Gingilli in sconto con Tronsmart

Come saprete ho acquistato tempo addietro un ottimo paio di cuffie le Tronsmart Onyx Ace per mia moglie da abbinare al suo Samsung Galaxy S20 e a distanza di 5 mesi posso dire con tranquillità che il loro funzionamento è davvero ottimo, sia dal punto di vista della qualità audio che dal punto di vista della semplicità.

Per i dettagli tecnici vi rimando alla rispettiva scheda tecnica, non sono in grado di entrare troppo nel dettaglio in modo preciso e puntuale ma vi basti sapere che anche solo la possibilità di avere la tecnologia Qualcomm aptX coadiuvata da 4 microfoni al prezzo di vendita medio di poco più di 30 euro significa spendere almeno la metà rispetto alla diretta concorrenza.

Le Tronsmart Onyx Ace

Ma la cosa più interessante che posso fare è riportare l’esperienza di moglie che non è certamente un nerd come il sottoscritto ma un banalissimo utente, utente a cui ho dato in pasto questo due piccole cuffie senza nemmeno troppe spiegazioni, semplicemente fornendole la scatola completa delle coincise ma precise istruzioni presenti.

Ebbene Nadia, mia moglie, non ha mai, ripeto mai, dovuto chiedermi aiuto per usare le cuffie, abbiamo ovviamente condiviso l’esperienza d’uso anche per dargli qualche dritta per sfruttare al meglio l’abbinamento con il suo Samsung S20, ma complice anche l’assenza di un’app di gestione da installare sul telefono a cui vengono abbinate le cuffie tutto si svolge in modo semplice e intuitivo.

I comandi, fruibili ovviamente tramite telefono, possono essere replicati con i soliti tap, singolo, doppio, triplo o prolungato, sulle due astine delle cuffie; è persino possibile gestire il volume aumentandolo o diminuendolo toccando una volta la cuffia destra o sinistra. Purtroppo le gesture non sono personalizzabili ma onestamente ce ne sono davvero tante e forse sin troppe, ma una volta presa un po’ di confidenza diventa tutto più semplice.

Onestamente nemmeno le mie ben più blasonate Huawei Freebuds 3 hanno il controllo del volume e si che costano 4 volte le Onyx Ace 😉 e difatti a novembre ho regalato a mia sorella un secondo paio di Onyx Ace per il suo nuovo PocoFone X3 e devo dire che anche lei è davvero molto soddisfatta, insomma un ottimo prodotto.

Ma torniamo a noi, Tronsmart mi ha segnalato che ci saranno dei prodotti audio in sconto nei prossimi giorni e onestamente non vedo l’ora di provarli, si tratta dei modelli Tronsmart Apollo Q10, Tronsmart Force 2 IPX7 e Tronsmart Shadow 2.4GHz. Tre prodotti con tre utilizzi finali differenti, le Apollo Q10 dedicate all’ascolto tramite bluetooth e con cancellazione attiva del rumore, tecnologia molto comoda se si viaggia o semplicemente se si vuole ascoltare un po’ di musica senza distrazioni esterne, il Force 2 è uno speaker sempre bluetooth molto potente ma impermeabile con certificazione IPX7 che consente di usarlo praticamente ovunque e in qualunque condizione, e per di più compatibile anche con gli assistenti vocali, insomma un must have, infine le Shadow delle cuffie da game con microfono posizionato sull’asta, davvero belle visto che si possono collegare al pc wireless con il suo dongle in dotazione, ma ovviamente è possibile collegarle anche tramite cavo, con una ricca dotazione di comandi direttamente sulla cuffia sembrano un ottimo prodotto.

Tronsmart and Aliexpress Brand Fest

Credo che mi regalerò anche un prodotto Tronsmart da usare magari in ufficio mentre preparo preventivi per i clienti, forse le Apollo Q10, io vi invito a provare i prodotti Tronsmart non solo perchè il rapporto qualità prezzo è il migliore che abbia mai provato ma anche perchè sono prodotto davvero belli e curati.

Quindi cliccate qui e scegliete un modello Tronsmart per ascoltare i vostri contenuti preferiti con uno sconto fino al 68% c’è poco tempo prima che l’offerta scada, io ve l’ho detto eh. Qui sotto invece vi lascio la brochure che mi ha gentilmente inviato Tronsmart, buon divertimento.

La pressione pneumatici sempre sott’occhio

Nei giorni scorsi ho terminato di installare la dual dashcam sulla mia Moto Guzzi Breva e oggi ho terminato di controllare la corretta installazione dei due sensori pressione pneumatici comprati sul solito Aliexpress.

Si tratta di un kit che consta di 2 terminali da installare al posto dei tappi della pressione e di una app da installare sul proprio smartphone che tramite collegamento Bluetooth Low Energy (da qui l’acronimo BLE) consente di segnalare all’app l’attuale stato della pressione e della temperatura degli stessi.

Contenuto della confezione

Il costo del prodotto è di circa 20 euro spedizione compresa se acquistato su Aliexpress, lo stesso tipo di kit è possibile acquistarlo anche altrove con costi diversi si tratta semplicemente di cercare bene.

Un consiglio spassionato, prima di procedere con l’installazione di questi prodotti controllate per bene la pressione presso un gommista, in modo da sapere con certezza che in quel momento la pressione è quella desiderata senza possibilità di errore così da poter fare eventuali “tare” ai dispositivi laddove ce ne fosse bisogno.

Una volta controllata e segnata la pressione “reale” dei pneumatici procedete con la rimozione del tappino di gomma, avvitate a mano e fino a fine corsa il sottile dado d’acciaio fornito in dotazione, poi inserite il piccolo anello di plastica che serve a chiudere il retro del tappo, quello indicato dalla freccia rossa qui sotto.

sigillo di sicurezza

A questo punto avvitate velocemente il sensore sulla valvola, ci sarà una piccola perdita d’aria, basta essere veloci nell’avvitare e si fermerà subito. Completate il serraggio del sensore con la piccola chiave inglese fornita in dotazione utilizzando il lato più piccolo della stessa e agendo sulla piccola testa del sensore.

