Il disegno di Zerocalcare per la Fondazione Tetrabondi

Direi che c’è ben poco da aggiungere, condivido tutto e vi rinnovo l’invito del mitico Zerocalcare… daje regà cacciate i pippi

Tetrabondi: tetraparesi e vagabondaggio

Con tanta emozione vi presentiamo il disegno di Michele, Zerocalcare, per la Fondazione Tetrabondi e che andrà intanto come ricompensa nella campagna di crowdfunding.
Vi lasciamo direttamente con le sue parole, come didascalia a questo splendido regalo.

(Z)ZeroCalcare

Molti contatti miei già conoscono Sirio, visto che un sacco di noi ne conoscono i genitori, da decenni. Per quelli che non sanno di chi si parla invece: Sirio è un bambino nato prematuro ma sano nel 2013, con un episodio di “morte in culla” a 50 giorni che gli ha lasciato una diagnosi che è una sentenza, “stato vegetativo”. Chi però ha seguito negli anni Sirio e i tetrabondi : tetraparesi in movimento, il blog e i vari canali social in cui Valentina ha raccontato la vita di suo figlio, ha visto che pur con delle gravissime disabilità lo stato di Sirio è tutt’altro che vegetativo. Contro tutti i pronostici…

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Nuovo sconto per Apollo Q10

Eh già ancora una volta gli amici di Tronsmart ci vogliono fare un regalo, vi ricordate le ottime cuffie sovraurali con cancellazione del rumore, di cui avevo fatto unboxing e piccola rencesione qualche giorno fa? Se non lo ricordate potete trovare l’articolo e relativo video di unboxing e recensione cliccando direttamente qui così recuperate questa mia piccola “perla” … no vabbè dai scherzo, però insomma si tratta di un ottimo prodotto con qualità davvero notevoli considerato il prezzo di vendita e che vi consiglio di valutare qualora siate alla ricerca di un paio di cuffie per le vostre necessità.

Tronsmart Apollo Q10

Dunque dicevo vi ricordate le cuffie Apollo Q10? Bene da oggi 25 marzo e fino al 27 marzo per tutti coloro interessati all’acquisto di queste splendide cuffie consiglio di fare un salto qui su Amazon e inserire il codice sconto ” BRRUJDA5 ” per poter usufruire di ben il 20% di sconto sul costo di acquisto di queste ottime cuffie sovraurali.

In pratica quelle che erano già un ottimo prodotto ad un prezzo decisamente valido, € 59,99 per tutto quello che offrono non è davvero un prezzo elevato, cancellazione attiva del rumore (ottimamente implementata a mio avviso), qualità audio davvero notevole (certo non saranno delle Apple AirPods Max ma vi assicuro che suonano davvero bene), 5 microfoni per gestire oltre alla ANC anche le chiamate audio, una batteria eterna con 100 ore di autonomia promesse e direi anche rispettate, ma anche una gestione dei comandi tramite superficie touch da fare invidia a ben più blasonate cuffie, insomma con questo sconto diventano davvero imperdibili.

Quindi fidatevi e dategli una possibilità sono sicuro che rimarrete piacevolmente sorpresi e soddisfatti dell’acquisto come lo sono stato io.

Ritrovamenti di un certo livello

Nei giorni scorsi abbiamo spostato un paio di mobiletti e nei cassetti di un tavolino basso ho ritrovato delle stampe che onestamente avevo dimenticato di avere e che credo sia opportuno sistemare in casa da qualche parte, sempre dopo aver trovato un congruo accordo con la padrona di casa ovviamente, perchè tutto sommato si tratta di bei prodotti davvero gradevoli da vedere e che possono sempre fare la loro sporca figura.

Uno è il certificato di produttore esecutivo ricevuto da Digitalia.fm in occasione della puntata numero cento, un evento ormai lontano 10 anni (un eternità in campo digitale) che mi vide partecipe con una donazione al bellissimo podcast di Digitalia e che tutt’oggi porta l’informazione digitale ovunque tramite il programma migliore in assoluto in questo settore. Vi consiglio caldamente di iniziare a seguirli qualora già non lo facciate perchè vi assicuro che si tratta di un ottima fonte di approfondimento e accrescimento culturale non solo in ambito digitale, giacchè oggi come oggi tutto viene toccato dal mondo del digitale e della tecnologia il risultato è che quasi ogni argomento può essere oggetto di trattamento durante le puntate settimanali del podacast.

