Motogiro 2007

Allora sabato dopo aver salutato il Team TNT e i suoi tifosi/collaboratori che girava a Franciacorta sono partito alla volta di Udine per la mia settimana di ferie.
Lunedì avevo appuntamento telefonico con il concessionario Moto34 di UD per la prova della Bellagio che avevo prenotato tramite il sito ufficiale, e poi avrei noleggiato un guzzone per fare qualche curva su per le Alpi e già pregustavo questi momenti motociclistici.
Lunedì telefono e mi metto d’accordo per provare la moto mi reco a Tricesimo dove ha sede la concessionaria e il gentilissimo personale che avevo già conosciuto in altre occasioni mi mette a disposizione il motociclo, il titolare mi fa notare che a freddo fatica un poco a tenere il minimo, mi istruisce sull’accensione del motore che non prevede l’assistenza all’avviamento come sulla Breva ma che ha comunque il check da fare quando si gira la chiave.
Il bel cruscotto (veramente notevole seppur con qualche difetto) si illumina come un albero di natale e la lancetta scatta sino a fondo scale per tornare al suo posto, il sig. Moto34 avvia la Bellagio che subito emette un bel suono pieno e deciso.
Mentre mi metto la giacca (ziobrikko che caldo infame con la giacca) e il casco ho modo di notare i particolari di cui tanto si è parlato la patacca sul serbatoio, le saldature del manubrio e altre pecche estetiche che farebbero rabbrividire ogni visagista del mondo (ogni riferimento è puramente casuale) ma anche qualche ex camionaro mezzo tamarro.
Salgo in sella e subito noto una cosa … porka miseria questa moto è perfetta per me, il manubrio la sella le pedane tutto al posto giusto manco me l’avessero cucita addosso, è una sensazione splendida perché non mi capita spesso, oddio con le guzzi mi è sempre capitato anche con la Breva decisamente più ostico come seduta il Griso, con il Cali invece mi son sempre trovato piuttosto bene però questa è proprio “perfetta”.
Tiro la frizione, innesto la prima (che cambio splendido) e via si parte l’equilibrio con la moto lo trovo in 10 metri, quello con le frecce un po’ meno e difatti anziché mettere la freccia a sinistra premo il clacson vabbè poco male :D.
Giro a sinistra e paf la moto giù come se non avessi fatto altro sino a quel giorno, altra curva e di nuovo giù bella tranquilla, sia chiaro pieghette da niente eh … però son le prime, la strada suggeritami dal conce è effettivamente divertente e la Bellagio si lascia guidare benissimo sorprendendomi ad ogni curva, il motore gira bene e sebbene non abbia tirato il collo al motore il tiro mi pare uguale uguale a quello del 1100 California anzi più fluido e pulito anche se mi pare gradisca girare più verso l’alto e quindi inviti a usare di più il cambio.
Il cambio è ripeto fantastico, mai un imprecisione mai uno sbaglio eppure non sono un pilota preciso e sicuro, non si fatica nemmeno a cercare il folle.
La strumentazione è veramente bella da vedere, l’indicatore della velocità è più chiaro così con le lancette rispetto alla strumentazione gemella usata sul Griso, però si deve rinunciare come sullo Stone/Jackal al contagiri (oddio con tutto quel popò di schermo a LCD potevano trovare il modo di metterci un indicatore per i giri…ma ne parleremo poi).
Rientro dopo un breve tour di circa 20 minuti al concessionario molto soddisfatto della prova, faccio due chiacchiere con il conce e un cliente griso munito e gli riporto le mie sensazioni che sono molto positive addirittura arrivo a dire che rispetto al Griso ho provato una moto decisamente più facile ed efficace, peccato per certi difetti che però mi diceva il conce non tutti considerano tali, beh meglio.
Saluto e torno a casa, nel frattempo telefono agli amici di CRM Moto per chiedere se è possibile noleggiare una moto e mi dicono che in casa hanno disponibile una Norge GTL, un Griso 1100 e una Bellagio, vista la positiva prova e visto che voglio andare a caccia di tornanti decido di noleggiare quest’ultima (peccato speravo in un 1200 Sport ma pazienza).
