Microsoft e le occasioni perse

Mi ricollego all’articolo fatto qualche giorno fa dove mi domandavo, ma sul serio eh, chi lavorasse alla Microsoft per segnalare come è proseguita la vicenza sia per quanto riguarda il supporto fornito da MS stessa tramite uno dei suoi canali social, sia per quanto riguarda l’app oggetto della diatriba ovvero Outlook Mobile.

Allora dopo qualche tentativo andato a vuoto di far funzionare l’app Outlook sul mio Note 10+ ho deciso di rinunciare per un po’ di tempo sperando in qualche aggiornamento. Dopo una 15 di giorni e dopo aver visto che c’era stato almeno un aggiornamento ho deciso di riprovare, reinstallo l’app e trovo altri problemi, oltre alla solita impossibilità di aggiungere immagini, a questo giro non riesco più a utilizzare una delle funzionalità per cui insistevo a provare Outlook ovvero lo swype laterale per postporre gli avvisi delle email con date e orari personalizzati (sull’app Email di Samsung tale funzionalità ha parametri preimpostati e non modificabili e onestamente è quasi inutile così).

In pratica dopo un paio di tentativi riusciti l’app non mi permetteva più di fare swype a destra o sinistra se impostavo in tale posizione la funzionalità Postponi.

Decido di contattare il supporto clienti che avevo già contattato tramite twitter in precedenza e mi invitano a fare dei tentativi, a riavviare il telefono (giuro come sul PC spegni e riaccendi….) e altre cose davvero senza senso, non ultimo dubitare della possibilità che il mio terminale possa far girare il loro software, manco stessimo parlando di Autocad….

Per tacere della soluzione proposta per inserire le immagini nella firma: “Potresti inviare la firma tramite e-mail e quindi copiarla e incollarla nella casella della firma dell’app Outlook (funzionerà con alcune delle immagini, ma non con le GIF)” ma non è detto che funzioni precisa poi il supporto MS…. vi rendete conto, l’immagine non è supportata ma prova a copiarla e incollarla che non si sa mai… si va per tentativi in pratica.

Il tutto condito dalle solite frasi di circostanza che onestamente alla lunga sanno più di presa in giro che di premura verso il cliente perchè se a ogni passaggio ti dicono “Ciao Giuliano capisco come tu ti senta e ci scusiamo per il problema” alla 3 o 4 volta ti girano dai.

Insomma una situazione che aveva del surreale, risolta alla fine in modo semplice e rapido, ho chiuso la richiesta di supporto segnalando che avrei fatto definitivamente a meno della loro app e mi sono rimesso a utilizzare Zoho Mail, che funziona sempre, che mi consente di inserire allegati in mille mila modi senza creare problemi e che è decisamente affidabile e che sincronizza la firma con i server quella presente sui server Zoho (non devo nemmeno scriverla sul telefono quindi).

Al solito si tratta dell’ennesima occasione persa per MS che si perde in mille rivoli senza riuscire da un lato a gestire seriamente una richiesta di supporto, per esempio dicendo banalmente “no la firma è solo di testo e fattela bastare” sarebbe stato più onesto e dall’altro lato non riesce a sviluppare un app che sia davvero degna del brand che rappresenta. Stiamo parlando di chi sviluppa Windows, Office …. possibile sia così difficile creare un client email per Android che semplicemente funzioni?

Dashcam da moto montata ;-)

Circa un mese fa come sapete ho ricevuto in regalo da moglie e figlio un bel kit composto da due dashcam e una centralina da piazzare sulla moto, dopo diversi tentativi e un po’ di pausa forzata causa ricovero, eccomi qui con l’installazione definitiva, esperienza che voglio condividere più che altro perchè non ho trovato altre recensioni utili in italiano.

Come avevo già detto nel mio precedente articolo il problema non era tanto l’installazione del kit ma il posizionamento delle telecamere che sono davvero difficili da piazzare in modo sensato.

Il posizionamento della cam posteriore è stato come già detto facile e immediato, sotto al portapacchi e bona subito dritta e subito pronta, senza tanti giri di parole.