Le altre sono due stampe del buon Ettore Gambioli che sono ancora da sistemare e che ritraggono due Moto Guzzi una porzione di GT850 verde in quella di sinistra e una porzione di 500 bicilindrica nell’altra.

Interessante notare come Guzzi avesse già sviluppato il concetto di bicilindrico a V di 120° già a metà degli anni 30 ben prima di Ducati per dire 😉 oggi però per tutti Moto Guzzi è solo e soltanto il bicilindrico si ma fronte marcia e non certo il V120° che arrivò 40 anni prima del v7 nato per altro quasi per caso.

Queste due bellissime stampe del maestro potrebbero trovar posto insieme a questi altri due bei quadri che ho già appeso in corridoio, uno sempre di Gambioli che ritrae un V7 Sport durante una gara e l’altro che mi è stato regalato insieme ai gadget di un raduno del 2001 se non ricordo male e che riproduce la V8 di Carcano.

Così andrei ad abbellire ancor l’ingresso di casa che passa per il mio studio dove già fanno bella figura di se due stampe uniche, una più bella dell’altra e che ritraggono in questo caso la V8 ripensata in chiave moderna del maestro Marabese (stampa unica al mondo e autografata per altro ^_^) e la riproduzione del MGS 01 sempre del maestro Gambioli.

Ma questi non sono gli unici ritrovamenti fatti, ho anche recuperato tre ritagli d’antan che riportano due pubblicità, una in merito alle conquiste sportive di Moto Guzzi e una riguardante la Stornello del ’60 davvero carine che però posso lasciare riposte nel reccoglitore insieme all’altra memorabilia, come anche l’articolo de L’Automobile che riporta le anticipazioni in merito alla presentazione della V7 750.

Ma la cosa più bella che ho trovato è la lettera che la P.R. & Press Office Manager, Eleonora Scali mi scrisse ad ottobre del 1997, in risposta ad una mia missiva di complimenti, ero reduce da un raduno a Mandello se non ricordo male ed ero “lievemente” entusiasta. Una lettera che dimostra esattamente quello che era per me Moto Guzzi prima dell’arrivo del gruppo piaggio, Moto Guzzi era una famiglia dove ogni guzzista era coccolato.

Oggi quello spirito non si è sopito, noi Guzzisti siamo troppo duri da mandare al tappeto, e anzi continuiamo a resistere nonostante tutto e tutti, ma certe volte, certe sparate dell’attuale dirigenza fanno davvero male e fanno vacillare la nostra “fede” guzzista. E’ vero non è con i rompiballe che non comprano moto come me che si tiene in piedi una baracca grossa e costosa come la Guzzi ma onestamente nemmeno riducendo a 3 moto la gamma di questa fabbrica…

La mia speranza c’è sempre, è lì, è piccola, ma c’è. Vediamo cosa ci riserverà il futuro e nel frattempo godiamoci le nostre bestiole.

Porta tutto per moto

Allora io è già da un po’ di tempo che ho installato sulla moto un porta navigatore, non potendomi permettere un navigatore da moto dedicato come il Garmin Zumo o il TomTom Rider ho optato per questa soluzione in modo da riciclare un vecchio ma perfettamente funzionante Garmin Nuvi da auto con schermo da 5″ inserito in un supporto che lo rendesse anche resistente alla pioggia. Ne ho sviluppati diverse versioni passando per diverse tipologie di installazioni arrivando fino alla versione finale che insieme ad una doppia presa usb mi permetteva anche di alimentare il navigatore.

Come vedete sono passato dalla versione 1.0 con un piccolo guscio che conteneva un Nuvi 200 fissato al braccio dello specchietto sinistro alla versione 2.0 decisamente più interessante, avevo difatti sfruttato il foro presente nella piastra di sterzo e una brugola da 14 mm per fissare alla stessa il supporto, lo stesso finiva esattamente in mezzo alla piastra di sterzo.

L’unico problema che aveva la V 2.0 era che il navigatore era posto in basso e ogni volta che volevo controllare un indicazione dovevo abbassare lo sguardo. Decisi quindi di ricercare un supporto che potesse portare il navigatore ad essere più alto sfruttando i ben sovradimensionati supporti del parabrezza e in quell’occasione installai anche la presa usb dotata di pulsante per alimentare il navigatore ma anche altri eventuali dispositivi.

Devo dire pero che questa soluzione non era proprio il massimo, avevo sostituito il vecchio e piccolo nuvi 200 con un più recente Nuvi 1440 e avevo migliorato molto la leggibilità sotto il sole (il 200 era proprio di difficile lettura) ma nonostante tutto il supporto così lungo tendeva a cedere e ogni tanto andava sollevato a mano per evitare che fosse poco chiaro e leggibile.

