sott’occhio

Nei giorni scorsi ho terminato di installare la dual dashcam sulla mia Moto Guzzi Breva e oggi ho terminato di controllare la corretta installazione dei due sensori pressione pneumatici comprati sul solito Aliexpress.

Si tratta di un kit che consta di 2 terminali da installare al posto dei tappi della pressione e di una app da installare sul proprio smartphone che tramite collegamento Bluetooth Low Energy (da qui l’acronimo BLE) consente di segnalare all’app l’attuale stato della pressione e della temperatura degli stessi.

Contenuto della confezione

Il costo del prodotto è di circa 20 euro spedizione compresa se acquistato su Aliexpress, lo stesso tipo di kit è possibile acquistarlo anche altrove con costi diversi si tratta semplicemente di cercare bene.

Un consiglio spassionato, prima di procedere con l’installazione di questi prodotti controllate per bene la pressione presso un gommista, in modo da sapere con certezza che in quel momento la pressione è quella desiderata senza possibilità di errore così da poter fare eventuali “tare” ai dispositivi laddove ce ne fosse bisogno.

Una volta controllata e segnata la pressione “reale” dei pneumatici procedete con la rimozione del tappino di gomma, avvitate a mano e fino a fine corsa il sottile dado d’acciaio fornito in dotazione, poi inserite il piccolo anello di plastica che serve a chiudere il retro del tappo, quello indicato dalla freccia rossa qui sotto.

sigillo di sicurezza

A questo punto avvitate velocemente il sensore sulla valvola, ci sarà una piccola perdita d’aria, basta essere veloci nell’avvitare e si fermerà subito. Completate il serraggio del sensore con la piccola chiave inglese fornita in dotazione utilizzando il lato più piccolo della stessa e agendo sulla piccola testa del sensore.

Non serve stringere a morte ovviamente, basterà serrare quel tanto che basta da renderlo sicuro insomma, a questo punto incastrate il sigillo di plastica di sicurezza e svitate il dado in acciaio che avete inserito per primo al fine di bloccare definitivamente il sensore. Questo dado lo potete serrare più stabilmente utilizzando il lato più grande della piccola chiave inglese.

Come vedete è davvero piccola, ma il vantaggio di questa chiave inglese formato mignon è che starà comodamente in tasca, o nel portafoglio come nel mio caso, così da evitare di dimenticarla a casa.

Il risultato finale sarà quello di due bei cipolloni montati sulle gomme che però svolgono a dovere il loro compito.

Sono davvero grossi da vedere però ora mi basterà aprire l’app scaricata sul telefono e potrò controllare in tempo reale lo stato di pressione dei pneumatici e capire se è il caso di fermarmi dal gommista a gonfiarli oppure no, magari prima darò una pulita al cerchione che dite :D.

La schermata sul mio Note 10+

Una volta installata l’app vi verrà chiesto il codice di identificazione dei due sensori, operazione che potete fare inserendo il codice manualmente o facendo leggere il QR Code direttamente all’applicazione, nel giro di pochi istanti verranno rilevati i due dispositivi e abbinati al vostro smartphone.

All’inizio ho notato una certa pigrizia nel ricercare l’aggiornamento del dato, ma basta dare una scrollatina alla moto muovendola appena per svegliare i sensori (che si spengono in caso di inattività per risparmiare energia) affinchè questi inviino l’aggiornamento all’applicazione.

Devo dire che il dato letto è anche piuttosto preciso e puntuale rispetto a quanto registrato dal gommista (la pressione che avevo impostato era 2,5 all’anterioe 2.8 al posteriore) e quindi sicuramente affidabile. Ci sono prodotti decisamente più interessanti come quelli che si installano al posto delle valvole direttamente nei cerchioni e consentono di evitare di dover smontare il sensore con chiavine e chiavette ma costano di base 4 volte questo prodotto e per poterli installare è necessario gioco forza l’intervento del gommista, quindi valutate voi quale impianto preferite se uno che potete anche trasferire da una moto ad un’altra, o se preferite uno fisso che per essere trasferiti implica costi non secondari sebbene risulti nell’uso quotidiano più pratico.

Microsoft e le occasioni perse

Mi ricollego all’articolo fatto qualche giorno fa dove mi domandavo, ma sul serio eh, chi lavorasse alla Microsoft per segnalare come è proseguita la vicenza sia per quanto riguarda il supporto fornito da MS stessa tramite uno dei suoi canali social, sia per quanto riguarda l’app oggetto della diatriba ovvero Outlook Mobile.

Allora dopo qualche tentativo andato a vuoto di far funzionare l’app Outlook sul mio Note 10+ ho deciso di rinunciare per un po’ di tempo sperando in qualche aggiornamento. Dopo una 15 di giorni e dopo aver visto che c’era stato almeno un aggiornamento ho deciso di riprovare, reinstallo l’app e trovo altri problemi, oltre alla solita impossibilità di aggiungere immagini, a questo giro non riesco più a utilizzare una delle funzionalità per cui insistevo a provare Outlook ovvero lo swype laterale per postporre gli avvisi delle email con date e orari personalizzati (sull’app Email di Samsung tale funzionalità ha parametri preimpostati e non modificabili e onestamente è quasi inutile così).

In pratica dopo un paio di tentativi riusciti l’app non mi permetteva più di fare swype a destra o sinistra se impostavo in tale posizione la funzionalità Postponi.

Decido di contattare il supporto clienti che avevo già contattato tramite twitter in precedenza e mi invitano a fare dei tentativi, a riavviare il telefono (giuro come sul PC spegni e riaccendi….) e altre cose davvero senza senso, non ultimo dubitare della possibilità che il mio terminale possa far girare il loro software, manco stessimo parlando di Autocad….