Quello della cam anteriore invece è stato più articolato, siamo passati dal posizionamento dietro al parabrezza, al tentativo di piazzarla su una staffa fissata ai perni del fanale (scelta sbagliata dato che le vibrazioni della staffa rendevano inguardabili i video).

L’orrenda staffa

Alla fine della fiera ho optato per attaccare la cam anteriore sul parabrezza grazie al potente adesivo 3M presente sulla piastrina di fissaggio e fine.

Peccato perchè il posizionamento dietro al parabrezza garantiva protezione e un fissaggio sicuro sulla staffa dello stesso parabrezzone, però il sole con il plexiglass creava dei riflessi assurdi e la cam diventata del tutto inutile.

Per quanto attiene la centralina invece è rimasta come avevo pensato inizialmente dentro alla custodia della Koji con i cavi che arrivano dal gps, dall’alimentatore, dal pulsante e dalle due cam direttamente sotto il serbatoio fin sotto la sella.

I cavi che finiscono nella centralina di fianco alla batteria

Insomma tutto posizionato bene, e il video che segue riassume il sunto di tutto quanto, con anche due piccole riprese a schermo intero della cam anteriore e posteriore che vi permetteranno di capire quanto alla fine della fiera il prodotto sia buono e ben fatto.

Una nota a margine, il collegamento alla batteria è diretto, pertanto i due cavi positivo e negativo vanno direttamente alla batteria, ma se non sono collegati ad una presa sotto chiave la centralina non viene mai alimentata, e questo impedisce eventuali dispersioni di energia durante i periodi di fermo.

Io ho rubato corrente al cavo che va a dare alimentazione alle luci di posizione prima del fusibile, così da poter fruire dello stesso fusibile delle luci, ma potete anche collegarvi in altro modo, dipende anche dal tipo di impianto che avete sulla moto e dalla quantità di elettronica presente, non tutte le moto gradiscono certi interventi a “cuore aperto” soprattutto quelle più moderne e magari almeno per il collegamento è preferibile rivolgersi ad un professionista, meccanico o elettrauto che sia.

Ciao e buon divertimento

Il mouse perfetto

La tastiera l’abbiamo già sistemata tempo addietro e devo dire che la scelta continua a essere ogni giorno di più una piacevolissima scoperta. Bella silenziosa affidabile e sempre precisa, l’avessi comprata prima mi sarei risparmiato qualche fastidio in passato. Ora mi è capitata un occasione (in coda all’articolo vi dico come sfruttarla) e anche il mouse è a posto e che mouse.

Il bellissimo Logitech MX Master 2s

Direi che non ha bisogno di presentazioni e anche fare una recensione mi pare financo ridicolo, ne trovate tante online e sono sicuramente fatte meglio di quello che potrò mai dirvi. Il mio vuole solo essere un consiglio per chi vuole lavorare con comodità, esattamente come per la Logitech K780 qui ci troviamo di fronte a un prodotto che è lo stato dell’arte dei mouse, fantastica ergonomia e una fruibilità di tutti i comandi che è quasi disarmante. Ci si domanda come mai non siano tutti fatti così.

I dettagli tecnici li trovate sul sito ufficiale insieme a tutte le spieghe del caso sulle varie caratteristiche del mouse stesso, io voglio solo riportare alcune cose che mi hanno colpito.

1 – La confezione

Non è curatissima come quelle dei prodotti Apple che appaiono ricche anche quando contengono solo un cavetto, ma comunque oltre a contenere il bellissimo mouse contiene anche un gran bel cavo usb per ricaricare il mouse, cavo dotato di velcro di chiusura e di sezione importante che ne esalta la qualità costruttiva.

2 – Il software

Lato software ci sono diverse considerazioni da fare, primo fra tutte la suite Logitech Options consente di impostare le funzionalità dei vari tasti del mouse (così come quelli della tastiera K780 che uso) come meglio crediamo, in questo modo con semplici clic o gesti potremo svolgere azioni più articolate in modo facile e intuitivo ma soprattutto potremo davvero rendere “nostro” l’MX Master.