La situazione contingente causata dalla pandemia mi ha portato a bighellonare più del dovuto su Youtube e ho scoperto la praticità dei supporti Quad-Lock e dopo aver analizzato la mia situazione ho deciso di investirci due euri e di acquistare un sistema per il mio smartphone e adattare un supporto recuperato su amazon per rendere più modulare l’attuale sistema.

Alla fine ho quindi ordinato un supporto universale della YGL su Amazon e il Ball adaptor della Quad Lock.

Il prodotto della YGL è de facto una copia cinese del più blasonato, e costoso, Ram Mount e devo dire che mi pare essere di ottima fattura, ho deciso di prendere questo supporto perchè in questo modo posso installare tutta la prima parte al posto dell’attuale supporto per navigatore sempre sfruttando il braccio porta parabrezza, alla fine al posto della croce che vedete stringere il telefono nell’immagine qui sopra installarò invece il supporto della Quad Lock debitamente dotato di smorzatore di vibrazioni (il telefono costa un botto e non voglio certo rovinarlo) e con levetta di una ben più calzante linguetta rossa come nella foto qui sotto.

Il mio supporto con smorzatore e linguetta rossa.

Questo sistema della Quad Lock è davvero notevole, grazie all’utilizzo della custodia dedicata per il proprio smartphone è possibile agganciare il telefono al supporto in un attimo e sganciarlo in un altro attimo, una procedura semplicissima che trovate sul sito ufficiale e che rende il tutto estremamente pratico.

In questo modo potrò utilizzare sia il telefono che il navigatore, sarà difatti sufficiente svitare leggermente la manopolona del sistema a sfere per togliere il supporto Quad Lock e inserire al suo posto il porta navigatore a cui ho debitamente adattato uno dei supporti sferici, così potrò usare il navigatore “normale” ed evitare di lasciare sotto l’acqua il mio fidato Note 10+ ad esempio.

Inoltre in questo modo il supporto per il navigatore/telefono è diventato decisamente più robusto e mi permette di posizionare lo stesso come meglio credo con poche semplici mosse, fattibili ovviamente anche con i guanti indossati cosa non molto agevole con il vecchio supporto.

Al momento la situazione sembra promettente soprattutto in ottica di uso quotidiano o comunque su brevi tratte, in questo modo sarei sicuramente facilitato nell’avere sempre a portata di mano il telefono, ad esempio per fare una foto al volo durante una gita domenicale, mentre prima dovevo togliere i guanti, aprire la giacca e fotografare ora bastera girare di 45° il telefono sul supporto e scattare.

Inoltre la modularità del tutto credo che mi sarà utile per le gite più lunghe quando voglio arrivare a destinazione più velocemente.

Speriamo appena ripartiamo vi tengo aggiornati sulla bontà di tutta l’installazione 😀

Gingilli in sconto con Tronsmart

Come saprete ho acquistato tempo addietro un ottimo paio di cuffie le Tronsmart Onyx Ace per mia moglie da abbinare al suo Samsung Galaxy S20 e a distanza di 5 mesi posso dire con tranquillità che il loro funzionamento è davvero ottimo, sia dal punto di vista della qualità audio che dal punto di vista della semplicità.

Per i dettagli tecnici vi rimando alla rispettiva scheda tecnica, non sono in grado di entrare troppo nel dettaglio in modo preciso e puntuale ma vi basti sapere che anche solo la possibilità di avere la tecnologia Qualcomm aptX coadiuvata da 4 microfoni al prezzo di vendita medio di poco più di 30 euro significa spendere almeno la metà rispetto alla diretta concorrenza.

Le Tronsmart Onyx Ace

Ma la cosa più interessante che posso fare è riportare l’esperienza di moglie che non è certamente un nerd come il sottoscritto ma un banalissimo utente, utente a cui ho dato in pasto questo due piccole cuffie senza nemmeno troppe spiegazioni, semplicemente fornendole la scatola completa delle coincise ma precise istruzioni presenti.

Ebbene Nadia, mia moglie, non ha mai, ripeto mai, dovuto chiedermi aiuto per usare le cuffie, abbiamo ovviamente condiviso l’esperienza d’uso anche per dargli qualche dritta per sfruttare al meglio l’abbinamento con il suo Samsung S20, ma complice anche l’assenza di un’app di gestione da installare sul telefono a cui vengono abbinate le cuffie tutto si svolge in modo semplice e intuitivo.