La mattina alle 10 sono in negozio da CRM Moto a Porcia (PN) e la Bellagio è lì fuori che mi aspetta, firme di rito per il ritiro della moto e ci accordiamo per la riconsegna in serata (non voglio esagerare con i km che son fuori forma e poi la moto per quanto facile è comunque una nuova conoscenza).
Mi infilo nell’alto forno, cioè mi metto la giacca e il casco integrale, inforco lo zaino, pianifico il primo itinerario sul mio 6680 munito di TOM TOM collegato all’auricolare Bluetooth e via si parte, direzione Aviano e poi Maniago.
La strada di avvicinamento ad Aviano e Maniago è composta da rettilinei e qualche rotonda giusto per prendere due misure in più in sella alla Bellagio, costeggio la base militare (azz se è grande) e in pochi minuti e non senza essermi perso causa incomprensione con il satellitare (ho fatto io del casino in pratica :D) arrivo anche a Maniago, prendo per Longarone in modo da passare da Barcis un paesello stupendo sembra finto tanto è bello e carino, Barcis poggia le sue radici sull’omonimo lago che è a sua volta circondato da una splendida foresta mentre ti avvicini al paese costeggiando il lago in mezzo agli alberi sembra quasi di essere sulla strada che porta all’Overlook Hotel (e chi non sa di cosa parlo 10 frustate).
Un posto incantevole ogni volta che ci passo mi dico che mi dovrei fermare per godermelo un po’ ma poi ci ripenso sempre, meglio tornarci con Nadia e Luca così ce lo godiamo tutti e tre assieme.
Dopo Barcis la strada diventa anche molto interessante, la SS 251 e le sue curve lungo il fiume che alimenta il lago di Barcis mi ricordano alcuni tratti della mia terra subito sotto il Bracco e la manopola di destra si ruota ancora un po’ cercando più velocità, mi impegno un po’ di più cercando angoli di piega migliori e la Bellagio mi lascia fare mi accompagna tranquillamente lasciandomi decidere quanto e come piegare; decisamente diversa la guida rispetto al California che invece va capito e con il quale le curve e le pieghe van decise di comune accordo.
Proseguo a salire sino al Vajont e dopo aver passato Erto mi beo di nuovo di questi panorami unici al mondo, angoli di paradiso che l’uomo non ha saputo rispettare come ben sappiamo, e che oggi ospitano un monumento per non dimenticare di chi siamo figli noi uomini.
Mentre sto cercando di capire com’è possibile che con soli 31° gradi di temperatura esterna una giacca della Dainese non estiva ed un casco integrale io riesca persino a sentire caldo tanto da sudare infradiciando completamente la maglietta d’ordinanza ecco che arriva un California Titanium di un fratello di Frosinone se non ricordo male con il quale scambiamo due chiacchiere sul più e anche qualcuna sul meno per salutarci dopo poco, la mia tabella di marcia non è niente di che ma se voglio godermi il giro devo andare.

Così mi ribardo di tutto punto tiro fuori i guanti che non avevo ancora indossato perché così forse rimanevo un po’ fresco (seeeeeee buonanotteee) e riparto direzione Longarone.
Il TOMTOM mi indirizza sulla giusta via (ottima soluzione con poca spesa per chi ha già uno smartphone Symbian) e mi ritrovo sul tratto veloce che da Longarone porta sino a Pieve di Cadore dove giro in direzione di Cortina d’Ampezzo percorrendo una strada che non avevo mai fatto sino a questa volta.
I paesaggi nonostante ci sia un consistente aumento degli insediamenti umani restano splendidi, mentre mi avvicino a Cortina noto delle splendide costruzioni in corso d’opera di abitazioni a due pieni completamente in legno che sono degli autentici capolavori.
Mentre arrivo a Cortina rifletto sull’opportunità di fermarmi qui per un caffè ma la voglia di proseguire in sella alla Bellagio mi impedisce qualsiasi sosta, ogni curva è un piacere incomincio a prendere un po’ di misure alla ragazza, e soprattutto ho scoperto cosa vuol dire fare un tornante a velocità normale e non cercando di evitare di spalmarsi per terra come facevo con il cali.