Non serve stringere a morte ovviamente, basterà serrare quel tanto che basta da renderlo sicuro insomma, a questo punto incastrate il sigillo di plastica di sicurezza e svitate il dado in acciaio che avete inserito per primo al fine di bloccare definitivamente il sensore. Questo dado lo potete serrare più stabilmente utilizzando il lato più grande della piccola chiave inglese.

Come vedete è davvero piccola, ma il vantaggio di questa chiave inglese formato mignon è che starà comodamente in tasca, o nel portafoglio come nel mio caso, così da evitare di dimenticarla a casa.

Il risultato finale sarà quello di due bei cipolloni montati sulle gomme che però svolgono a dovere il loro compito.

Sono davvero grossi da vedere però ora mi basterà aprire l’app scaricata sul telefono e potrò controllare in tempo reale lo stato di pressione dei pneumatici e capire se è il caso di fermarmi dal gommista a gonfiarli oppure no, magari prima darò una pulita al cerchione che dite :D.

La schermata sul mio Note 10+

Una volta installata l’app vi verrà chiesto il codice di identificazione dei due sensori, operazione che potete fare inserendo il codice manualmente o facendo leggere il QR Code direttamente all’applicazione, nel giro di pochi istanti verranno rilevati i due dispositivi e abbinati al vostro smartphone.

All’inizio ho notato una certa pigrizia nel ricercare l’aggiornamento del dato, ma basta dare una scrollatina alla moto muovendola appena per svegliare i sensori (che si spengono in caso di inattività per risparmiare energia) affinchè questi inviino l’aggiornamento all’applicazione.

Devo dire che il dato letto è anche piuttosto preciso e puntuale rispetto a quanto registrato dal gommista (la pressione che avevo impostato era 2,5 all’anterioe 2.8 al posteriore) e quindi sicuramente affidabile. Ci sono prodotti decisamente più interessanti come quelli che si installano al posto delle valvole direttamente nei cerchioni e consentono di evitare di dover smontare il sensore con chiavine e chiavette ma costano di base 4 volte questo prodotto e per poterli installare è necessario gioco forza l’intervento del gommista, quindi valutate voi quale impianto preferite se uno che potete anche trasferire da una moto ad un’altra, o se preferite uno fisso che per essere trasferiti implica costi non secondari sebbene risulti nell’uso quotidiano più pratico.

Microsoft e le occasioni perse

Mi ricollego all’articolo fatto qualche giorno fa dove mi domandavo, ma sul serio eh, chi lavorasse alla Microsoft per segnalare come è proseguita la vicenza sia per quanto riguarda il supporto fornito da MS stessa tramite uno dei suoi canali social, sia per quanto riguarda l’app oggetto della diatriba ovvero Outlook Mobile.

Allora dopo qualche tentativo andato a vuoto di far funzionare l’app Outlook sul mio Note 10+ ho deciso di rinunciare per un po’ di tempo sperando in qualche aggiornamento. Dopo una 15 di giorni e dopo aver visto che c’era stato almeno un aggiornamento ho deciso di riprovare, reinstallo l’app e trovo altri problemi, oltre alla solita impossibilità di aggiungere immagini, a questo giro non riesco più a utilizzare una delle funzionalità per cui insistevo a provare Outlook ovvero lo swype laterale per postporre gli avvisi delle email con date e orari personalizzati (sull’app Email di Samsung tale funzionalità ha parametri preimpostati e non modificabili e onestamente è quasi inutile così).

In pratica dopo un paio di tentativi riusciti l’app non mi permetteva più di fare swype a destra o sinistra se impostavo in tale posizione la funzionalità Postponi.

Decido di contattare il supporto clienti che avevo già contattato tramite twitter in precedenza e mi invitano a fare dei tentativi, a riavviare il telefono (giuro come sul PC spegni e riaccendi….) e altre cose davvero senza senso, non ultimo dubitare della possibilità che il mio terminale possa far girare il loro software, manco stessimo parlando di Autocad….

Per tacere della soluzione proposta per inserire le immagini nella firma: “Potresti inviare la firma tramite e-mail e quindi copiarla e incollarla nella casella della firma dell’app Outlook (funzionerà con alcune delle immagini, ma non con le GIF)” ma non è detto che funzioni precisa poi il supporto MS…. vi rendete conto, l’immagine non è supportata ma prova a copiarla e incollarla che non si sa mai… si va per tentativi in pratica.

Il tutto condito dalle solite frasi di circostanza che onestamente alla lunga sanno più di presa in giro che di premura verso il cliente perchè se a ogni passaggio ti dicono “Ciao Giuliano capisco come tu ti senta e ci scusiamo per il problema” alla 3 o 4 volta ti girano dai.

Insomma una situazione che aveva del surreale, risolta alla fine in modo semplice e rapido, ho chiuso la richiesta di supporto segnalando che avrei fatto definitivamente a meno della loro app e mi sono rimesso a utilizzare Zoho Mail, che funziona sempre, che mi consente di inserire allegati in mille mila modi senza creare problemi e che è decisamente affidabile e che sincronizza la firma con i server quella presente sui server Zoho (non devo nemmeno scriverla sul telefono quindi).

Al solito si tratta dell’ennesima occasione persa per MS che si perde in mille rivoli senza riuscire da un lato a gestire seriamente una richiesta di supporto, per esempio dicendo banalmente “no la firma è solo di testo e fattela bastare” sarebbe stato più onesto e dall’altro lato non riesce a sviluppare un app che sia davvero degna del brand che rappresenta. Stiamo parlando di chi sviluppa Windows, Office …. possibile sia così difficile creare un client email per Android che semplicemente funzioni?

Dual dashcam da moto

cinquantanni anni sono sempre una bella tappa, e per questa tappa speciale mi sono fatto regalare da moglie e figlio la dashcam da moto, anzi una dual dashcam (con due camere una davanti e una dietro) che deve servire in caso di sinistro, ma visto che la qualità delle riprese dovrebbe permetterlo, anche per diletto e poter rivedere alcuni passaggi delle mie gite in moto.

Visto che nella mia ricerca di questo prodotto non ho mai trovato recensioni in italiano, soprattutto su youtube, ho pensato di farne una per poter essere in qualche modo d’aiuto ad altri utenti come il sottoscritto.