I comandi, fruibili ovviamente tramite telefono, possono essere replicati con i soliti tap, singolo, doppio, triplo o prolungato, sulle due astine delle cuffie; è persino possibile gestire il volume aumentandolo o diminuendolo toccando una volta la cuffia destra o sinistra. Purtroppo le gesture non sono personalizzabili ma onestamente ce ne sono davvero tante e forse sin troppe, ma una volta presa un po’ di confidenza diventa tutto più semplice.

Onestamente nemmeno le mie ben più blasonate Huawei Freebuds 3 hanno il controllo del volume e si che costano 4 volte le Onyx Ace 😉 e difatti a novembre ho regalato a mia sorella un secondo paio di Onyx Ace per il suo nuovo PocoFone X3 e devo dire che anche lei è davvero molto soddisfatta, insomma un ottimo prodotto.

Ma torniamo a noi, Tronsmart mi ha segnalato che ci saranno dei prodotti audio in sconto nei prossimi giorni e onestamente non vedo l’ora di provarli, si tratta dei modelli Tronsmart Apollo Q10, Tronsmart Force 2 IPX7 e Tronsmart Shadow 2.4GHz. Tre prodotti con tre utilizzi finali differenti, le Apollo Q10 dedicate all’ascolto tramite bluetooth e con cancellazione attiva del rumore, tecnologia molto comoda se si viaggia o semplicemente se si vuole ascoltare un po’ di musica senza distrazioni esterne, il Force 2 è uno speaker sempre bluetooth molto potente ma impermeabile con certificazione IPX7 che consente di usarlo praticamente ovunque e in qualunque condizione, e per di più compatibile anche con gli assistenti vocali, insomma un must have, infine le Shadow delle cuffie da game con microfono posizionato sull’asta, davvero belle visto che si possono collegare al pc wireless con il suo dongle in dotazione, ma ovviamente è possibile collegarle anche tramite cavo, con una ricca dotazione di comandi direttamente sulla cuffia sembrano un ottimo prodotto.

Tronsmart and Aliexpress Brand Fest

Credo che mi regalerò anche un prodotto Tronsmart da usare magari in ufficio mentre preparo preventivi per i clienti, forse le Apollo Q10, io vi invito a provare i prodotti Tronsmart non solo perchè il rapporto qualità prezzo è il migliore che abbia mai provato ma anche perchè sono prodotto davvero belli e curati.

Quindi cliccate qui e scegliete un modello Tronsmart per ascoltare i vostri contenuti preferiti con uno sconto fino al 68% c’è poco tempo prima che l’offerta scada, io ve l’ho detto eh. Qui sotto invece vi lascio la brochure che mi ha gentilmente inviato Tronsmart, buon divertimento.

Tablet e libri digitali di scuola…aiuto!!!

Finalmente ci siamo arrivati, a scuola mio figlio e i suoi compagni non dovranno più andare con zaini da più di 10 kg di peso sulle spalle ma potrà portarsi il tablet con i libri in formato digitale scaricati su di esso….onestamente da buon vecchio nerd lasciatemi dire che è una conquista enorme.

Si una conquista che paradossolmente arriva grazie al covid-19 per stessa ammissione di un insegnante, che ha candidamente ammesso che se non ci fosse stata la pandemia forse non si sarebbe arrivati a tanto anche perchè i libri di carta hanno una valenza maggiore nell’insegnamento. Quando ho sentito queste frasi mi sono dovuto mordere la lingua per evitare di rispondere a simili stupidaggini che dette da una professoressa sono ancor più gravi a mio avviso, un libro non deve essere ANNULLATO dalla tecnologia deve essere ampliato dalla stessa e non capire quelli che sono i vantaggi di eliminarli dalla cartella (e solo da quella non dall’uso quotidiano che i ragazzi possono continuare a farne a casa) non significa perdere il valore e il gusto della carta ma significa semmai aiutarli a crescere in un era che è fatta di tecnologia e significa insegnargli anche ad usare questi strumenti tecnologici e non solo subirli.

Ma ovviamente pensare che qualunque insegnante abituato ad una scuola che solo nel 2020, a decenni dall’invenzione del PC e a più di dieci anni dall’invenzione dello smartphone come lo conosciamo oggi, accetta (o forse dovrei dire subisce) l’uso dei libri digitali al posto di quelli cartacei sia anche in grado di capirne le potenzialità è pensare troppo in grande.