Altro aspetto non secondario il fatto che così come la tastiera anche l’MX Master può essere abbinato a 3 dispositivi diversi, smartphone compresi, e quindi con un click sulla tastiera e un’altro sul mouse potrò usare il mio Samsung Note 10+ come fosse un vero e proprio PC mentre è appoggiato sulla mia logitech K780.

Ma non solo, e qui viene il bello, grazie al software di Logitech è possibile copiare e incollare tra i vari dispositivi, copio del testo ad esempio dal mio note 10 + (pensiamo ad un appunto preso al volo da un cliente) e lo incollo in un email che sto scrivendo sul pc…. ^_^ fantastico.

Si non sono cose che si usano ogni giorno, e sicuramente la maggior comodità la si ha utilizzando due pc differenti (ad esempi tra un desktop e un portatile) ma vi assicuro che è davvero una figata comunque.

Questo unito alla possibilità di trasformare il testo scritto a mano libera nelle note di Samsung Note in testo editabile, resto il tutto estremamente geek e mi fa contento ecco.

Non parliamo poi della rotellina a scorrimento veloce, che è puro godimento, soprattutto quando hai 3000 email in un account di posta, o più di 600 cartelle da scorrere tra quelle dei clienti… insomma piacere puro.

Davvero un prodotto fantastico il cui unico difetto, sempre se tale possiamo definirlo, è quello di avere il pulsante di cambio accoppiamento posto sotto e doverlo quindi sollevare dal piano di lavoro, sarebbe ottimo se potessi scegliere di cambiare accoppiamento di tastiera e mouse con un unico pulsante ma non mi pare ci sia questa possibilità.

Per ora sono contentissimo, anche perchè ho speso quasi la metà del prezzo ufficiale grazie ad una promo di Unieuro, lo stavo osservando da tempo, tenendo d’occhio il solito Amazon che ultimamente non è però più così conveniente, e dove quello più economico era il primo modello (comunque ottimo) che veniva quasi € 70,00. Ho deciso di controllare altrove e ho visto che potevo risparmiare 4 euro da Unieuro prendendolo direttamente in negozio senza dover quindi aspettare la consegna, e controllando meglio è il prezzo più basso sia in rete che in negozio.

Vado a ritirare il prodotto e quando arrivo mi rendo conto che non solo in negozio normalmente il prezzo è di € 109,99 contro i € 66,49 che ho pagato ma che per altro il modello è il più recente MX Master 2S e quindi la generazione successiva rispetto a quello che credevo di aver visto online e che confrontavo con il prezzo di Amazon.

Su Amazon per altro il 2S sta ancora adesso a € 74,90 in offerta quindi direi che me la sono cavata davvero bene, con quei soldi risparmiati quasi quasi ci viene la custodia da viaggio per il mouse stesso 😀 anche se il piccolo HP che vedete in foto diventerà il compagno da viaggio e questo rimarrà fisso in casa.

Davvero un prodotto ottimo ve lo consiglio se state tanto al PC e soprattutto se volete un prodotto affidabile.

Tablet e libri digitali di scuola…aiuto!!!

Finalmente ci siamo arrivati, a scuola mio figlio e i suoi compagni non dovranno più andare con zaini da più di 10 kg di peso sulle spalle ma potrà portarsi il tablet con i libri in formato digitale scaricati su di esso….onestamente da buon vecchio nerd lasciatemi dire che è una conquista enorme.

Si una conquista che paradossolmente arriva grazie al covid-19 per stessa ammissione di un insegnante, che ha candidamente ammesso che se non ci fosse stata la pandemia forse non si sarebbe arrivati a tanto anche perchè i libri di carta hanno una valenza maggiore nell’insegnamento. Quando ho sentito queste frasi mi sono dovuto mordere la lingua per evitare di rispondere a simili stupidaggini che dette da una professoressa sono ancor più gravi a mio avviso, un libro non deve essere ANNULLATO dalla tecnologia deve essere ampliato dalla stessa e non capire quelli che sono i vantaggi di eliminarli dalla cartella (e solo da quella non dall’uso quotidiano che i ragazzi possono continuare a farne a casa) non significa perdere il valore e il gusto della carta ma significa semmai aiutarli a crescere in un era che è fatta di tecnologia e significa insegnargli anche ad usare questi strumenti tecnologici e non solo subirli.