Ho quindi realizzato un video che riguarda l’unboxing del prodotto e un piccolo e veloce test dello stesso, utile più che altro per capire il funzionamento dello stesso, seguirà un secondo video con annesso articolo del blog relativo all’installazione delle due camere e della relativa centralina sulla moto e test su strada delle registrazioni così da poter spiegare a tutti come funziona questo prodotto (e di conseguenza altri similari).

Fonte Amazon

Il modello scelto è la Vsysto B2F acquistata tramite il solito Amazon, anche per avere l’opportunità di restituirla senza sbattimenti in caso di problemi, e prevede il seguente contenuto:

  • Centralina di controllo con schermo da 3.0″
  • due videocamere con ottica Sony a 1080p e 140° di visuale
  • un’antenna GPS per tracciare posizione e velocità
  • un trasformatore per collegare il tutto all’alimentazione del mezzo
  • un comando da manubrio
  • diversi cavi, prolunghe e supporti utili a installare tutto l’ambaradan sulla moto
Il contenuto della confezione nel dettaglio

Devo dire che la qualità dei vari connettori, soprattutto quelli delle videocamere, mi è parsa ottima e ben fatta, così come ottimi sono anche i relativi supporti delle stesse che unitamente alla piccola guaina in gomma intorno al corpo della camera consentono un fissaggio sicuro e solido dove meglio crediamo sulla moto.

Sicuramente sarà molto comodo anche il GPS e il pulsante per il controllo remoto dell’unità, visto soprattutto che quest’ultima finirà sotto la sella per evitare inutili esposizioni alle intemperie e perchè non ho assolutamente voglia di avere una possibile distrazione sul cruscotto della moto.

Video Unboxing e primo test

Come potrete vedere dal video la centralina è molto compatta e se riposta nel sottosella (magari in una custodia che dovrò inventarmi visto che è prevista) diventerà de facto invisibile ma pur sempre raggiungibile tramite collegamento wifi dal proprio smartphone.

Adesso devo solo aspettare che smetta di piovere per poter procedere con l’installazione sulla moto di tutto il sistema, prima in versione di test, per capire dove posizionare correttamente tutto (due cam, antenna GPS e comando remoto) e successivamente in versione definitiva smontando serbatoio per far passare i cavi verso il cruscotto e la camera anteriore e anche l’eventuale smontaggio di qualcosa sul retro se necessario.

Appena pronto vi aggiornerò con il secondo video sperando di riuscire per la prossima settimana.

Gadget USB comodi

Questo non è proprio una recensione anche perchè c’è proprio poco da dire in merito ai prodotti che sto per citarvi ma è solo una segnalazione che magari può tornare comoda a chi come me lavora con il pc e ha bisogno di perfezionare alcuni particolari che non sono proprio… perfetti ecco.

Nel caso specifico si tratta di due gadget economici ma molto pratici il primo è il lettore di impronte digitali della Benss.

Il blister contenente il piccolo dongle della Benss

Un dongle da collegare alla porta USB del nostro pc, un Lenovo Thinkpad E485 nel mio caso specifico, e che permette di avere le funzionalità di Windows Hello anche su pc che nativamente non la supportano.

Il dongle inserito in una porta USB

La comodità di utilizzare questo tipo di accesso è la sua velocità, utilizzando una tastiera esterna bluetooth difatti capita alle volte che la stessa non si colleghi immediatamente al pc, magari perchè anche la tastiera stessa è andata in standby per l’ovvio risparmio energetico e non risponde immediatamente ai comandi perdendo uno o due numeri del codice pin impostato durante la digitazione dello stesso.

L’utilizzo di Windows Hello, non presente su tutti i portatili in commercio, è di un efficacia disarmante, lo sblocco è immediato e velocissimo e ci troviamo immediatamente dentro al nostro OS preferito senza dover far altro che sfiorare il piccolo dongle USB.

Come visibile dalla foto il dongle una volta collegato alla porta USB sporge per meno di un cm, una misura davvero minima, al pari dei dongle per tastiere e mouse per intenderci, e la superficie di rilevamento per contro è ampia quanto basta per impedirci errori di lettura da parte dello stesso.

Inoltre le dimensioni di ingombro laterale del dongle sono tali da lasciare completo accesso all’altra porta presente sul lato del mio Thinkpad, c’è da dire che il mio Lenovo ha le porte USB molto ben distanziate e difficilmente gli utilizzatori che andranno ad occupare le porte finiranno per toccarsi, ma su alcuni portatili invece è la norma avere le porte USB molto ravvicinate, tanto da imporre utilizzi esclusivi di una o l’altra porta in funzione del prodotto che verrà collegato in una data porta.

Avvio di Windows 10 con dongle Benss UA002
Secondo esempio di avvio da sospensione

Nei due video qui sopra potete vedere come la velocità del lettura del lettore sia davvero fulminea, al pari, se non superiore, a quella degli smartphone che utilizziamo ogni giorno.

Il costo è davvero ridotto, su Amazon lo trovate a circa 25 euro è devo dire che si tratta di un bel prodotto davvero, questo unito al codice PIN direi che ci mette al riparo dai guardoni e ci consente di lasciare il pc a giro negli uffici frequentati dai colleghi curiosi 😀

L’altro articolo che vi volevo segnalare è un sempre da collegare ad una porta USB ma in questo caso parliamo della porta USB tipo C, si tratta di un banale angolo a 90° come quello mostrato in foto.

Presa a 90° verso il basso
Presa a 90° verso il lato

Si tratta di due angolari che mi permettono di girare il cavetto, invero molto corto, del dongle a cui collego i vari cavi del mio PC in modo da non costringerlo a una curva eccessiva.

Il dongle che collego tramite l’uscita usb tipo-c del mio Lenovo difatti mi permette di collegare al pc il cavo ethernet, l’alimentazione, l’HDD esterno da 500 gb per i backup, il cavo HDMI ed eventualmente anche microsd ed avanza anche una seconda porta USB tipo 3 che però al momento non utilizzo.