Tornando invece alla “conquista” voglio condividere la scelta del tablet e la pessima esperienza avuta con alcuni editori, esperienza che spero migliori per il prossimo anno quando il mio Luca frequenterà le superiori e dove “spero” potranno replicare l’accettazione dell’uso dei libri in digitale.

La scelta del tablet è stata da me piuttosto ponderata, e filtrata da alcuni parametri che erano inamovibili, il primo doveva costare relativamente poco, non tanto per risparmiare ma perchè potrebbe trattarsi di un prodotto che Luca rompe (eventualità non di poco conto) e poi non sono certo Paperon de Paperoni ;-). Questo primo fattore mi escludeva quasi automaticamente i prodotti Apple anche se l’ipad base non è poi così caro come ci si aspetta ed è sicuramente un prodotto perfetto per chi come me ha un po’ di orticaria verso il mondo della mela morsicata.

Escludendo quindi l’iPad base ed escludendo i tablet Windows della serie Surface GO (cari in modo ingiustificato a mio avviso per le prestazioni che offrono) si finiva nel mondo android, mondo android che è enorme e a dir poco variegato (ma quanti ce ne sono?????).

Di prodotti seri però ce ne sono pochini, e la scelta sarebbe stata velocissima se non avessi avuto un secondo parametro da rispettare, la suite Google deve essere presente onboard perchè la usano a scuola per i compiti e altre necessità quindi i tablet che sulla carta erano tra i migliori soprattutto come rapporto qualità prezzo erano esclusi, mi riferisco ai prodotti Huawei come il MatePad o l’M5. Rimanevano poche alternative e dato che Luca ha già un telefono Samsung ho pensato di restare in casa Samsung così da poter avere una migliore integrazione tra telefono e tablet.

Qui la fortuna c’ha messo del suo perchè il modello Tab S6 Lite che porta in dote la penna stile Galaxy Note era oggetto di una promozione con un buono fornito da Samsung di 100 euro, buono che mi ha permesso di limiare di quasi il 30% il costo e di portarmi a casa un tablet che non sarà un mostro di potenza ma che comprendendo il pennino è sicuramente una scelta azzeccata visto l’utilizzo studentesco.

Il tab S6 Lite sul sito ufficiale Samsung

Il prodotto come detto non è un missile, le prestazioni lato processore e ram sono forse un po’ al pelo ma considerato che Luca è un buon utilizzatore e anche abbastanza smaliziato non dovrebbe avere problemi particolari. L’uso scolastico dovrebbe essere perfetto, dato che la presenza del pennino consente di migliorare notevolmente la gestione di appunti e note sui libri o nelle app presenti di serie nel prodotto.

La versione è ovviamente quella senza modulo telefonico, del tutto inutile e sicuramente sconsigliabile a scuola, con una memoria interna di 64 giga che in parte sono utilizzati ovviamente dal sistema operativo e dalle App. Aggiunta subito una scheda di memoria esterna per raddoppiare lo spazio e permettere ad almeno alcune app scolastiche di scaricare i libri per la consultazione offline (l’unica modalità possibile a scuola giustamente) di salvare su di risparmiare lo spazio interno del dispositivo. Subito necessaria anche una cover che è anche dotata di tastiera esterna bluetooth e che permetterà a Luca di scrivere non solo con il pennino a mano libera ma anche con la stessa come fosse un piccolo PC.

La custodia con tastiera della Kvago fonte Amazon

Alla fine dovrebbe essere in grado di gestire tutto dal tablet senza dover nemmeno aver bisogno di accedere al PC, che comunque resta disponibile sulla sua scrivania, permettendogli di gestire non solo i libri di testo ma anche la creazione dei testi per i compiti fatti online con la suite di Google Classroom (Google docs & C).

Io pensavo di essere a posto una volta trovato il giusto prodotto, o quanto meno il prodotto che poteva andar bene, e invece no, perchè mentre alcuni libri di testo sono stati scaricati senza alcun problema, e penso soprattutto alla suite di Mondadori e Rizzoli, app Hub Young, davvero ben fatta e ben utilizzabile, per altri editori le cose sono davvero incredibili…

Già per esempio la DeAgostini con l’app B-Smart mi ha un po’ deluso, su quest’app Luca ha il libro di inglese sulla cui versione cartacea normalmente fa i compiti, in formato digitale le cose sono ancora più belle, sono presenti gli esercizi compilabili direttamente sul dispositivo che apre per ognuno una finestra permettendo di fare l’esercizio…. ma non sul tablet, su PC si ma sul tablet no… la presenza del pennino però viene in aiuto perchè il libro è comunque editabile con note a mano libera che possono essere scritte sulle pagine dello stesso esattamente come si fa con il libro di carta, l’ulteriore vantaggio è che queste ultime vengono anche sincronizzate con il cloud, quindi volendo successivamente possono essere riviste anche su PC, quindi DeAgostini non la bocciamo ma semplicemente la rimandiamo a settembre.