Per tacere della soluzione proposta per inserire le immagini nella firma: “Potresti inviare la firma tramite e-mail e quindi copiarla e incollarla nella casella della firma dell’app Outlook (funzionerà con alcune delle immagini, ma non con le GIF)” ma non è detto che funzioni precisa poi il supporto MS…. vi rendete conto, l’immagine non è supportata ma prova a copiarla e incollarla che non si sa mai… si va per tentativi in pratica.

Il tutto condito dalle solite frasi di circostanza che onestamente alla lunga sanno più di presa in giro che di premura verso il cliente perchè se a ogni passaggio ti dicono “Ciao Giuliano capisco come tu ti senta e ci scusiamo per il problema” alla 3 o 4 volta ti girano dai.

Insomma una situazione che aveva del surreale, risolta alla fine in modo semplice e rapido, ho chiuso la richiesta di supporto segnalando che avrei fatto definitivamente a meno della loro app e mi sono rimesso a utilizzare Zoho Mail, che funziona sempre, che mi consente di inserire allegati in mille mila modi senza creare problemi e che è decisamente affidabile e che sincronizza la firma con i server quella presente sui server Zoho (non devo nemmeno scriverla sul telefono quindi).

Al solito si tratta dell’ennesima occasione persa per MS che si perde in mille rivoli senza riuscire da un lato a gestire seriamente una richiesta di supporto, per esempio dicendo banalmente “no la firma è solo di testo e fattela bastare” sarebbe stato più onesto e dall’altro lato non riesce a sviluppare un app che sia davvero degna del brand che rappresenta. Stiamo parlando di chi sviluppa Windows, Office …. possibile sia così difficile creare un client email per Android che semplicemente funzioni?

Tablet e libri digitali di scuola…aiuto!!!

Finalmente ci siamo arrivati, a scuola mio figlio e i suoi compagni non dovranno più andare con zaini da più di 10 kg di peso sulle spalle ma potrà portarsi il tablet con i libri in formato digitale scaricati su di esso….onestamente da buon vecchio nerd lasciatemi dire che è una conquista enorme.

Si una conquista che paradossolmente arriva grazie al covid-19 per stessa ammissione di un insegnante, che ha candidamente ammesso che se non ci fosse stata la pandemia forse non si sarebbe arrivati a tanto anche perchè i libri di carta hanno una valenza maggiore nell’insegnamento. Quando ho sentito queste frasi mi sono dovuto mordere la lingua per evitare di rispondere a simili stupidaggini che dette da una professoressa sono ancor più gravi a mio avviso, un libro non deve essere ANNULLATO dalla tecnologia deve essere ampliato dalla stessa e non capire quelli che sono i vantaggi di eliminarli dalla cartella (e solo da quella non dall’uso quotidiano che i ragazzi possono continuare a farne a casa) non significa perdere il valore e il gusto della carta ma significa semmai aiutarli a crescere in un era che è fatta di tecnologia e significa insegnargli anche ad usare questi strumenti tecnologici e non solo subirli.

Ma ovviamente pensare che qualunque insegnante abituato ad una scuola che solo nel 2020, a decenni dall’invenzione del PC e a più di dieci anni dall’invenzione dello smartphone come lo conosciamo oggi, accetta (o forse dovrei dire subisce) l’uso dei libri digitali al posto di quelli cartacei sia anche in grado di capirne le potenzialità è pensare troppo in grande.

Tornando invece alla “conquista” voglio condividere la scelta del tablet e la pessima esperienza avuta con alcuni editori, esperienza che spero migliori per il prossimo anno quando il mio Luca frequenterà le superiori e dove “spero” potranno replicare l’accettazione dell’uso dei libri in digitale.

La scelta del tablet è stata da me piuttosto ponderata, e filtrata da alcuni parametri che erano inamovibili, il primo doveva costare relativamente poco, non tanto per risparmiare ma perchè potrebbe trattarsi di un prodotto che Luca rompe (eventualità non di poco conto) e poi non sono certo Paperon de Paperoni ;-). Questo primo fattore mi escludeva quasi automaticamente i prodotti Apple anche se l’ipad base non è poi così caro come ci si aspetta ed è sicuramente un prodotto perfetto per chi come me ha un po’ di orticaria verso il mondo della mela morsicata.

Escludendo quindi l’iPad base ed escludendo i tablet Windows della serie Surface GO (cari in modo ingiustificato a mio avviso per le prestazioni che offrono) si finiva nel mondo android, mondo android che è enorme e a dir poco variegato (ma quanti ce ne sono?????).

Di prodotti seri però ce ne sono pochini, e la scelta sarebbe stata velocissima se non avessi avuto un secondo parametro da rispettare, la suite Google deve essere presente onboard perchè la usano a scuola per i compiti e altre necessità quindi i tablet che sulla carta erano tra i migliori soprattutto come rapporto qualità prezzo erano esclusi, mi riferisco ai prodotti Huawei come il MatePad o l’M5. Rimanevano poche alternative e dato che Luca ha già un telefono Samsung ho pensato di restare in casa Samsung così da poter avere una migliore integrazione tra telefono e tablet.

Qui la fortuna c’ha messo del suo perchè il modello Tab S6 Lite che porta in dote la penna stile Galaxy Note era oggetto di una promozione con un buono fornito da Samsung di 100 euro, buono che mi ha permesso di limiare di quasi il 30% il costo e di portarmi a casa un tablet che non sarà un mostro di potenza ma che comprendendo il pennino è sicuramente una scelta azzeccata visto l’utilizzo studentesco.

Il tab S6 Lite sul sito ufficiale Samsung

Il prodotto come detto non è un missile, le prestazioni lato processore e ram sono forse un po’ al pelo ma considerato che Luca è un buon utilizzatore e anche abbastanza smaliziato non dovrebbe avere problemi particolari. L’uso scolastico dovrebbe essere perfetto, dato che la presenza del pennino consente di migliorare notevolmente la gestione di appunti e note sui libri o nelle app presenti di serie nel prodotto.