Il dongle nascosto sotto al supporto del portatile

Il cavetto usb che collega il dongle al PC come potete vedere voi stessi è molto corto, cosa comune a tutti questi apparecchi, cosa che per inciso non capisco visto che non sono l’unico in questa situazione da quel che ho letto. Il risultato era che il connettore doveva fare una curva particolarmente forzata per collegarsi alla porta tipo-c del portatile rischiando di rovinare il connettore, la porta o il cavetto stesso.

Con questo piccolo ed economico aggeggino ho risolto il problema, la curva ora non esiste più in pratica e le connessioni sono comunque tutte salve visto che sia il monitor, che l’alimentazione, che la connessione di rete che l’HDD esterno vengono rilevati ed utilizzati senza problema alcuno.

La connessione tramite curva 90°

I due connettori li trovate in vendita un po’ ovunque, al solito per comodità ho utilizzato Amazon dove si posizionano a circa 9 euro la coppia.

Buon divertemento e soprattutto buon lavoro.

Ricarica wireless e varie :D

Mi sono reso conto soltanto ora che siete orfani di un mio riscontro, si lo so questo blog lo leggo io quanto torno a rileggere cosa avevo detto o meglio scritto riguardo un certo argomento, però lasciatemi sognare di un mondo che legge il mio blog come se fosse interessante e ricco di argomenti utili e lasciatemi dire che VI devo un articolo di risposta sul dubbio amletico che avevo riguardo la scelta degli auricolari per me e altre amenità tecnologiche.

Dunque, eravamo rimasti tempo addietro (ancora il lockdown doveva iniziare) ad una scelta invero difficile, con quali cuffie bluetooth sostituire le mie Philips SHB4205WT che sebbene restituissero un audio ottimo a livello musicale non erano così eccezionali in chiamata ma soprattutto, e non capisco davvero perchè viste le dimensioni totali, hanno un autonomia ridicola facevo fatica anche ad arrivare a sera durante le giornate più impegnative.

Fonte sito Philips

Dato che lo strumento di lavoro telefonico è un Samsung Note10+ decisi di orientarmi sulle Galaxy Buds+ cuffie davvero buone, ottima l’integrazione con l’ecosistema Samsung, appena apri il case hai info sulla batteria sullo schermo del telefono (davvero comodo) audio ottimo anche se non eccezionale, una pecca però mi ha rovinato l’appetito che si stava facendo strada mentre le provavo.

Fonte sito Samsung

L’aspetto in ear delle stesse rende le conversazioni a mio avviso estremamente fastidiose, mi spiego meglio, quando parlavo al telefono, ovvero durante la gran parte del mio utilizzo di queste cuffie, i miei interlocutori mi sentivano benissimo, così come sentivo benissimo io loro, e questo avveniva in ogni situazione ambientale; il problema era che io sentivo la mia stessa voce rimbombare a causa della chiusura data dalla cuffietta nell’orecchio e questo mi dava una pessima sensazione.

Era un vero peccato perchè le gestures delle cuffie consentivano molte opzioni, per altro personalizzabili, ed era presente anche una fantastica features che dando una schicchera alla parte superiore dell’orecchio faceva abbassare se fatta all’orecchio sinistro, o alzare, se fatta all’orecchio destro, il volume.

Ho provato a insistere ma non ho resistito e dopo nemmeno due settimane di utilizzo ho restituito le Buds+ e mi sono deciso a rinunciare a tutto l’ecosistema, davvero molto molto comodo, e ho scelto le Huawei Freebuds3.

Fonte

Le Freebuds 3 sono un prodotto fantastico, un audio decisamente migliore sia in chiamata (senza il fastidio dell’occlusione del canale auditivo per via delle capsule inear) sia in riproduzione musicale, sempre presente la ricarica wireless come sulle buds+ compatibile anche con la retrocarica wireless del mio Note10+.

Insomma un’alternativa perfetta non fosse per la mancata integrazione con l’ecosistema Samsung, ad esempio se tolgo una cuffia la riproduzione di un podcast non va in pausa, così come non vedo lo stato della batteria nella schermata semplicemente aprendo il case ma soltanto accedendo all’app di controllo. Tutte mancanze che onestamente digerisco ben volentieri in virtù dell’eccellente qualità audio.

Per altro su Amazon al momento dell’acquisto, dopo aver restituito le Buds+ ho potuto beneficiare dell’acquisto rateale in 5 rate senza alcun interesse, provato più per diletto che altro ma devo dire davvero comodo quando presente per gli acquisti importanti. 5 rate non sono tantissime e consentono di diluire l’acquisto di un elettrodomestico (mi viene in mente il TV ad esempio) che di norma sarebbe impegnativo rendendolo più agevole il tutto senza alcun controllo.

Aggiungo un ulteriore diffetto per le Freebuds3, difetto che le accomuna alle Buds+ di Samsung e presumo a tanti altri prodotti simili, le custodie delle cuffie TWS sono di norma lisce e viscide e cascano dalle mani che è un piacere, davvero non ci si crede quanto sia facile farsele scivolare dalle mani, ragion per cui procuratevi una custodia in silicone ce ne sono per tutti i colori e tutti i gusti, evitano graffi e riparano dalle cadute fidatevi -_^.

Riguardo la ricarica wireless, comodissima, ormai non ne posso più fare a meno l’ho messa ovunque, vi segnalo un paio di prodotti che possono sicuramente tornarvi comodi e che sono decisamente degni di nota, il primo è un supporto di ricarica da scrivania che prevede non solo la ricarica wireless ma ha anche al suo interno un ottimo impianto di raffredamento che consente di evitare il surriscaldamento del supporto e di conseguenza del telefono stesso. Il mio è un Yootech LX3-N ed ha un uscita fino a 15w certificato Qi il vantaggio rispetto ad altri prodotti anche della concorrenza è per l’appunto la capacità fino a 15w, nella norma difatti molti caricabatterie arrivano al massimo a 10w

L’altro vantaggio rispetto ad una bella fetta del mercato è che il cavo di ricarica è un cavo di tipo C e pertanto in caso di estrema necessità basta scollegare la basetta e collegare il cavo direttamente al telefono per avere una velocità di ricarica maggiore senza dover andare a cercare altri cavi e cavetti.