Bene anche Zanichelli con la sua app BookTab che funziona bene e non mi ha creato alcun problema, tutto il contrario dei signori della Pearson che è quello dove ho avuto i maggiori problemi.

Dunque tutti i libri di testo della scuola di Luca, e non solo della sua sono raggiungibili attraverso l’ottimo sito Zainodigitale.it che consiglio a tutti di consultare per poter registrare i testi di scuola, sito dell’Associazione Italiana Editori che permette di raggruppare in un unico raccoglitore tutti i testi i login e le password di accesso in modo da semplificare il ruolo dei genitori come quello degli studenti.

Da qui ho avuto accesso ai vari siti dei singoli editori e registrato i vari testi, e sempre da qui possiamo ripartire quando abbiamo dei dubbi, davvero comodo e ben fatto.

Peccato che i signori della Pearson non permettano anche l’integrazione con questo ottimo servizio….vabbè pazienza mi dico, vado direttamente sul sito della Pearson e da lì registro i vari libri, inizio con Musica e riesco a registrare il libro senza patemi particoli, ma già quando cerco di scaricare l’app sul tablet iniziano i primi problemi, eh già perchè sul sito non è indicato quale app scaricare, dopo qualche tentativo capisco che serve eText Global e infatti una volta scaricato trovo il libro disponibile sull’app. Passo al libro di Geografia, lo registro sul sito ma questo non compare nell’app, controllo e rincontrollo ma niente…. vabbè mi autoconvinco che forse deve sincronizzarsi l’app e passo oltre, registro quello di scienze ma anche questo non compare.

Ricontrollo e scopro dopo un ora di ricerche e tentativi che questi ultimi due libri (che poi sono più tomi per ogni materia) sono disponibili in formato “liquido” che per Pearson significa che vanno consultati tramite browser …. nel 2020 …. sfruttando tecnologia come FlashPlayer e che però permettono di scaricare offline gli stessi per consultarli quando non c’è internet, peccato che finisca tutto nella cache del browser utilizzato.

Dopo un po’ di tentativi e vari browser utilizzati infruttuosamente, decido di provare a usare il mio smartphone fidando che il problema sia il tablet, ma nemmeno il mio Samsung Note10+ (un top di gamma con prestazioni irreprensibili) riesce a gestire un solo libro in questo modo osceno.

Provo quindi su PC e nemmeno su quello funziona nonostante i problemi di memorizzazione non sussistano… insomma una cosa oscena.

I signori della Pearson non sono in grado di sviluppare un app (una sola non mille) che consenta agli studenti di fruire del contenuto dei testi da loro distribuiti in modo digitale…ovviamente i soldi che ho speso per quei testi sono perfettamente funzionanti ma questo è del tutto secondario…

Ecco pensare che la scuola possa risolvere problemi di vetustà intrinseca, è vecchia dentro ha insegnanti che si rifiutano di accettare il progresso per mille motivi (vi risparmio i miei pensieri personali a riguardo) e ha un sistema burocratico che definire giurassico è fargli un complimento, dicevo pensare che la scuola possa uscire dal suo impasse generazionale quando gli strumenti che deve usare sono di questo livello fa passare ogni fantasia.

Com’è possibile che i cittadini che pagano fior di quattrini ogni anno i libri di testo vengano presi in giro in questo modo senza che nessuno prenda provvedimenti?

Com’è possibile che nessuno abbia pensato di utilizzare un unica app (una sola uguale per tutti) con cui leggere i vari testi che i vari editori propongono? Non ci sarebbero preferenze, così come esiste il sito Zainodigitale.it si fa anche l’app da cui leggere ogni maledetto libro, non un app per ogni editore o peggio un app o metodo per ogni libro come nel caso dei pessimi Pearson.

Si lo so sarebbe troppo bello, troppo efficiente, d’altronde pensare che ci sono aziende come Amazon ma non solo lei vendano ogni giorno libri elettronici in tutti i formati, pensare che questi esistono ormai da una ventina d’anni dovrebbe farci sperare che forse fra un paio di generazioni saremo pronti a usare “seriamente” la tecnologia quando serve….forse.