A dire il vero alcuni tornanti riuscivo a farli bene già con il Cali ma con la Bellagio tutto diventa facile, immediato e non devi capire come impostare una curva devi semplicemente farla, a metà curva ti ritrovi già a aggiungere una marcia dopo l’altra con il motore che spinge forte e veloce anche se non gli ho mai tirato il collo ho trovato la nuova unità 940 veramente godibile, nessuna vibrazione e un buon tiro, un motore che se tenuto troppo giù di giri fatica un po’ ma che unito ad un cambio con una rapportatura sicuramente più corta delle sorelle maggiori (Breva e Griso 1100) invita a tenere un regime di giri sempre utile a divertirsi.
Cerco di ricordarmi cosa avevo letto su Due Ruote nell’articolo sul corso Curve e Tornanti e cerco anche di ricordarmi i giretti su per i 4 passi dietro allo zio Piero Gas Gas e quindi faccio un po’ di leva sulla manopola interna e cerco di mettermi in punta di piedi per percorrere la curva ma mentre nelle curve a destra tutto va liscio nelle curve a sinistra non riesco a spostare il mio piedone misura 45 perché praticamente a pochi cm dal tallone c’è il tubo di scarico che impedisce la manovra.
Porca miseria impreco subito convinto di aver rovinato scarpe e tubi e invece niente per fortuna … altra nota dolente della moto che denuncia una poca accuratezza nello studio della Bellagio, si poca accuratezza perché non poter stare in punta di piedi su una moto divertente come questa è come pretendere di mangiare salsicce e fagioli con le bacchette cinesi mannaggia, poi arrivano altre curve e altri panorami mozzafiato e mi dimentico di tutto per perdermi sulla vista incredibile che il passo Falzarego ti regala.
Appeso alla montagna in una piazzola di sosta scatto qualche foto e mi godo il momento, ragazzi è uno spettacolo adoro la montagna sono nato e cresciuto sul mare ma la Montagna riesce sempre a stregarmi.



Dopo essermi fatto coccolare da questi panorami stupendi riprendo la marcia per salire sino al passo del Falzarego dove fido di trovare il solito baretto d’ordinanza per mangiare un boccone perché nel frattempo è arrivata l’una e mezza e lo stomaco nonostante il caldo implacabile richiede un intervento urgente.
Lungo la strada devo rallentare un poco causa lavori in corso (stanno ri-asfaltando nonostante l’asfalto che avevo incontrato sino ad ora non fosse in cattive condizioni anzi eppure qui stanno ri-asfaltando).
Arrivato in cima trovo un nutrito gruppo di moto di tutti i tipi tranne Guzzi ovviamente ed i rispettivi proprietari quasi tutti stranieri che si godono il meritato panino all’ombra del bar di fronte alla funivia che porta alla sommità di una delle cime che circondano il passo.
Non so da che parte guardare ogni scorcio ogni angolo meriterebbe qualche ora di contemplazione e meditazione alla fine prendo la mia birra piccola gelata (ahhhhhhh) ed il mio panino allo speck e mi siedo fuori a godermi il momento felice per la splendida mattinata trascorsa tra curve tornanti e monti.

Rimane da decidere che direzione prendere adesso che inizia il bello, si ora devo scegliere se fare passo Valparola, Sella, Pordoi e nuovamente Falzarego o farlo al contrario e cioè continuare lungo il Falzarego e salire su al Pordoi poi Sella e infine Valparola alla fine decido per prendere subito per il passo Valparola, cosa di cui mi pentirò alla fine questo giro penso sia decisamente più bello se fatto al contrario.
Imbocco la strada per il Valparola e mi ritrovo immerso in altri posti stupendi dopo i panorami mozzafiato trovati lungo il Falzarego avevo deciso di agganciare la digitale alla cintura così da non dovermi togliere lo zaino ogni volta che voglio fare una foto, però qui si esagera ci sarebbe da fermarsi ogni 20 metri per fare foto a raffica è quasi impossibile riuscire a incamerare così tante immagini così tante sensazioni.
Alla fine trovo un pezzetto di terra che si affaccia su una vallata e piazzo la Bellagio a godersi il panorama e faccio un paio di foto.