Samsung Galaxy Note10+ in ricarica wireless rapida

In sala vicino al pc fisso ho piazzato una basetta che mi è stata regalata in seguito ad un acquisto di una pellicola per il telefono e che onestamente si sta rivelando essere un ottimo prodotto nonostante la sua gratuità, per le cuffie è perfetta e il mio Note10+ lo rileva per la ricarica wireless rapida.

La comodità di appoggiare su di una superficie il telefono per vederlo caricare magari di fianco al nostro monitor mentre stiamo lavorando è davvero tanta, l’unica vera pecca è l’impossibilità di disattivare la ricarica wireless dal telefono, visto che ho installato anche in auto un supporto con ricarica wireless sarebbe opportuno di stressare troppo le batterie dei terminali di casa, già anche quello di mia moglie supporta la ricarica wireless, però ribadisco è talmente comodo veder caricare la batteria mentre si appoggia semplicemente il telefono da qualche parte, che ti dimentichi di tutto il resto.

Insomma andate, convertitevi al wireless charging, che per altro ricarica in modo lento le batterie e le stressa di meno, e usate i prodotti che più vi piacciono 😀 tanto alla fine questo conta, non esiste il prodotto perfetto ma solo quello che va bene per voi in quel momento per quel lavoro 😉

Scrivere bene

Ormai due anni fa ad inizio 2019 ho acquistato il mio portatile Lenovo che utilizzo quotidianamente come postazione di lavoro sia in mobilità quando sono fuori ufficio che come postazione fisso in studio collegato ad un monitor esterno da 24″ e collegato anche a mouse e tastiera esterni.

All’epoca avevo acquistato una ecnomica ma pensavo affidabile tastiera Microsoft completa di relativo mouse per la somma di 25 o 29 euro, era una tastiera con tasti a corsa rapida comoda per scrivere e con un mouse di dimensioni generose (importante per me per evitare di ritrovarmi con la mano intorpidita dopo poco).

Recentemente la suddetta tastiera ha iniziato a perdere colpi, ogni tanto non scriveva tutte le maiuscole nonostante tenessi saldamente premuto lo shift e altre mancanze ancora che mi costringeva a correzioni continue delle mie battiture.

Scrivo molte email e preparo preventivi sul pc e dover correggere rendeva il lavoro fastidioso quindi ho deciso di cambiare tastiera acquistandone una nuova e mi sono orientato su un prodotto che mi permettesse di scrivere facilmente e velocemente come sempre, che fosse collegabile tramite bluetooth per evitare ulteriori dongle da attaccare al pc e che potessi magari anche collegare ad altri dispositivi.

La scelta è ricaduta su di un prodotto Logitech, un marchio che garantisce una qualità eccelsa e che sicuramente mi avrebbe soddisfatto e così è stato la K780 di Logitech è un ottimo prodotto che permette una scrittura rapida, sicura e confortevole.

Logitech K780

I tasti come vedete sono tondi e non quadrati e affiancati come per altre tastiere ma nonostante questo la ricerca degli stessi mentre si digita non fallisce anzi forse è aiutata e tale configurazione crea maggiore precisione e impedisce possibili errori di battitura.

Mentre aspettavo l’arrivo della Logitech e anche mentre cercavo di capire quale tastiera acquistare ho utilizzato per qualche giorno anche la fidata tastiera Sony per PS3 che utilizzo quando viaggio e non voglio portarmi dietro il portatile. Una tastiera che vi assicuro è davvero fantastica per scrivere, non sbaglio un colpo con quella sembra fatta apposta per me, la qualità è a livelli enormi e comprende anche un comodissimo trackball stile Thinkpad che consente di avere mouse e tastiera in un unico apparecchio.

Sopra la Sony per PS3 e sotto la K780

Vi assicuro che la Sony è davvero un ottimo prodotto, se siete alla ricerca di una tastiera da usare in mobilità e da affiancare ad uno smartphone o un tablet la scelta è assolutamente questa fidatevi, io per altro ho avuto la fortuna di acquistarla a soli 19 euro ma oggi la trovate a poco più di 30 euro su Amazon quindi comunque un prezzo ragionevolissimo e come detto avendo anche il mouse integrato è davvero un must have. Ricordo però che il mouse non funziona sui dispositivi Apple.

Come potete vedere la Sony pecca nella mancanza del tastierino numerico, pecca che però ne migliora la portabilità ovviamente. La k780 invece ha il tastierino numerico, importante per chi come me lavora con i numeri e spesso con fogli di calcolo, un vero peccato invece che manchino i tasti dedicati per inizio, fine pag up e pag down che sono presenti in seconda battuta sul tastierino numerico. Un peccato perchè io che sono un amante delle scorciatoie da tastiera ogni tanto ne sento la mancanza.

Aggiungo inoltre che la tastiera ha un profilo davvero basso e le dimensioni anche in larghezza sono ridotte consentendo un risparmio di spazio sulla scrivania, cosa sempre gradita quando si maneggiano tanti documenti.

Il confronto con la vecchia Microsoft Desktop 900

Come si vede dall’immagine sopra la tastiera che utilizzavo prima era davvero più grande (i tasti mancanti e presenti in seconda battuta della k780 fanno la differenza), nonostante questo alla Logitech sono riusciti a far stare nello spazio inferiore anche una pratica e utilissima devo dire tasca dove riporre il telefono che mi permette di averlo sempre a portata di mano.

Questo unitamente alla possibilità di scrivere sul telefono usando direttamente la tastiera rende la configurazione davvero comoda e molto molto pratica nella vita di tutti i giorni.

La tastiera supporta fino a 3 dispositivi, o meglio può memorizzare l’accoppiamento bluetooth con 3 dispositivi, l’esempio tipico offerto dalla stessa Logitech è un PC, uno smartphone e un tablet. Nel mio caso invece sono i due pc di casa, quello fisso e il portatile e il mio Galaxy Note.

Il promo di Logitech K780

Come si vede è sufficiente impostare sui e tasti bianchi i dispositivi che ci interessano per poi passare da uno all’altro con una semplice pressione sul tasto di nostro interesse. Comodo, pratico e veloce.