La versione è ovviamente quella senza modulo telefonico, del tutto inutile e sicuramente sconsigliabile a scuola, con una memoria interna di 64 giga che in parte sono utilizzati ovviamente dal sistema operativo e dalle App. Aggiunta subito una scheda di memoria esterna per raddoppiare lo spazio e permettere ad almeno alcune app scolastiche di scaricare i libri per la consultazione offline (l’unica modalità possibile a scuola giustamente) di salvare su di risparmiare lo spazio interno del dispositivo. Subito necessaria anche una cover che è anche dotata di tastiera esterna bluetooth e che permetterà a Luca di scrivere non solo con il pennino a mano libera ma anche con la stessa come fosse un piccolo PC.

La custodia con tastiera della Kvago fonte Amazon

Alla fine dovrebbe essere in grado di gestire tutto dal tablet senza dover nemmeno aver bisogno di accedere al PC, che comunque resta disponibile sulla sua scrivania, permettendogli di gestire non solo i libri di testo ma anche la creazione dei testi per i compiti fatti online con la suite di Google Classroom (Google docs & C).

Io pensavo di essere a posto una volta trovato il giusto prodotto, o quanto meno il prodotto che poteva andar bene, e invece no, perchè mentre alcuni libri di testo sono stati scaricati senza alcun problema, e penso soprattutto alla suite di Mondadori e Rizzoli, app Hub Young, davvero ben fatta e ben utilizzabile, per altri editori le cose sono davvero incredibili…

Già per esempio la DeAgostini con l’app B-Smart mi ha un po’ deluso, su quest’app Luca ha il libro di inglese sulla cui versione cartacea normalmente fa i compiti, in formato digitale le cose sono ancora più belle, sono presenti gli esercizi compilabili direttamente sul dispositivo che apre per ognuno una finestra permettendo di fare l’esercizio…. ma non sul tablet, su PC si ma sul tablet no… la presenza del pennino però viene in aiuto perchè il libro è comunque editabile con note a mano libera che possono essere scritte sulle pagine dello stesso esattamente come si fa con il libro di carta, l’ulteriore vantaggio è che queste ultime vengono anche sincronizzate con il cloud, quindi volendo successivamente possono essere riviste anche su PC, quindi DeAgostini non la bocciamo ma semplicemente la rimandiamo a settembre.

Bene anche Zanichelli con la sua app BookTab che funziona bene e non mi ha creato alcun problema, tutto il contrario dei signori della Pearson che è quello dove ho avuto i maggiori problemi.

Dunque tutti i libri di testo della scuola di Luca, e non solo della sua sono raggiungibili attraverso l’ottimo sito Zainodigitale.it che consiglio a tutti di consultare per poter registrare i testi di scuola, sito dell’Associazione Italiana Editori che permette di raggruppare in un unico raccoglitore tutti i testi i login e le password di accesso in modo da semplificare il ruolo dei genitori come quello degli studenti.

Da qui ho avuto accesso ai vari siti dei singoli editori e registrato i vari testi, e sempre da qui possiamo ripartire quando abbiamo dei dubbi, davvero comodo e ben fatto.

Peccato che i signori della Pearson non permettano anche l’integrazione con questo ottimo servizio….vabbè pazienza mi dico, vado direttamente sul sito della Pearson e da lì registro i vari libri, inizio con Musica e riesco a registrare il libro senza patemi particoli, ma già quando cerco di scaricare l’app sul tablet iniziano i primi problemi, eh già perchè sul sito non è indicato quale app scaricare, dopo qualche tentativo capisco che serve eText Global e infatti una volta scaricato trovo il libro disponibile sull’app. Passo al libro di Geografia, lo registro sul sito ma questo non compare nell’app, controllo e rincontrollo ma niente…. vabbè mi autoconvinco che forse deve sincronizzarsi l’app e passo oltre, registro quello di scienze ma anche questo non compare.

Ricontrollo e scopro dopo un ora di ricerche e tentativi che questi ultimi due libri (che poi sono più tomi per ogni materia) sono disponibili in formato “liquido” che per Pearson significa che vanno consultati tramite browser …. nel 2020 …. sfruttando tecnologia come FlashPlayer e che però permettono di scaricare offline gli stessi per consultarli quando non c’è internet, peccato che finisca tutto nella cache del browser utilizzato.

Dopo un po’ di tentativi e vari browser utilizzati infruttuosamente, decido di provare a usare il mio smartphone fidando che il problema sia il tablet, ma nemmeno il mio Samsung Note10+ (un top di gamma con prestazioni irreprensibili) riesce a gestire un solo libro in questo modo osceno.

Provo quindi su PC e nemmeno su quello funziona nonostante i problemi di memorizzazione non sussistano… insomma una cosa oscena.

I signori della Pearson non sono in grado di sviluppare un app (una sola non mille) che consenta agli studenti di fruire del contenuto dei testi da loro distribuiti in modo digitale…ovviamente i soldi che ho speso per quei testi sono perfettamente funzionanti ma questo è del tutto secondario…

Ecco pensare che la scuola possa risolvere problemi di vetustà intrinseca, è vecchia dentro ha insegnanti che si rifiutano di accettare il progresso per mille motivi (vi risparmio i miei pensieri personali a riguardo) e ha un sistema burocratico che definire giurassico è fargli un complimento, dicevo pensare che la scuola possa uscire dal suo impasse generazionale quando gli strumenti che deve usare sono di questo livello fa passare ogni fantasia.

Com’è possibile che i cittadini che pagano fior di quattrini ogni anno i libri di testo vengano presi in giro in questo modo senza che nessuno prenda provvedimenti?