Riparto dispiaciuto per non aver potuto cogliere nulla di più di quello che si vede nelle foto ma contento per le splendide sensazioni ricevute, e mi ritrovo a percorrere il passo dietro a un GS1150 e un K1200GT della BMW con due piloti che viaggiano in solitaria e leggeri come me, e mi piazzo dietro al GS che noto tiene un buon passo soprattutto nei tornanti e nello stretto, dopo poche curve e qualche mia incertezza il K mi passa e io di buon grado mi ripiazzo dietro ai due però il K o per colpa del pilota e per colpa del mezzo accusa un leggero ritardo rispetto a me e al GS e quindi dopo aver ripreso il mio ritmo mi bevo il K e dopo qualche curva passo anche il GS che mi ha fatto tribolare un po’ di più ma che mi ha dato altresì più soddisfazione.
Proseguo fino a Corvara e dove mi perdo di nuovo a rimirare il panorama stupendo (e dove le due mukke mi ripassano di nuovo … acc’…) appena riprendo a trotterellare come si deve mi trovo di nuovo a dover sorpassare le due mukke che però passata Corvara prendono strade differenti rispetto alla mia, ed io intanto inizio a salire verso il passo Sella.

Pochi km e incontro una Ducati Monster che procede a velocità extra codice ovvero a 30 ~ 40 km/h perché davanti a lui c’è una pattuglia della polizia … merda!… che sfiga nera … mi son dovuto sorbire la pattuglia fin quasi al passo per fortuna un breve rettilineo con limite a 60 km/h mi ha permesso di sorpassare senza fare alcuna infrazione sanzionabile e alla curva dopo sono libero di lasciar sgroppare ben bene la Bellagio che sembra fatta apposta per queste strade, peccato che il passo sella è subito mio in poco tempo e soprattutto peccato che fosse letteralmente invaso dai turisti, così decido di fare solo un paio di foto in sella (non sapevo dove mettere la moto da tanta gente c’era) e proseguo direzione Pordoi.

Ovviamente il tempo di far le foto e mi ritrovo di nuovo dietro alla macchina della polizia per fortuna un’altra macchina ancora più lenta mi permette di passarli agevolmente e la vettura davanti la passo proprio in un tornante dove la Bellagio mi permette di chiudere prima la curva e schizzare via in un niente, fenomenale questa più la guido più mi chiedo come cacchio si faccia a far uscire un simile gioiello con una patacca sul fianco che nemmeno alla Hyosung avrebbero messo…
Continuo a scendere dal Sella e continuo a godere dell’ottima ciclistica della Bellagio, noto però che forse ho indurito troppo le sospensioni soprattutto l’anteriore, che anziché assorbire bene le asperità e rimanere ben piantata in curva è sin troppo precisa e rigida quando trovo qualche buca e qualche avvallamento, ma ormai mi son abituato ad averla così e non mi va di toccare nulla, non vorrei trovarmi con il culo in terra per colpa di un click in più o in meno 😉
Incomincia di nuovo la salita che mi porterà in cima al Passo Pordoi all’altezza del 15° tornante e dopo quello altri 12 tornanti mi faranno godere come una scimmia, la strada è libera non c’è nessuno davanti a me solo un paio di moto da sorpassare facilmente e forzo un po’ l’andatura e la Bellagio non perde un colpo, mai un incertezza il cambio risponde preciso e sicuro e il motore spinge sempre bene nonostante non venga mai spremuto fin dove si potrebbe, altri tornanti fatti con più decisione e le curve incominciano a farsi interessanti, sempre più giù fino a trovare un po’ di limite all’anteriore che è molto “comunicativo” come direbbe qualche famoso tester, mi ritrovo difatti con la sensazione che la ruota davanti scivoli un pelo quando esagero nel chiudere una curva allargando un pelo la traiettoria ma questione di pochissimo e comunque ci sono ampi margini (vista la ridotta velocità) per poter recuperare queste “sensazioni”.
Arriva finalmente il tornante 27 (se non ricordo male :p) e sono in cima al Pordoi, mi sento un conquistatore dopo la battaglia l’ha visto trionfare eh eh eh, cerco un posto dove parcheggiare la moto e godermi questo splendido posto insieme ai tanti motociclisti (per la maggior parte stranieri) presenti e lo trovo nel parcheggio che si affaccia alla salita opposta a quella che ho appena fatto, davanti a me le curve che mi aspettano in una discesa fantastica (e qui mi rendo conto che il giro di oggi l’avrei dovuto fare al contrario come avevo già detto) costeggiando il Pordoi e finendo giù verso la salita che porta di nuovo al Falzarego.