Ma ovviamente pensare che qualunque insegnante abituato ad una scuola che solo nel 2020, a decenni dall’invenzione del PC e a più di dieci anni dall’invenzione dello smartphone come lo conosciamo oggi, accetta (o forse dovrei dire subisce) l’uso dei libri digitali al posto di quelli cartacei sia anche in grado di capirne le potenzialità è pensare troppo in grande.

Tornando invece alla “conquista” voglio condividere la scelta del tablet e la pessima esperienza avuta con alcuni editori, esperienza che spero migliori per il prossimo anno quando il mio Luca frequenterà le superiori e dove “spero” potranno replicare l’accettazione dell’uso dei libri in digitale.

La scelta del tablet è stata da me piuttosto ponderata, e filtrata da alcuni parametri che erano inamovibili, il primo doveva costare relativamente poco, non tanto per risparmiare ma perchè potrebbe trattarsi di un prodotto che Luca rompe (eventualità non di poco conto) e poi non sono certo Paperon de Paperoni ;-). Questo primo fattore mi escludeva quasi automaticamente i prodotti Apple anche se l’ipad base non è poi così caro come ci si aspetta ed è sicuramente un prodotto perfetto per chi come me ha un po’ di orticaria verso il mondo della mela morsicata.

Escludendo quindi l’iPad base ed escludendo i tablet Windows della serie Surface GO (cari in modo ingiustificato a mio avviso per le prestazioni che offrono) si finiva nel mondo android, mondo android che è enorme e a dir poco variegato (ma quanti ce ne sono?????).

Di prodotti seri però ce ne sono pochini, e la scelta sarebbe stata velocissima se non avessi avuto un secondo parametro da rispettare, la suite Google deve essere presente onboard perchè la usano a scuola per i compiti e altre necessità quindi i tablet che sulla carta erano tra i migliori soprattutto come rapporto qualità prezzo erano esclusi, mi riferisco ai prodotti Huawei come il MatePad o l’M5. Rimanevano poche alternative e dato che Luca ha già un telefono Samsung ho pensato di restare in casa Samsung così da poter avere una migliore integrazione tra telefono e tablet.

Qui la fortuna c’ha messo del suo perchè il modello Tab S6 Lite che porta in dote la penna stile Galaxy Note era oggetto di una promozione con un buono fornito da Samsung di 100 euro, buono che mi ha permesso di limiare di quasi il 30% il costo e di portarmi a casa un tablet che non sarà un mostro di potenza ma che comprendendo il pennino è sicuramente una scelta azzeccata visto l’utilizzo studentesco.

Il tab S6 Lite sul sito ufficiale Samsung

Il prodotto come detto non è un missile, le prestazioni lato processore e ram sono forse un po’ al pelo ma considerato che Luca è un buon utilizzatore e anche abbastanza smaliziato non dovrebbe avere problemi particolari. L’uso scolastico dovrebbe essere perfetto, dato che la presenza del pennino consente di migliorare notevolmente la gestione di appunti e note sui libri o nelle app presenti di serie nel prodotto.

La versione è ovviamente quella senza modulo telefonico, del tutto inutile e sicuramente sconsigliabile a scuola, con una memoria interna di 64 giga che in parte sono utilizzati ovviamente dal sistema operativo e dalle App. Aggiunta subito una scheda di memoria esterna per raddoppiare lo spazio e permettere ad almeno alcune app scolastiche di scaricare i libri per la consultazione offline (l’unica modalità possibile a scuola giustamente) di salvare su di risparmiare lo spazio interno del dispositivo. Subito necessaria anche una cover che è anche dotata di tastiera esterna bluetooth e che permetterà a Luca di scrivere non solo con il pennino a mano libera ma anche con la stessa come fosse un piccolo PC.