Io ormai quasi non ci spero più d’altronde perchè usare la tecnologia, lasciamo perdere i tablet e torniamo alle tavolette di cera così non si scaricano nemmeno le pile….sigh…

Utilizzo pratico di Google Assistant

Nella giornata di ieri mi è stato consegnato il mio nuovo Google Nest Hub che va ad integrare la mia smart-casa 😀 aggiungendosi alle prese smart sparse per casa, al google home mini che ho in ufficio e ai chromecast che utilizzo sulle due tv non smart di casa.

L’acquisto, frutto di un offerta bellissima di TIM a cui non ho saputo resistere, si sta rilevando abbastanza utile e comodo devo dire anche se è stato appena installato.

Il device è quello che potete vedere sullo store ufficiale di Google e che devo dire fa la sua bella figura ovunque lo si metta.

Fronte, retro e lato del Google Nest Hub

Le funzionalità sono alla fine quelle che trovate su tutti i dispositivi che hanno un Google Assistant al suo interno, quindi i vari prodotti nest (mini, hub e audio) i telefoni e via discorrendo. Non mi dilungherò troppo quindi su cosa si può fare o meno grazie all’assistente di Google, sarebbe un elenco davvero lungo ed inoltre non tutti i dispositivi rispondo in egual modo agli stessi comandi.

Ad esempio da telefono posso inviare messaggi sia tramite piattaforma SMS che tramite Whatsapp o Telegram ecc semplicemente dicendo “Ok google, invia whatsapp” sarà poi l’assistente stesso a guidarmi passo passo nell’invio del messaggio chiedendomi prima il destinatario, poi il testo da inviare ed infine dopo avermi riletto il tutto a chiedermi conferma per l’invio. Questo tipo di operazione ad esempio è particolarmente interessante quando si guida, perchè consente di mantenere le mani sul volante ma inviare un messaggino di testo senza nemmeno dover guardare il nostro smartphone.

Vale anche per i nuovi messaggi in arrivo, cosa anche questa molto comoda, per altro sui Samsung che hanno bixby installato potete abilitare un automatismo affinchè se il telefono è collegato via bluetooth alla vettura potete dirgli di leggere il testo degli sms o whatsapp in arrivo … altra cosa di una comodità disarmante.

Quello che invece ho scoperto con notevole piacere è la possibilità di abbinare l’app che io e mia moglie utilizziamo per la lista della spesa all’assistente google; già noi utilizziamo un app anche per quello ma il motivo è molto più analogico di quel che si pensi, semplicemente 9 volte su 10 finiamo per dimenticarci il banale ed efficace bigliettino di carta con la lista a casa, con la lista fatta su app invece questo rischio non si corre e soprattutto utilizzando l’app Bring la lista è condivisa e può essere aggiornata in tempo reale sia da me che da mia moglie così da inserire anche articoli all’ultimo minuto.

Come dicevo è possibile abbinare quest’app a Google Assistant e siccome non era molto chiaro come utilizzarla e dato che anche il veloce servizio di assistenza di google non è stato in grado di aiutarmi voglio condividere con voi questo piccola soluzione.

Abbinamento Bring e Google Assistant

Passaggio uno prendete il vostro smartphone, aprite l’app Google, andate su Altro> Impostazioni> Assistente Google> scegliete il tab relativo ai Servizi e poi la riga riguardante le Note ed Elenchi, a questo punto dovrete scegliere quale applicazione abbinare all’assistente tra quelle proposte (al momento in cui scrivo compaiono Bring, Any.do e Google Keep) e il gioco è fatto.

La cosa a cui dovrete prestare attenzione è che se direte all’assistente “Ehi Google aggiungi latte a lista della spesa” lui inserirà il Latte non in un elenco presente nella app da voi configurata ma bensì nell’applicazione lista della spesa di google e questo è quello che mi ha creato confusione all’inizio.

Il trucco infatti una volta abbinata l’applicazione come vi ho fatto vedere nel video qui sopra è quello di impartire il corretto comando all’assistente che altrimenti non potrà che sbagliare ogni volta. Ad esempio se come nel nostro caso avrete una lista della spesa su Bring che si chiama Casa allora il comando giusto è “Ok Google aggiungi Latte a elenco Casa” e a quel punto vi ritroverete il Latte tra gli oggetti della lista della spesa Casa sull’applicazione Bring.

Esempio di funzionamento

Tutto semplicemente con la vostra voce, è così quindi che il nuovo arrivato Nest Hub strategicamente piazzato in cucina diventa comodo per tutti perchè basterà un semplice comando per aggiungere elementi alla lista della spesa senza dover appiccicare biglietti e post-it a giro per casa, e senza doversi ricordare nulla.