Com’è possibile che nessuno abbia pensato di utilizzare un unica app (una sola uguale per tutti) con cui leggere i vari testi che i vari editori propongono? Non ci sarebbero preferenze, così come esiste il sito Zainodigitale.it si fa anche l’app da cui leggere ogni maledetto libro, non un app per ogni editore o peggio un app o metodo per ogni libro come nel caso dei pessimi Pearson.

Si lo so sarebbe troppo bello, troppo efficiente, d’altronde pensare che ci sono aziende come Amazon ma non solo lei vendano ogni giorno libri elettronici in tutti i formati, pensare che questi esistono ormai da una ventina d’anni dovrebbe farci sperare che forse fra un paio di generazioni saremo pronti a usare “seriamente” la tecnologia quando serve….forse.

Io ormai quasi non ci spero più d’altronde perchè usare la tecnologia, lasciamo perdere i tablet e torniamo alle tavolette di cera così non si scaricano nemmeno le pile….sigh…

Ma alla Microsoft chi ci lavora?

Dunque partiamo da un assunto, io adoro moltissimi prodotti di mamma Microsoft, come tanti prodotti di casa Google e tanti altri degli amici di Apple, ma mi rifiuto di subire “supinamente” certe minkiate quindi quando ce vo’ ce vo’ come diceva mia nonna.

Nei giorni scorsi mi sono deciso a passare sul pc alla suite office, il motivo è più la voglia di uno standard riconosciuto ovunque, il fatto che tutto sommato Outlook per PC è decisamente migliorato (la ricerca finalmente funziona come si deve ad esempio) e si integra decisamente meglio con il Sistema Operativo (e grazie al picchio direte voi lavoro in ambiente win10 😀 vorrei anche vedere che non è così), la ricerca degli allegati da inviare via email è un must, l’ultimo file aperto te lo trovi subito lì senza dover aprire un’altra finestra di esplora risorse, insomma davvero tutto bene direi e il costo alla fin fine è ragionevolissimo.

L’altro vantaggio è lo sfruttamento dell’account per elevare lo spazio su Onedrive (app davvero ben fatta devo dire, forse l’unica che tiene discretamente testa a Dropbox) per i file di lavoro, ora ho più di un tera di spazio utile e posso dimenticarmi di cosa archivio e cosa no, salvo tutto e fine dei pensieri. Inoltre posso installare la suite su 5 device e in casa ce ne sono solo 3.

Fino a qui tutto bene, anche l’integrazione con la suite mobile di Office è sicuramente un punto a favore, lavora benissimo e si vede. Ed è proprio con la parte mobile che son nati i dolori, nonostante il client Samsung del mio Galaxy Note10+ funzionasse benissimo ho deciso di provare di nuovo Outlook Mobile, beh tutto sommato non ho trovato difetti particolari anzi, anche qui l’integrazione con le altre app rendeva tutto piacevole, facile trovare il file appena aperto e inviarlo e via discorrendo.

Peccato che dopo una decina di giorni la magia sia finita. Eh già a questo punto l’app mi segnalava le email in arrivo correttamente ma il contenuto era sempre vuoto, vedevo il mittente, il destinatario o i destinatari e basta il resto era tutto vuoto “questa email è priva di contenuto”…. O_O

Poco male ho le altre app sempre pronte (tengo sempre installata Zoho Mail che alla fin fine funziona SEMPRE!) e la uso al volo per tamponare la situazione in attesa di capirci qualcosa, torno a casa, e verifico meglio ed effettivamente è un problema del client Outlook di Android.

Cerco in rete una soluzione, la trovo, reset dell’applicazione (in pratica il ctrl-alt-canc …. assurdo) vabbè ci provo, ma niente non è sufficiente, allora via cancello i dati di memoria riportando il tutto ad un installazione pulita e inserisco nuovamente i dati di accesso ai vari account.

Dopo averlo fatto tutto funziona correttamente per qualche ora e poi tac, altra email priva di contenuto… -_-

Decido di riattivare il client Email di Samung (ve lo consiglio se avete un Android) così da mettermi al riparo da eventuali casini, e di contattare il supporto clienti per capire se c’è per caso qualche hack utile per aggirare il problema, vado sullo store Google Play, cerco Outlook e vado giù sulle righe relative al supporto e trovo quello che vedete qui sotto….

Pagina dello store Google

Direi che c’è poco da dire … il sito web sopra indicato non è affatto meglio perchè rimanda alla pagina del proprio account Outlook Web ancora più assurdo se vogliamo…

Decido di descrivere questa mia scoperta su Twitter citando i vari canali che potevano essere interessati da questa cosa e ne nasce un tweet davvero incantevole … roba da terzo mondo se non stessimo parlando della più grande software house del mondo direi….

Alla fine mi dicono di contattare l’account twitter di Microsoft Aiuta, canale tutto italiano, a cui ho scritto sia in privato con un messaggio diretto che in pubblico, ad oggi sono ancora in attesa di un riscontro.

La cosa assurda è che se andate sulle pagine dello store delle altre app di casa Microsoft trovate spesso (non sempre ma davvero molto spesso) un indirizzo email dedicato che vi consente di mettervi in contatto con un supporto clienti, ad esempio la suite office (altrettanto gratuita) risponde all’email offandfb@microsoft.com, Teams oggi molto usato risponde a mstandstore@microsoft.com, Word (nonostante sia ricompreso nella suite office) ha un suo account di supporto officean@microsoft.com, e via discorrendo.