La custodia con tastiera della Kvago fonte Amazon

Alla fine dovrebbe essere in grado di gestire tutto dal tablet senza dover nemmeno aver bisogno di accedere al PC, che comunque resta disponibile sulla sua scrivania, permettendogli di gestire non solo i libri di testo ma anche la creazione dei testi per i compiti fatti online con la suite di Google Classroom (Google docs & C).

Io pensavo di essere a posto una volta trovato il giusto prodotto, o quanto meno il prodotto che poteva andar bene, e invece no, perchè mentre alcuni libri di testo sono stati scaricati senza alcun problema, e penso soprattutto alla suite di Mondadori e Rizzoli, app Hub Young, davvero ben fatta e ben utilizzabile, per altri editori le cose sono davvero incredibili…

Già per esempio la DeAgostini con l’app B-Smart mi ha un po’ deluso, su quest’app Luca ha il libro di inglese sulla cui versione cartacea normalmente fa i compiti, in formato digitale le cose sono ancora più belle, sono presenti gli esercizi compilabili direttamente sul dispositivo che apre per ognuno una finestra permettendo di fare l’esercizio…. ma non sul tablet, su PC si ma sul tablet no… la presenza del pennino però viene in aiuto perchè il libro è comunque editabile con note a mano libera che possono essere scritte sulle pagine dello stesso esattamente come si fa con il libro di carta, l’ulteriore vantaggio è che queste ultime vengono anche sincronizzate con il cloud, quindi volendo successivamente possono essere riviste anche su PC, quindi DeAgostini non la bocciamo ma semplicemente la rimandiamo a settembre.

Bene anche Zanichelli con la sua app BookTab che funziona bene e non mi ha creato alcun problema, tutto il contrario dei signori della Pearson che è quello dove ho avuto i maggiori problemi.

Dunque tutti i libri di testo della scuola di Luca, e non solo della sua sono raggiungibili attraverso l’ottimo sito Zainodigitale.it che consiglio a tutti di consultare per poter registrare i testi di scuola, sito dell’Associazione Italiana Editori che permette di raggruppare in un unico raccoglitore tutti i testi i login e le password di accesso in modo da semplificare il ruolo dei genitori come quello degli studenti.

Da qui ho avuto accesso ai vari siti dei singoli editori e registrato i vari testi, e sempre da qui possiamo ripartire quando abbiamo dei dubbi, davvero comodo e ben fatto.

Peccato che i signori della Pearson non permettano anche l’integrazione con questo ottimo servizio….vabbè pazienza mi dico, vado direttamente sul sito della Pearson e da lì registro i vari libri, inizio con Musica e riesco a registrare il libro senza patemi particoli, ma già quando cerco di scaricare l’app sul tablet iniziano i primi problemi, eh già perchè sul sito non è indicato quale app scaricare, dopo qualche tentativo capisco che serve eText Global e infatti una volta scaricato trovo il libro disponibile sull’app. Passo al libro di Geografia, lo registro sul sito ma questo non compare nell’app, controllo e rincontrollo ma niente…. vabbè mi autoconvinco che forse deve sincronizzarsi l’app e passo oltre, registro quello di scienze ma anche questo non compare.

Ricontrollo e scopro dopo un ora di ricerche e tentativi che questi ultimi due libri (che poi sono più tomi per ogni materia) sono disponibili in formato “liquido” che per Pearson significa che vanno consultati tramite browser …. nel 2020 …. sfruttando tecnologia come FlashPlayer e che però permettono di scaricare offline gli stessi per consultarli quando non c’è internet, peccato che finisca tutto nella cache del browser utilizzato.

Dopo un po’ di tentativi e vari browser utilizzati infruttuosamente, decido di provare a usare il mio smartphone fidando che il problema sia il tablet, ma nemmeno il mio Samsung Note10+ (un top di gamma con prestazioni irreprensibili) riesce a gestire un solo libro in questo modo osceno.

Provo quindi su PC e nemmeno su quello funziona nonostante i problemi di memorizzazione non sussistano… insomma una cosa oscena.