Sarà anche disponibile il software di Logitech per poter configurare al meglio la tastiera stessa e personalizzare anche alcuni tasti funzione che permetteranno di accedere ad app, file, cartelle o quant’altro preferiate. Altra funzionalità comoda, pratica e decisamente utile.

Insomma si tratta di un prodotto valido che mi ha davvero aiutato e che sto trovando ogni giorno sempre più comodo. Suggerisco di forzare le proprie abitudini nel cercare di cambiare l’utilizzo delle scorciatoie da tastiera andando a rimuovere ad esempio il bloc-num per accedere alle funzioni inizio, fine, pag SU e pag GIù presenti sul tastierino numerico in questo modo potremo essere ancor più produttivi…. almeno un pochino dai 😉

Ciao e buona digitazione.

Le cuffie economiche ma buone

Allora, facciamo una premessa, quando mia moglie mi dice “mi servirebbe questo” io da bravo marito premuroso se si tratta di tecnologia mi fiondo subito a comprare l’oggetto desiderato dalla mugliera, se poi l’articolo in questione è un gadget simpatico come gli auricolari TWS bluetooth, beh mi ci vuole solo il tempo di cercare quello giusto e pam…. l’ordine parte subitissimo 😀

Fatta questa premessa e visto che sul mercato ci sono tante cianfrusaglie e cineserie di vario tipo volevo segnalarvi la mia esperienza che per ora almeno pare molto positivi stante la spesa risibile da me sostenuta.

Come detto cercavo delle cuffie bluetooth per mia moglie, che non ha molte pretese, voleva semplicemente liberarsi del cavo che gli era d’impiccio quando lavorava ascoltando radio e podcast. La scelta doveva quindi ricadere su un prodotto economico ancorché affidabile.

Dopo aver visto qualche recensione online mi sono orientato sulle Tronsmart Onyx Ace delle cuffie che vantano caratteristiche di tutto rielievo se consideriamo il costo:

  • Bluetooth 5.0 (non tutti i prodotti low cost sono 5.0)
  • Connessione USB-C per la ricarica (standardizzato al telefono quindi)
  • Auricolari non in-ear
  • Autonomia dichiarata 5 ore con singola carica (anche questa non scontata sui prodotti della stessa fascia di prezzo)
  • Audio decente (non pretendo lo stesso delle Apple Airpods ma vi assicuro che si sentono davvero bene)
  • Minima riduzione rumori esterni in chiamata
  • Facilità di utilizzo con comandi facili e semplici (in realtà ce ne sono anche troppi ma basta ignorarli e si risolve)

Se andate sul sito ufficiale del produttore potrete trovare tutte le specifiche tecniche, mi sembra quasi superfluo elencarle tutte perchè sono davvero molte.

Decido quindi di acquistarle e anzichè rivolgermi al solito Amazon dove al momento in cui scrivo costano 37 euro mi rivolgo ad un canale alternativo, Geekbuying dove ho speso complessivamente 23 euro spedizione inclusa e dove sono riuscito a ottenere in omaggio il guscio in silicone per il case esterno (altra cosina pratica e comoda che consente un grip migliore su un case altrimenti liscio e in taluni casi scivolosetto).

Le cuffie con il Samsung S20 di mia moglie

Le cuffie arrivano con una bella confezione che comprende oltre alle stesse il case, la manualistica in tante lingue italiano compreso, e un comodo seppur corto cavetto di ricarica USB-A USB-C. Le stesse sono subito pronte per l’accoppiamento con il telefono, basta estrarle perché le stesse vadano in modalità pairing per poter essere abbinate al telefono che le riconosce al volo.

Tra le peculiarità interessati notiamo come detto la connettività di tipo 5 che permette una migliore gestione della risorse energetiche risparmiando batteria quando non utilizzate e consentendo maggior durata delle stesse, le 5 ore di autonomia dichiarate e più o meno confermate dai vari video su youtube che ho visionato confermano la bontà della gestione della batteria. Inoltre il case tipico delle cuffie TWS permette di estendere in poco tempo la durata delle batterie stesse.

Ottimo anche il fatto che sul telefono non venga installata alcuna applicazione in questo modo si semplifica ulteriormente la gestione delle stesse che avviene come fossero delle cuffie normali con filo per intenderci. Inoltre i comandi soft touch presenti su ogni cuffia consentono di rispondere alle chiamate, di riprodurre e mettere in pausa la musica ed in più rispetto a tanti altri prodotti ben più costosi (comprese le mie Huawei Freebuds 3) permettono di controllare il volume, basterà difatti un tap sulla cuffia di destra per alzare il volume mentre un tap sulla cuffia di sinistra diminuirà il volume.

Tronsmart Onyx Ace e Huawei Freebuds 3

Con 3 tocchi parte invece l’assistente virtuale ma qui si apre un paragrafo di conflitti sul samsung di mia moglie che invece del solito Google Assistant fa partire Samsung Bixby che non è altrettanto efficace.

L’audio è decisamente buono, e ribadisco, se consideriamo il costo del prodotto devo dire decisamente superiore alle aspettative, certo le AKG con filo che vengono fornite con i Samsung S20 sono delle cuffie che regalano un suono pieno e ricco come pochi altri prodotti sul mercato ma parliamo di una soluzione che sebbene non sia bluetooth normalmente costerebbe parecchio di più di 25 euro chiesti per le Onyx.

Inoltre ricordiamo che su molti dispositivi e app è possibile agire sull’equalizzatore che permette di gestire al meglio l’audio in uscita anche amplificando un minimo se richiesto.

Insomma preso atto che per acquistare un paio di Cuffie TrueWirelessStereo di marca occorre spendere intorno ai 100 euro l’opportunità che ci regala Tronsmart con queste Onyx Ace di spendere un quarto di quella cifra, o poco più se vogliamo la tranquillità dell’acquisto garantito da Amazon, è davvero notevole.

Onestamente non penso che le avrei scelte per il mio utilizzo abituale, ma devo anche precisare che io con il telefono ci lavoro, purtroppo ci sono mesi dove supero le decine di ore di telefonate e quindi necessito di un prodotto di qualità che mi permetta di parlare con i clienti e i colleghi senza dover tribolare e le Huawei Freebuds 3 in questo sono davvero fantastiche, certo che se invece le vostre necessità sono quelle dell’utente medio che ascolta la musica e si diletta magari con podcast e qualche telefonata allora io vi consiglio caldamente di risparmiare e parecchio e orientarvi su un prodotto come questo, facile da usare, semplice e pratico e devo dire affidabile.