Faccio qualche foto per non dimenticare questi panorami, come se fosse possibile scordarsi certe magnificenze, e dopo aver riprogrammato il navigatore con destinazione Cortina ed aver reintegrato un po’ di sali svuotando la bottiglietta d’acqua che avevo dietro riparto.



Mentre scendo noto una strana costruzione che a giudicare dalla strada è visitabile a piedi però oggi non c’è tempo per fare trekking (con sto caldo poi…) riparto e scendo di nuovo come previsto rimpiango di non aver percorso il tour odierno in senso inverso mentre mi godo il paesaggio e noto nuovamente la sensazione di sottosterzo di prima in un paio di curve strette, mi viene il dubbio che l’eccessivo irrigidimento delle sospensioni possa essere in parte causa di questa sgradevole sensazione, poi realizzo la pippa che sono a guidare e me ne dimentico completamente 😀 piuttosto in un paio di occasioni dove è stato necessario pinzare con decisione l’impianto è decisamente meno potente di quello di griso e breva anche se comunque basta insistere sulla leva per ottenere tutta la forza frenante che serve, il posteriore in compenso si è dimostrato un ottimo aiuto con una corsa sufficientemente lunga e una capacità frenante ottima, che nelle staccate esagerate porta anche al bloccaggio.
Risalgo il Falzarego dal lato del Pordoi e i freni diventano meno importanti la Bellagio non mi tradisce e in pochissimo tempo sono in cima al passo a godermi un panorama già visto in compagnia di nuovi colleghi motociclisti, decido di concedermi una pausa più lunga con un gelatino ristoratore e mentre assaporo il mio gustoso cornetto arriva una coppia tedesca lui in sella a una splendida Laverda e lei in sella ad un V50 fantastici spero un giorno di poter vivere un esperienza simile magari con seduto al posto del passeggero mio figlio Luca e Nadia con la Triumph Bonneville verde come piace a lei.

Ritorno alla Bellagio dopo aver finito il mio cono e incomincio a prepararmi per partire e si avvicina un motociclista tedesco con cui scambio due chiacchiere e che mi chiede come va la moto, rispondo che è molto divertente e che è nata per stare in mezzo ai monti e lui mi replica che forse la prossima moto sarà una Guzzi, o una Honda o una Guzzi è stufo della finta qualità della BMW, è stanco di vedere robette di plasticaccia pagate come fosse oro colato e per quei soldi piuttosto si compra una Honda che per di più non si rompe mai, beh gli ho dato appuntamento il prossimo anno magari in sella a una Stelvio e poi vediamo chissà 😉
Io ripercorro la strada già fatta questa mattina sino a Cortina e poi Selva di Cadore fermandomi per un rifornimento e poi dopo aver riprogrammato il navigatore per Porcia, riprendo la strada questa volta a Longarone però tiro dritto e non giro per il Vajont, proseguo lungo la strada e in un paio di punti dove il traffico si fa intenso ho dovuto forzare un pelo di più il motore per finire dei sorpassi e qui ho capito che la Bellagio non è una Moto ma UN Motociclo, Il Bellagio è maschio e se ruoti la manopola di destra e senti cantare i suoi bellissimi scarichi te ne rendi conto il motore oltre un certo numero di giri (penso oltre i 4/5000 giri) incomincia a cantare sul serio e soprattutto spinge veramente tanto la conformazione della sella che trattiene il mio grosso culone è stata molto utile perché il tiro allungando un po’ i giri è veramente notevole, certo non sarà un Centauro per carità però sono rimasto stupito dalla forza dimostrata, notevole davvero.
Arrivo a superare Vittorio Veneto paese stupendo incastonato sotto le Alpi e la temperatura sale di botto di parecchi gradi così come il tasso di umidità e il caldo si fa sempre meno sopportabile (e io che una volta pensavo che in Friuli e in Veneto ci fosse fresco d’estate) il satellitare nel frattempo mi porta sino all’autostrada, ho dimenticato di dirgli di evitarla ma visto il caldo decido che forse è meglio dargli retta magari un po’ di km/h costanti mi possono aiutare a sopportare sto caldo.