Insomma una delle app che potrebbe essere tra quelle più importanti per far breccia nei nostri smartphone ha uno sviluppo decisamente pessimo (alcune mancanze sono ancora troppo gravi ne avevo parlato qui) e non ha un minimo supporto per chi, cliente pagante per altro, vorrebbe usarlo nonostante tutto…

Sembra la mia amata Guzzi in mano a cialtroni che non hanno idea delle potenzialità che i loro prodotti hanno e che sono lasciati allo sbando più totale…. peccato.

Utilizzo pratico di Google Assistant

Nella giornata di ieri mi è stato consegnato il mio nuovo Google Nest Hub che va ad integrare la mia smart-casa 😀 aggiungendosi alle prese smart sparse per casa, al google home mini che ho in ufficio e ai chromecast che utilizzo sulle due tv non smart di casa.

L’acquisto, frutto di un offerta bellissima di TIM a cui non ho saputo resistere, si sta rilevando abbastanza utile e comodo devo dire anche se è stato appena installato.

Il device è quello che potete vedere sullo store ufficiale di Google e che devo dire fa la sua bella figura ovunque lo si metta.

Fronte, retro e lato del Google Nest Hub

Le funzionalità sono alla fine quelle che trovate su tutti i dispositivi che hanno un Google Assistant al suo interno, quindi i vari prodotti nest (mini, hub e audio) i telefoni e via discorrendo. Non mi dilungherò troppo quindi su cosa si può fare o meno grazie all’assistente di Google, sarebbe un elenco davvero lungo ed inoltre non tutti i dispositivi rispondo in egual modo agli stessi comandi.

Ad esempio da telefono posso inviare messaggi sia tramite piattaforma SMS che tramite Whatsapp o Telegram ecc semplicemente dicendo “Ok google, invia whatsapp” sarà poi l’assistente stesso a guidarmi passo passo nell’invio del messaggio chiedendomi prima il destinatario, poi il testo da inviare ed infine dopo avermi riletto il tutto a chiedermi conferma per l’invio. Questo tipo di operazione ad esempio è particolarmente interessante quando si guida, perchè consente di mantenere le mani sul volante ma inviare un messaggino di testo senza nemmeno dover guardare il nostro smartphone.

Vale anche per i nuovi messaggi in arrivo, cosa anche questa molto comoda, per altro sui Samsung che hanno bixby installato potete abilitare un automatismo affinchè se il telefono è collegato via bluetooth alla vettura potete dirgli di leggere il testo degli sms o whatsapp in arrivo … altra cosa di una comodità disarmante.

Quello che invece ho scoperto con notevole piacere è la possibilità di abbinare l’app che io e mia moglie utilizziamo per la lista della spesa all’assistente google; già noi utilizziamo un app anche per quello ma il motivo è molto più analogico di quel che si pensi, semplicemente 9 volte su 10 finiamo per dimenticarci il banale ed efficace bigliettino di carta con la lista a casa, con la lista fatta su app invece questo rischio non si corre e soprattutto utilizzando l’app Bring la lista è condivisa e può essere aggiornata in tempo reale sia da me che da mia moglie così da inserire anche articoli all’ultimo minuto.

Come dicevo è possibile abbinare quest’app a Google Assistant e siccome non era molto chiaro come utilizzarla e dato che anche il veloce servizio di assistenza di google non è stato in grado di aiutarmi voglio condividere con voi questo piccola soluzione.

Abbinamento Bring e Google Assistant

Passaggio uno prendete il vostro smartphone, aprite l’app Google, andate su Altro> Impostazioni> Assistente Google> scegliete il tab relativo ai Servizi e poi la riga riguardante le Note ed Elenchi, a questo punto dovrete scegliere quale applicazione abbinare all’assistente tra quelle proposte (al momento in cui scrivo compaiono Bring, Any.do e Google Keep) e il gioco è fatto.

La cosa a cui dovrete prestare attenzione è che se direte all’assistente “Ehi Google aggiungi latte a lista della spesa” lui inserirà il Latte non in un elenco presente nella app da voi configurata ma bensì nell’applicazione lista della spesa di google e questo è quello che mi ha creato confusione all’inizio.

Il trucco infatti una volta abbinata l’applicazione come vi ho fatto vedere nel video qui sopra è quello di impartire il corretto comando all’assistente che altrimenti non potrà che sbagliare ogni volta. Ad esempio se come nel nostro caso avrete una lista della spesa su Bring che si chiama Casa allora il comando giusto è “Ok Google aggiungi Latte a elenco Casa” e a quel punto vi ritroverete il Latte tra gli oggetti della lista della spesa Casa sull’applicazione Bring.

Esempio di funzionamento

Tutto semplicemente con la vostra voce, è così quindi che il nuovo arrivato Nest Hub strategicamente piazzato in cucina diventa comodo per tutti perchè basterà un semplice comando per aggiungere elementi alla lista della spesa senza dover appiccicare biglietti e post-it a giro per casa, e senza doversi ricordare nulla.

Come detto mi è sembrato utile scrivere queste due righe per chi come me stesse uscendo pazzo per capire come utilizzare app di terze parti per gestire la lista della spesa -_^ buon lavoro e buona spesa a tutti.

Outlook per smartphone Android

Visto il recente utilizzo dell’applicazione di Office rivista e decisamente migliorata da Microsoft ho deciso di provare nuovamente sia Onedrive (lato pc e lato mobile chiaramente) che Outlook sul mio Note 10+ e devo dire che ho riscoperto alcuni vantaggi che stranamente mancano con Mail di Samsung.

La prima cosa che ho notato è l’impossibilità di inserire una firma completa di immagini nell’app di Outlook (una carenza davvero inspiegabile a mio avviso) così come manca la benchè minima possibilità di formattare il testo all’interno sia della firma che del corpo dell’email e anche questa è una carenza che sebbene sia diciamo secondaria (alla fine la semplicità aumenta anche la facilità di lettura per i nostri interlocutori) potrebbe rendere decisamente più appettibile questa applicazione.