MS Office per Android

Allora che lavoro con file office lo sappiamo, che ci siano un mare di app che consentono di interagire con i file di office (fogli di calcolo, scrittura, ecc) anche questo lo sappiamo bene, sia gratuite che a pagamento sia buone che meno buone soprattutto e infine sappiamo molto bene che Microsoft è tanto che si sbatte per dare un prodotto che consenta una buona integrazione tra PC e dispositivi mobili (tablet, smartphone ecc.) sia perchè ci crede molto sia perchè economicamente è un mercato interessante.

Recentemente Microsoft ha introdotto un aggiornamento alle sue app, una volta distinte in singole app per ogni necessità (word, excel, powerpoint), riunendole in un unica applicazione, scelta molto intelligente a mio avviso, che non è solo in grado di gestire i file di office, ovviamente, ma anche file pdf, immagini in modo da generare altri file su cui operare e queste ultime sono le features che più mi sono piaciute di office.

Non ho mai utilizzato le app di office soprattutto per via della divisione in tante sotto app per l’appunto e poi perchè avevo trovato in Officesuite Pro della Mobisystems un ottimo alleato complice una promozione di Amazon che mi aveva regalato la versione professionale che oggi costa sui 22 euro sul Play Store. Inoltre Officesuite è nativamente compatibile con i file di LibreOffice (suite che utilizzo sul pc) cosa che poche altre suite di office per android supportavano.

Bene, fino ad oggi, sono già diversi giorni infatti che sto cercando di utilizzare solo ed esclusivamente MS Office e devo dire di aver trovato un’ottima applicazione che svolge magnificamente il suo compito, soprattutto come detto con certe opzioni aggiuntive che ho trovato davvero ottime.

Oltre alla creazione e gestione di file di office difatti, la nuova app contiene le seguenti features:

  • Trasferimento file, opzione che permette di trasferire file dal telefono al pc e viceversa attraverso rete wifi e l’utilizzo del browser
  • Condivisione nelle vicinanze, in pratica quanto sopra ma anzichè tramite browser il tutto avviene tra telefono e telefono
  • Conversione di immagini in testo, cosa molto comoda anche se già presente nel mio Samsung Note10+ ma che i possessori di telefoni non dotati del fantastico pennino del note potranno sicuramente apprezzare
  • Conversione di immagine in tabella, e qui la cosa è davvero spaziale, in pratica si tratta di prendere un immagine (anche uno screenshot va bene) e convertire una griglia contenuta nell’immagine in un file excel editabile, una funzionalità davvero comoda
  • Ovviamente è presente la digitalizzazione in PDF di immagini , e documenti
  • Firma pdf, questa funzione è quella che mi piace di più perchè mi permette di far firmare i contratti ai miei clienti senza doverli stampare cosa davvero davvero comoda, anche se già presente in OfficeSuite Pro da anni
  • Scansione QR code invece è già più banale ma sempre comodo visto che consente di effettuare la scansione di qr code all’interno dei file.
Schermata Azioni

Queste features sono davvero ottime e direi ben fatte, una pecca sulla firma è che non è possibile salvare più di una firma per volta (cosa possibile con Officesuite pro) e che costringe a cambiare ogni volta il file della firma.

Un’altra cosa che non mi è piaciuta è l’impossibilità di andare a cercare i file su Mega, nel file manager infatti quando clicchiamo su apri, troviamo diverse opzioni e tra queste anche la possibilità di aggiungere un servizio cloud nel menù di apertura file, come potete vedere io ho già aggiunto OneDrive, Dropbox e Box oltre a Google Drive che è integrato di default ed abbinato all’account google di sistema, per altro Google Drive ci rimanda all’app che ci consente di sfogliare non solo i file del nostro drive ma anche di navigare dentro al nostro pc, se questo è connesso al web.

Schermata Apri file

Se vogliamo possiamo aggiungere tanti altri servizi cloud come vedete qui sotto ma devo dire che la mancanza di Mega si fa sentire così come quelle di tanti altri servizi cloud prestigiosi e famosi, ma vista la natura commerciale di Microsoft Office che è pur sempre un prodotto nato per vendere i servizi office 365 ci può comunque stare.

Servizi cloud supportati

è poi possibile creare come detto file cliccando sul pulsante + presente in fondo alla schermata che apre un sottomenù che comprende la possibilità di usare delle note (ancora un altro posto dove scrivere note, vi parlerò poi di questo mio “problema”), usare l’opzione Lente che ha sostituito de facto l’applicazione office Lens per scansionare documenti e infine la più banale Documenti per creare un vero e proprio file di office.

Click su pulsante +

Le note sono collegate tramite il nostro account microsoft con quelle generate su Windows 10, cosa anche questa davvero comoda, ma che onestamente non arriva certo ad essere minimamente paragonabile a Evernote o a Onenote per rimanere in ambito Microsoft.

Quando invece clicchiamo su documenti finiremo in una schermata che ci permetterà di scegliere quale tipo di documento vogliamo creare includendo anche la digitalizzazione e creazione di file già presente nel menù azioni citato sopra.

Menù creazione documenti

Non mancano quindi le possibilità di creazione e gestione file, devo dire che per i fogli di calcolo mi sono davvero trovato bene, si tratta di un app ben fatta ma d’altronde Microsoft non ha certo bisogno di insegnanti in questo senso, e non dubito che anche Word e PowerPoint saranno efficienti.

La gestione dei pdf invece non mi ha entusiasmato come tutto il resto, al momento l’utilizzo delle app della suite Adobe, nello specifico Adobe Scan e Acrobat Reader, permettono davvero un’ottima interazione, Reader su windows poi ha un collegamento alle scansioni fatte con Adobe Scan su android nativo e questo le rende davvero ottime, però cercherò di mettere più in competizione nei prossimi giorni per cercare di capire quale potrebbe diventare la mia companion app definitiva.