Come detto mi è sembrato utile scrivere queste due righe per chi come me stesse uscendo pazzo per capire come utilizzare app di terze parti per gestire la lista della spesa -_^ buon lavoro e buona spesa a tutti.

Il sinistro RCA.

L’amico Stefano Bruschetta A.D. di Altabroker, uno dei broker con cui collaboro e sicuramente uno dei più evoluti a livello tecnologico, ha pubblicato recentemente un bel video di aiuto per la compilazione del modulo CID di constatazione amichevole di sinistro.

Visto che mi sembra cosa buona e giusta ritengo utile dargli maggior risalto possibile visto che spesso anche i miei clienti faticano a compilare correttamente tale modulo.

Il momento del sinistro RCA. Cosa fare. – di AltaBroker

Spero che possa aiutare tanti di voi, mi raccomando un modulo CID ben compilato è essenziale per evitare di ritrovarci con possibili contestazioni da parte della compagnia e con una gestione del sinistro facile e veloce.

Pagamenti mobili

In questi giorni è importante tutelare la propria salute in ogni modo possibile e uno dei più veloci e rapidi è quello di evitare il contatto con i soldi, banconote e monete sono uno strumento di diffusione di contagi di ogni tipo e i virus ci viaggiano come noi sulla metro, evitateli come la peste se potete.

Ricordo a tutti i miei contatti e clienti che i miei servizi e prodotti possono essere pagati con bonifico (il metodo migliore per le aziende) ma anche con carta di credito e debito, e soprattutto anche in remoto.

Eh già perchè con SumUp sarà sufficiente telefonarmi per poter fare il pagamento in tutta sicurezza e senza dovervi muovere dal divano di casa o dal vostro ufficio potrete fare il pagamento dell’assicurazione.

Invece per chi come me ha un attività e vuole farsi pagare in remoto o con un POS e non sa da che parte rifarsi non posso che consigliare SumUp, io mi trovo benissimo costa poco e funziona SEMPRE.

La tecnologia utile

Spesso dico che la tecnologia ci potrebbe essere di aiuto molto di più quanto faccia quotidianamente, ebbene in questi giorni di segregazione casalinga forzata ho ricevuto conferma di questa mia banale teoria, gli strumenti usati da mio figlio per fare lezione a casa, così come lo smartworking necessario per tante aziende ne sono due eclatanti esempi.

Un’esempio ancora più bello e pratico è quello portato avanti dalle farmacie della regione Lombardia che hanno deciso di aiutare chi deve ritirare i farmaci consentendogli di recarsi direttamente in farmacia senza ricetta ma semplicemente con il codice NRE (un codice univoco contenuto in una ricetta) che gli verrà fornito dal medico curante.

In questo modo non sarà necessario recarsi dal proprio medico per ritirare un banale pezzo di carta ma basterà una telefonata od una email.

Io già da tempo stampo le ricette che mi manda in email la mia dottoressa ma non tutti hanno una stampante in casa e soprattutto non tutti sono in grado di gestire le email, mi immagino ad esempio un anziano o comunque una persona non avvezza come il sottoscritto ad utilizzare strumenti moderni ogni giorno.

In questo modo con una banale telefonata sarà possibile risolvere quello che fino a non molto tempo fa era l’impegno di qualche ora, cosa non di poco conto.

Ecco se ci pensate, in teoria, tutto questo sarebbe auspicabile su tutto il territorio italiano, noi tutti difatti abbiamo il nostro bel codice fiscale, unico per ciascuno di noi, e tutte le farmacie d’Italia sono collegate al sistema sanitario nazionale, orbene, sarebbe sufficiente che il nostro medico prenotasse sul portale sanitario nazionale i farmaci abbinati al nostro codice fiscale così da consentirci di andare direttamente in famarcia con il solo tesserino fiscale.

Il farmacista potrà poi scansionare (come già fanno per consentirci di scaricare la spesa sanitaria quando paghiamo qualcosa extra ricetta) il nostro codice fiscale per rilasciare i farmaci previsti.

Niente carta stampata, niente viaggi allo studio medico, niente CODE dal medico, e tutto molto molto più snello e veloce ed eco friendly.

Ma ovviamente tutto questo è pura utopia, sarebbe davvero troppo facile, in un paese dove un azienda ha mille mila codici fiscali, partite iva, iscrizioni albi, ecc. ecc. figurarsi se basta un solo documento per identificare una persona e tutte le sue necessità….