La cosa che invece mi piace moltissimo dell’applicazione Outlook su mobile è la gestione degli allegati, è veramente fantastica perchè consente di gestire sia gli allegati scaricati dai nostri vari account email, e già questa è una features davvero notevole, sia i files presenti negli account cloud registrati con l’app (operazione da fare una volta sola per ogni account) sia quelli presenti fisicamente sul dispositivo; il tutto corredato da una buona ricerca.

Notevole e soprattutto decisamente migliore dell’applicazione di serie di Samsung che sebbene preveda diverse funzioni in più (vedi la formattazione della firma ad esempio) non mi consente di scegliere un allegato dalle cartelle di onedrive, ma mi permette solo di inserirne il collegamento html, con tutte le complicazioni conseguenti.

Come già dissi a suo tempo in un vecchio articolo il client email su Android è davvero difficile da trovare, manca sempre qualcosa, anche se devo dire che l’app di Zoho Mail, che per altro permette un integrazione fantastica con i miei account di lavoro visto che risiedono sui loro server, è davvero notevole e ben fatta anche se pecca di alcune mancanze.

Una cosa che ho iniziato ad apprezzare con il client di Samsung ad esempio è l’opportunità di posporre gli avvisi dei messaggi email per non dimenticare di lavorare un email, capita magari che vi arrivi un email quando siete fuori sede e non avete la possibilità di rispondere in modo preciso e quindi è praticissimo poter fare un banale slide laterale e posporre l’avviso.

Anche qui però Outlook Mobile è superiore ad Email di Samsung dato che consente di scegliere data e ora dell’avviso che vogliamo impostare mentre Email di Samsung permette di scegliere tra 5 avvisi e non sempre vanno bene per le proprie esigenze.

Inoltre l’integrazione di Outlook con il calendario è davvero notevole ed è anche predisposto al funzionamento con la penna del mio Note 10+ permettendo di avere un anteprima del documento e di alcuni comandi base al passaggio della stessa sopra l’email. Insomma direi che per ora lo testiamo a modino e come ho sempre fatto tengo in stand-by l’altra app per qualche tempo, se tutto va come penso sarò ben lieto di allargare la suite Office di Microsoft, almeno sul mio smartphone.

Edit.

Dopo una settimana d’uso ho disinstallato Outlook mobile essenzialmente per due motivi: il primo è che mandava in crisi l’account e impediva a thunderbird di collegarsi (fatico a capire come mai ma tant’è una volta tolto il problema è sparito) e il secondo è che trovavo la lettura delle email accorpate secondo il metodo di Outlook scomoda e macchinosa.

C’è da dire che questo fatto che anche E-Mail di Samsung non mi consenta di inserire direttamente un allegato prelevato da Onedrive mi crea non poco disturbo, considerando che stavo cercando di ripassare il mio lavoro su tale piattaforma.

Credo che in questi giorni di permanenza forzata in casa dovrò fare una serie di scelte una volta per tutte nel mio ecosistema in modo da capire cosa usare come cloud service e come gestione email. Così come ho fatto su PC dove alla fine il miglior risultato è sempre quello ottenuto utilizzando l’ottimo (sempre ottimo e ineguagliabile a mio avviso) Thunderbird.

Google Classroom, come funziona?

Recentemente mio figlio, che frequenta la prima media, ha iniziato a utilizzare grazie ad una professoressa la suite di Google Classroom e ora con l’emergenza data dal Covid19 anche altri professori si sono, finalmente, adeguati a questa “novità” digitale e hanno iniziato ad utilizzare questa piattaforma per poter rimanere al passo con il programma scolastico e far fare compiti agli studenti in remoto.

Non mi metterò oggi a discutere su quanto sia saggia questa scelta, anche perchè è solo uno dei passaggi necessari per arrivare ad una vera digitalizzazione del sistema scolastico italiano, e troppo ci sarebbe da dire a riguardo e rischierei di finire a fare della sterile polemica.

Quello che voglio segnalarvi sono i miei piccoli video che ho voluto preparare per aiutare i compagni di classe di mio figlio, e più precisamente i genitori dei compagni di classe di mio figlio, che avevano decisamente bisogno di aiuto in questo senso.

Io sono piuttosto smart in questo senso e non ho mai avuto bisogno di aiuto in questo senso, e quindi ho deciso di registrare delle piccole sessioni fittizie per aiutare i ragazzi, sperando di far cosa gradita li allego anche qui e vi invito a commentarli per ulteriore aiuto laddove fosse necessario.

Il primo video riguarda l’esecuzione di un compito utilizzando Google Documenti, integrato nella suite Google Classroom.

Esecuzione compito con Google Documenti

Il secondo video riguarda l’iscrizione a un corso e la compilazione di un compito attraverso l’utilizzo di un modulo google.

Iscrizione al corso e compilazione modulo

Il terzo video è invece relativo all’utilizzo delle cartelle di Google Drive, anche questo integrato nella suite Google Classroom, e altre app come il calendario, anch’essa utile nella gestione del tempo e delle scadenze scolastiche abbinate ai compiti.

Cartelle G-Drive e altro su Classroom

Infine l’ultimo video è forse quello un poco più interessante per i ragazzi dato che riguarda una spiega generale sull’utilizzo di Google Classroom.

Utilizzo Google Classroom su smartphone

Spero possano aiutarvi e vi auguro buon lavoro

MS Office per Android

Allora che lavoro con file office lo sappiamo, che ci siano un mare di app che consentono di interagire con i file di office (fogli di calcolo, scrittura, ecc) anche questo lo sappiamo bene, sia gratuite che a pagamento sia buone che meno buone soprattutto e infine sappiamo molto bene che Microsoft è tanto che si sbatte per dare un prodotto che consenta una buona integrazione tra PC e dispositivi mobili (tablet, smartphone ecc.) sia perchè ci crede molto sia perchè economicamente è un mercato interessante.