I signori della Pearson non sono in grado di sviluppare un app (una sola non mille) che consenta agli studenti di fruire del contenuto dei testi da loro distribuiti in modo digitale…ovviamente i soldi che ho speso per quei testi sono perfettamente funzionanti ma questo è del tutto secondario…

Ecco pensare che la scuola possa risolvere problemi di vetustà intrinseca, è vecchia dentro ha insegnanti che si rifiutano di accettare il progresso per mille motivi (vi risparmio i miei pensieri personali a riguardo) e ha un sistema burocratico che definire giurassico è fargli un complimento, dicevo pensare che la scuola possa uscire dal suo impasse generazionale quando gli strumenti che deve usare sono di questo livello fa passare ogni fantasia.

Com’è possibile che i cittadini che pagano fior di quattrini ogni anno i libri di testo vengano presi in giro in questo modo senza che nessuno prenda provvedimenti?

Com’è possibile che nessuno abbia pensato di utilizzare un unica app (una sola uguale per tutti) con cui leggere i vari testi che i vari editori propongono? Non ci sarebbero preferenze, così come esiste il sito Zainodigitale.it si fa anche l’app da cui leggere ogni maledetto libro, non un app per ogni editore o peggio un app o metodo per ogni libro come nel caso dei pessimi Pearson.

Si lo so sarebbe troppo bello, troppo efficiente, d’altronde pensare che ci sono aziende come Amazon ma non solo lei vendano ogni giorno libri elettronici in tutti i formati, pensare che questi esistono ormai da una ventina d’anni dovrebbe farci sperare che forse fra un paio di generazioni saremo pronti a usare “seriamente” la tecnologia quando serve….forse.

Io ormai quasi non ci spero più d’altronde perchè usare la tecnologia, lasciamo perdere i tablet e torniamo alle tavolette di cera così non si scaricano nemmeno le pile….sigh…

Ma alla Microsoft chi ci lavora?

Dunque partiamo da un assunto, io adoro moltissimi prodotti di mamma Microsoft, come tanti prodotti di casa Google e tanti altri degli amici di Apple, ma mi rifiuto di subire “supinamente” certe minkiate quindi quando ce vo’ ce vo’ come diceva mia nonna.

Nei giorni scorsi mi sono deciso a passare sul pc alla suite office, il motivo è più la voglia di uno standard riconosciuto ovunque, il fatto che tutto sommato Outlook per PC è decisamente migliorato (la ricerca finalmente funziona come si deve ad esempio) e si integra decisamente meglio con il Sistema Operativo (e grazie al picchio direte voi lavoro in ambiente win10 😀 vorrei anche vedere che non è così), la ricerca degli allegati da inviare via email è un must, l’ultimo file aperto te lo trovi subito lì senza dover aprire un’altra finestra di esplora risorse, insomma davvero tutto bene direi e il costo alla fin fine è ragionevolissimo.

L’altro vantaggio è lo sfruttamento dell’account per elevare lo spazio su Onedrive (app davvero ben fatta devo dire, forse l’unica che tiene discretamente testa a Dropbox) per i file di lavoro, ora ho più di un tera di spazio utile e posso dimenticarmi di cosa archivio e cosa no, salvo tutto e fine dei pensieri. Inoltre posso installare la suite su 5 device e in casa ce ne sono solo 3.

Fino a qui tutto bene, anche l’integrazione con la suite mobile di Office è sicuramente un punto a favore, lavora benissimo e si vede. Ed è proprio con la parte mobile che son nati i dolori, nonostante il client Samsung del mio Galaxy Note10+ funzionasse benissimo ho deciso di provare di nuovo Outlook Mobile, beh tutto sommato non ho trovato difetti particolari anzi, anche qui l’integrazione con le altre app rendeva tutto piacevole, facile trovare il file appena aperto e inviarlo e via discorrendo.

Peccato che dopo una decina di giorni la magia sia finita. Eh già a questo punto l’app mi segnalava le email in arrivo correttamente ma il contenuto era sempre vuoto, vedevo il mittente, il destinatario o i destinatari e basta il resto era tutto vuoto “questa email è priva di contenuto”…. O_O

Poco male ho le altre app sempre pronte (tengo sempre installata Zoho Mail che alla fin fine funziona SEMPRE!) e la uso al volo per tamponare la situazione in attesa di capirci qualcosa, torno a casa, e verifico meglio ed effettivamente è un problema del client Outlook di Android.