Prendo il bancomat e me lo piazzo in tasca prima di entrare e poi mi piazzo sull’autostrada per fare questo 30/40 km di comoda autostrada mi piazzo a 120 – 130 km/h senza problemi nonostante l’assenza totale di protezione aerodinamica e nonostante la mia mole che certo non aiuta a contrastare l’impatto con l’aria, riesco a tenere la media indicata senza problemi, penso che con un parabrezzino tipo lo sport del California la Bellagio offra tutta la protezione che si può volere da un mezzo simile, ottimo davvero.
Esco dall’autostrada e riesco ad arrivare sino a Sacile a pochi km da Porcia dove però son costretto a fermarmi, il caldo non lo reggo più sfanculizzo la sicurezza e mi tolgo la giacca che infilo nello zaino espandibile, e via in maglietta sino alla concessionaria poco più avanti.
Sono le 18.45 quando restituisco le chiavi della moto e firmo il modulo di restituzione, sono esausto il culo mi fa un gran male, non son più abituato a far tanto “moto” e il caldo finale mi ha distrutto, però sono contentissimo; ho fatto un percorso che mi invidieranno in molti con una moto che seppure non incontri i miei gusti personali esteticamente è decisamente divertente, ed è un ottimo acquisto se la trovate scontata perché si esteticamente peccherà in qualcosa ma di contenuti ce ne sono tanti da far impallidire molte moto meglio rifinite.
Riassumendo i difetti della Bellagio direi che i più eclatanti sono, i fregi del serbatoio anche se i prossimi saranno in metallo sembrano una cineseria che una moto con un blasone raffinato come quello Moto Guzzi non dovrebbe avere, il manubrio avrebbe meritato due bei riser come si deve non due saldature mal rifinite, lo scarico superiore crea qualche impedimento nella postura del piede sulla pedana (questo forse è il difetto peggiore dato che incide sulla dinamica della moto), le ruote a raggi molto belle avrebbero meritato un po’ di attenzione in più (io le avrei fatte di due tipi, cromate) anche se non ci si può lamentare, la sella per il passeggero non esiste se non sulla carta, infine alcuni particolari come il fanale posteriore ad esempio o come il raccordo tra telaio e cambio nella zona posteriore sarebbero stati perfettibili, due bullonacci a vista così sono proprio bruttarelli a vedersi e sanno di povero, infine un appunto sulla strumentazione, ci sono alcune informazioni che sono secondarie, l’ora ad esempio che campeggia a tutto campo in mezzo al display è interessante ma non quanto i km percorsi o la media o il consumo, io avrei posto al centro in bella vista le informazioni disponibili tramite i due trip e sotto dove invece sono presenti tali informazioni l’ora e il voltmetro, inoltre avrei aggiunto sotto forma di tacche (tipo quelle dei cellulari per intenderci) un contagiri che poteva stare al centro al posto dell’ora ed essere alternato con le informazioni dei trip (però diciamo che cerco un po’ il pelo nell’uovo ecco).
Gli aspetti positivi sono oltre che nell’ottima ciclistica, negli scarichi che sono decisamente accattivanti e forniscono un sound stupendo al Bellagio, la sella per il pilota è fantastica anche se dopo 7 (sette) ore di guida incominciavo a desiderare una bella poltrona, per contro è fantastica per la guida sportiveggiante che il Bellagio suggerisce a ogni curva, la strumentazione è bellissima, ancor più bella al buio dove il quadro LCD si retroillumina di rosso e il tachimetro di bianco veramente notevole un plauso a chi l’ha pensata è stupenda.
Insomma ho passato un’ottima giornata durante la quale ho percorso 360 km in sella al Bellagio guidando per 7 ore (8 e mezza con le pause) e tenendo una media intorno ai 57 km/h prima di arrivare ad imboccare l’autostrada, e visitando passi e valli stupende che consiglio a tutti prima o poi.
Un grazie ancora ai ragazzi di CRM Moto che sono sempre gentili e disponibili e con i quali siamo rimasti d’accordo di incontrarci il prossimo anno per noleggiare la Stelvio ;).
Ciauz.