Recentemente Microsoft ha introdotto un aggiornamento alle sue app, una volta distinte in singole app per ogni necessità (word, excel, powerpoint), riunendole in un unica applicazione, scelta molto intelligente a mio avviso, che non è solo in grado di gestire i file di office, ovviamente, ma anche file pdf, immagini in modo da generare altri file su cui operare e queste ultime sono le features che più mi sono piaciute di office.

Non ho mai utilizzato le app di office soprattutto per via della divisione in tante sotto app per l’appunto e poi perchè avevo trovato in Officesuite Pro della Mobisystems un ottimo alleato complice una promozione di Amazon che mi aveva regalato la versione professionale che oggi costa sui 22 euro sul Play Store. Inoltre Officesuite è nativamente compatibile con i file di LibreOffice (suite che utilizzo sul pc) cosa che poche altre suite di office per android supportavano.

Bene, fino ad oggi, sono già diversi giorni infatti che sto cercando di utilizzare solo ed esclusivamente MS Office e devo dire di aver trovato un’ottima applicazione che svolge magnificamente il suo compito, soprattutto come detto con certe opzioni aggiuntive che ho trovato davvero ottime.

Oltre alla creazione e gestione di file di office difatti, la nuova app contiene le seguenti features:

  • Trasferimento file, opzione che permette di trasferire file dal telefono al pc e viceversa attraverso rete wifi e l’utilizzo del browser
  • Condivisione nelle vicinanze, in pratica quanto sopra ma anzichè tramite browser il tutto avviene tra telefono e telefono
  • Conversione di immagini in testo, cosa molto comoda anche se già presente nel mio Samsung Note10+ ma che i possessori di telefoni non dotati del fantastico pennino del note potranno sicuramente apprezzare
  • Conversione di immagine in tabella, e qui la cosa è davvero spaziale, in pratica si tratta di prendere un immagine (anche uno screenshot va bene) e convertire una griglia contenuta nell’immagine in un file excel editabile, una funzionalità davvero comoda
  • Ovviamente è presente la digitalizzazione in PDF di immagini , e documenti
  • Firma pdf, questa funzione è quella che mi piace di più perchè mi permette di far firmare i contratti ai miei clienti senza doverli stampare cosa davvero davvero comoda, anche se già presente in OfficeSuite Pro da anni
  • Scansione QR code invece è già più banale ma sempre comodo visto che consente di effettuare la scansione di qr code all’interno dei file.
Schermata Azioni

Queste features sono davvero ottime e direi ben fatte, una pecca sulla firma è che non è possibile salvare più di una firma per volta (cosa possibile con Officesuite pro) e che costringe a cambiare ogni volta il file della firma.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è l’impossibilità di andare a cercare i file su Mega, nel file manager infatti quando clicchiamo su apri, troviamo diverse opzioni e tra queste anche la possibilità di aggiungere un servizio cloud nel menù di apertura file, come potete vedere io ho già aggiunto OneDrive, Dropbox e Box oltre a Google Drive che è integrato di default ed abbinato all’account google di sistema, per altro Google Drive ci rimanda all’app che ci consente di sfogliare non solo i file del nostro drive ma anche di navigare dentro al nostro pc, se questo è connesso al web.

Schermata Apri file

Se vogliamo possiamo aggiungere tanti altri servizi cloud come vedete qui sotto ma devo dire che la mancanza di Mega si fa sentire così come quelle di tanti altri servizi cloud prestigiosi e famosi, ma vista la natura commerciale di Microsoft Office che è pur sempre un prodotto nato per vendere i servizi office 365 ci può comunque stare.

Servizi cloud supportati

è poi possibile creare come detto file cliccando sul pulsante + presente in fondo alla schermata che apre un sottomenù che comprende la possibilità di usare delle note (ancora un altro posto dove scrivere note, vi parlerò poi di questo mio “problema”), usare l’opzione Lente che ha sostituito de facto l’applicazione office Lens per scansionare documenti e infine la più banale Documenti per creare un vero e proprio file di office.

Click su pulsante +

Le note sono collegate tramite il nostro account microsoft con quelle generate su Windows 10, cosa anche questa davvero comoda, ma che onestamente non arriva certo ad essere minimamente paragonabile a Evernote o a Onenote per rimanere in ambito Microsoft.

Quando invece clicchiamo su documenti finiremo in una schermata che ci permetterà di scegliere quale tipo di documento vogliamo creare includendo anche la digitalizzazione e creazione di file già presente nel menù azioni citato sopra.

Menù creazione documenti

Non mancano quindi le possibilità di creazione e gestione file, devo dire che per i fogli di calcolo mi sono davvero trovato bene, si tratta di un app ben fatta ma d’altronde Microsoft non ha certo bisogno di insegnanti in questo senso, e non dubito che anche Word e PowerPoint saranno efficienti.

La gestione dei pdf invece non mi ha entusiasmato come tutto il resto, al momento l’utilizzo delle app della suite Adobe, nello specifico Adobe Scan e Acrobat Reader, permettono davvero un’ottima interazione, Reader su windows poi ha un collegamento alle scansioni fatte con Adobe Scan su android nativo e questo le rende davvero ottime, però cercherò di mettere più in competizione nei prossimi giorni per cercare di capire quale potrebbe diventare la mia companion app definitiva.

Aggiungo a tutto quanto sopra una nota a margine relativa al lato cloud. Questa suite è ovviamente nata per lavorare sui dispositivi android e il collegamento con Google Drive come dicevo è nativo, ma va da se che l’accoppiamento migliore sia con OneDrive e visto che lo spazio a mia disposizione è parecchio anche lì credo che prossimamente fare un’ulteriore valutazione in questo senso.