Aggiungo a tutto quanto sopra una nota a margine relativa al lato cloud. Questa suite è ovviamente nata per lavorare sui dispositivi android e il collegamento con Google Drive come dicevo è nativo, ma va da se che l’accoppiamento migliore sia con OneDrive e visto che lo spazio a mia disposizione è parecchio anche lì credo che prossimamente fare un’ulteriore valutazione in questo senso.

Vediamo come evolve la situazione magari è la volta che riduco le app sul mio smartphone a tutto vantaggio di una più pratica produttività.

Gadget furbi e utili

Come ormai avrete intuito, e se non l’avete intuito pazienza, sono un appassionato di tecnologia, tutta la tecnologia sia quella che usiamo ogni giorno (PC, smartphone e affini) come quella più complicata adoro leggere, spesso senza capirli completamente, articoli relativi a nuove scoperte spaziali, o articoli relativi a nuove tecnologie utilizzate recentemente come ad esempio gli incredibili passa avanti fatti per arrivare alla fusione nucleare a pochi passi da noi in Francia.

Questa passione mi porta a cercare di avere ogni tipo di gadget possibile immaginabile, che sia effettivamente utile o meno, ed è il caso ad esempio dello smartwatch. Anche se nel mio caso più che smartwatch si tratta di una smartband, un accessorio che nasce più per gli sportivi che per i nerd come il sottoscritto.

Sono passato dal provare la Xiaomi MiBand2, un prodotto semplice ma ben funzionante, alla versione successiva MiBand3, la Honor Band 4, di nuovo Xiaomi con la MiBand4 e infine con l’attuale Amazfit Bip Lite.

I primi prodotti sono stati una lieta scoperta, la possibilità di sentir vibrare il polso in abbinamento all’arrivo di un messaggio, di una chiamata o altre eventuali notifiche ben precise, è già un valido aiuto visto che non sempre si percepisce la vibrazione del telefono o non sempre lo si sente suonare.

Per contro sulle band di Xiaomi e della Honor lo schermo seppur ben fatto è comunque decisamente stretto e i caratteri sono di difficile letture per chi come me inizia a faticare con la vista, ho quindi ripiegato sul BipLite (in attesa di un eventuale passaggio al fratello maggiore Amazfit GTS) che vanta uno schermo più grande (qui sotto un rapido confronto visivo) anche se alla fine della fiera le funzionalità sono le medesime.

Amazfit Bip Lite – Xiaomi MiBand 4

Si tratta di un prodotto molto valido davvero, ormai sono a un mese e mezzo di utilizzo quotidiano e devo dire che sono davvero molto contento.

La confenzione è la solita che troviamo per tutti questi prodotti, oltre al telefono e al collegamento per la ricarica (nel caso dell’Amazfit Bip Lite un piccolo cradle da tavolo) non c’è altro, ma in effetti non serve altro tutto sommato.

Una delle cose più belle di questi prodotti è la possibilità di leggere al volo sul quadrante dell’orologio chi ci sta chiamando, la trovo una cosa molto comoda soprattutto quando si sta camminando e si ha magari il telefono in tasca con gli auricolari già nelle orecchie ma si vuole prima capire chi è che ci disturba 😀

Altra comodità come già detto la possibilità di ricevere notifiche e di leggere i testi dei vari sistemi di messaggistica come Whatsapp così come Telegram o come i più banali ma sempre comodi SMS. Purtroppo non si può rispondere ai messaggi ma direi che nemmeno il migliore degli smartwatch è l’ideale per questa necessità.

Altra cosa di notevole rilevanza è la notevolissima autonomia, ad oggi sono al 31% e l’ultima ricarica è stata fatta ben 21 giorni fa; con il mio utilizzo quindi direi che si arriva tranquillamente al mese di utilizzo senza troppi problemi, uno sportivo certamente si ritroverebbe con una durata della batteria inferiore ma sempre notevole rimane.

Merito di questo risultato lo schermo che non è certo un OLED ultra HD ma che consente un ottima visione sotto il sole e come detto un’autonomia record nel settore. Inoltre le dimensioni generose dello schermo consentono di divertirsi a cambiare aspetto all’orologio grazie anche a diverse app disponibili negli store Android e iOS.

Comoda anche la funzionalità relativa al meteo che ci consente di vedere direttamente sul display del telefono sia la situazione attuale (sempre che la whatchface installata lo preveda) sia le previsioni per i prossimi giorni attraverso l’apposita funzione raggiungibile grazie allo schermo touch. Schermo touch davvero sensibile e reattivo per altro.

Devo ancora provare un’applicazione di terze parti che consentirebbe di avere le indicazioni di Google Maps direttamente sul display dell’orologio, comodo quando si ha bisogno delle indicazioni mentre si cammina ad esempio.

Ovviamente sono personalizzabili anche i cinturini, così come avviene per le varie Band della Xiaomi anche in questo caso nei vari store online come Amazon o Aliexpress troverete decine e decine di cinturini di vario tipo, forma e costo ovviamente, per rendere ancor più personale il vostro orologio.

Un ulteriore nota sull’applicazione da abbinare all’orologio, per Amazfit l’app ufficiale è la MiFit di Xiaomi che funziona egregiamente e che devo dire fa quel che deve senza problemi (anche se l’Emui del mio Huawei P20Pro tende a chiudere tale app ogni tanto perchè la vede come troppo energivora) ma se volete ci sono app alternative che possono essere utilizzate i sostituzione di quella ufficiale e che consentono anche maggiori personalizzazioni, se volete sfruttare il vostro terminale in modo “basico” non ve le consiglio, queste app di terze parti per quanto super dotate in termini di funzionalità sono anche un po’ più complicate da usare e possono complicare la vita ai meno smaliziati, mentre invece l’app MiFit è si molto semplice ma pure molto facile.

Insomma nonostante il costo davvero contenuto siamo di fronte a un prodotto molto soddisfacente, che ci consente di avere un ottimo controllo remoto dello smartphone, e grazie a soluzioni di terzi parti si può rendere l’esperienza d’uso ancora più divertente. Io lo consiglio caldamente a chi vuole un prodotto divertente, carino, e che può essere un buon compagno di viaggio per il nostro smartphone preferito.