Vediamo come evolve la situazione magari è la volta che riduco le app sul mio smartphone a tutto vantaggio di una più pratica produttività.

Il tuo telefono ma anche il mio ;-)

Da quando ho il mio nuovo Lenovo come compagno di lavoro ho imparato ad apprezzare l’app di Windows 10 “Il tuo telefono“, un app che consente di accedere rapidamente ad alcune funzioni del nostro telefono direttamente dal pc senza dover toccare lo smartphone.

Tramite questa app potete accedere alle ultime 25 foto presenti sul pc, ricevere le notifiche dalle app, e rispondere tramite pc ai messaggi ricevuti. Inoltre è anche possibile interagire con il telefono facendo delle telefonate direttamente dal pc sfruttandolo quest’ultimo come vivavoce oppure potete visualizzare lo schermo del telefono direttamente sul pc comandando il telefono che magari è in un angolo a ricaricarsi.

La sezione messaggi

Insomma un’app davvero molto comoda sulla carta, inizialmente, a inizio 2019 ovvero quando ho iniziato ad utilizzarla, ho trovato molte criticità soprattutto nel collegamento tra pc e telefono che spesso non andava a buon fine. Ora dopo aver cambiato smartphone ed essere passato al Samsung Note10+ e dopo gli ultimi aggiornamenti della stessa devo dire che l’accoppiamento PC-Smartphone è decisamente migliorato sia per la gestione delle foto ma soprattutto per la parte notifiche, messaggi e chiamate.

Proprio oggi ho deciso di provare a utilizzarlo per delle chiamate vocali sfruttando l’audio del mio portatile (un Lenovo Thinkpad E485) e devo dire che è stata un’esperienza davvero piacevole, complice sicuramente il fatto che mi trovavo in un ambiente silenzioso.

La sezione chiamate

Insomma si tratta di un’app che soprattutto in ambito lavorativo può tornare davvero comoda consentendoci di accedere al nostro terminale senza doverlo collegare “fisicamente” al pc, per altro è possibile collegare i due dispositivi, pc e smartphone, non solo quando si trovano sotto la stessa rete wifi ma anche tramite rete dati, cosa per la quale ancora fatico a trovare una reale utilità ma che potrebbe tornar comoda per collaborare con il proprio ufficio quando ci si trova fuori sede.

Se proprio voglio trovargli un difetto ora come ora è dato dall’impossibilità di caricare più di 25 foto, limite che presumo sia dettato dalla volontà di non eccedere nella sincronizzazione tra i due devices. Speriamo che magari venga concessa la possibilità di gestire tale vincolo con le prossime versioni.

Io vi consiglio caldamente di provarlo, poi magari non lo userete mai, io per ora lo trovo comodo soprattutto per prendere al volo una foto dal telefono senza dover andare su google foto per scaricarla.

L’archivista virtuale

Come ho già scritto in altre occasioni soffro di un alcune patologie autoimmuni e questo mi porta ad assumere molti farmaci e a fare molti controlli di routine e non solo. Ultimamente poi una maledetta polmonite ha deciso di tenermi compagnia da fine maggio e sto impazzendo per cercare di farmela passare definitivamente, eh già perchè la vigliacca arriva si fa debellare con degli antibiotici nel giro di una settimana e sparisce per un mese o poco più, ma poi come per magia ritorna pari pari a prima.

Come detto è da fine maggio che mi sbatto con questa cosa e siamo ormai alla sesta edizione di polmonite, con tutto quel che questa vigliacca si porta dietro soprattutto nel mio caso di addisoniano.

L’utilizzo dell’app Medisafe di cui vi ho già parlato abbondamente è diventato prioritario quindi per tracciare i farmaci che assumo e ricordarmi soprattutto che tipo di antibiotici utilizzo per debellare questa dannata polmonite. Eh già perchè ne ho provati diversi di antibiotici e poter tenere traccia di tutti quelli che provo e che hanno effetto o meno è sicuramente utile per poter prendere le opportune contromisure in caso di ricadute (come effettivamente è successo nel mio caso).

Inoltre ho utilizzato l’app anche per segnare le misurazioni che facevo di febbre, pressione e altro che potesse tornare comodo ai medici che mi seguono in questo “divertentissimo” percorso.

Durante l’ultimo periodo di salute “buona” ho avuto modo anche di rimettere mano alla mia cartella medica cartacea, che vi assicuro è bella corposa ahimè…, e ho deciso di scansionare tutto (ma proprio tutto) per archiviarlo in digitale sul mio cloud, un lavoro non di poco conto ma che mi ha permesso prima di tutto di mettere in sicurezza tutti questi dati, e potrebbe consentirmi successivamente di condividere il tutto con altri dottori laddove fosse necessario.

La cosa su cui riflettevo, e che ho condiviso anche con i ragazzi di Digitalia, è che non ci sono vere e proprie app ufficiali dei produttori come ci si potrebbe aspettare che forniscano un supporto per queste necessità. Apple e Google ad esempio, ma anche il ragionamento vale anche per i vari singoli produttori come Huawei, Samsung ecc., hanno app che tracciano l’attività fisica si ma non consentono di gestire le pastiglie e men che meno di archiviare esami, cartelle cliniche o altro.

A mio avviso invece, prestando ovviamente le dovute attenzioni al fattore privacy, quello digitale sarebbe un ottimo supporto per tutte quegli utenti come il sottoscritto che sono costretti a tenere traccia di tutto. Per non parlare del fatto di quanto comodo sarebbe poter condividere il tutto con il proprio medico curante con un tocco…. ma qui entriamo in un mondo utopistico ancora più fantasioso che fatico a intravedere nella nostra povera Italia.