Cerco in rete una soluzione, la trovo, reset dell’applicazione (in pratica il ctrl-alt-canc …. assurdo) vabbè ci provo, ma niente non è sufficiente, allora via cancello i dati di memoria riportando il tutto ad un installazione pulita e inserisco nuovamente i dati di accesso ai vari account.

Dopo averlo fatto tutto funziona correttamente per qualche ora e poi tac, altra email priva di contenuto… -_-

Decido di riattivare il client Email di Samung (ve lo consiglio se avete un Android) così da mettermi al riparo da eventuali casini, e di contattare il supporto clienti per capire se c’è per caso qualche hack utile per aggirare il problema, vado sullo store Google Play, cerco Outlook e vado giù sulle righe relative al supporto e trovo quello che vedete qui sotto….

Pagina dello store Google

Direi che c’è poco da dire … il sito web sopra indicato non è affatto meglio perchè rimanda alla pagina del proprio account Outlook Web ancora più assurdo se vogliamo…

Decido di descrivere questa mia scoperta su Twitter citando i vari canali che potevano essere interessati da questa cosa e ne nasce un tweet davvero incantevole … roba da terzo mondo se non stessimo parlando della più grande software house del mondo direi….

Alla fine mi dicono di contattare l’account twitter di Microsoft Aiuta, canale tutto italiano, a cui ho scritto sia in privato con un messaggio diretto che in pubblico, ad oggi sono ancora in attesa di un riscontro.

La cosa assurda è che se andate sulle pagine dello store delle altre app di casa Microsoft trovate spesso (non sempre ma davvero molto spesso) un indirizzo email dedicato che vi consente di mettervi in contatto con un supporto clienti, ad esempio la suite office (altrettanto gratuita) risponde all’email offandfb@microsoft.com, Teams oggi molto usato risponde a mstandstore@microsoft.com, Word (nonostante sia ricompreso nella suite office) ha un suo account di supporto officean@microsoft.com, e via discorrendo.

Insomma una delle app che potrebbe essere tra quelle più importanti per far breccia nei nostri smartphone ha uno sviluppo decisamente pessimo (alcune mancanze sono ancora troppo gravi ne avevo parlato qui) e non ha un minimo supporto per chi, cliente pagante per altro, vorrebbe usarlo nonostante tutto…

Sembra la mia amata Guzzi in mano a cialtroni che non hanno idea delle potenzialità che i loro prodotti hanno e che sono lasciati allo sbando più totale…. peccato.

Utilizzo pratico di Google Assistant

Nella giornata di ieri mi è stato consegnato il mio nuovo Google Nest Hub che va ad integrare la mia smart-casa 😀 aggiungendosi alle prese smart sparse per casa, al google home mini che ho in ufficio e ai chromecast che utilizzo sulle due tv non smart di casa.

L’acquisto, frutto di un offerta bellissima di TIM a cui non ho saputo resistere, si sta rilevando abbastanza utile e comodo devo dire anche se è stato appena installato.

Il device è quello che potete vedere sullo store ufficiale di Google e che devo dire fa la sua bella figura ovunque lo si metta.

Fronte, retro e lato del Google Nest Hub

Le funzionalità sono alla fine quelle che trovate su tutti i dispositivi che hanno un Google Assistant al suo interno, quindi i vari prodotti nest (mini, hub e audio) i telefoni e via discorrendo. Non mi dilungherò troppo quindi su cosa si può fare o meno grazie all’assistente di Google, sarebbe un elenco davvero lungo ed inoltre non tutti i dispositivi rispondo in egual modo agli stessi comandi.

Ad esempio da telefono posso inviare messaggi sia tramite piattaforma SMS che tramite Whatsapp o Telegram ecc semplicemente dicendo “Ok google, invia whatsapp” sarà poi l’assistente stesso a guidarmi passo passo nell’invio del messaggio chiedendomi prima il destinatario, poi il testo da inviare ed infine dopo avermi riletto il tutto a chiedermi conferma per l’invio. Questo tipo di operazione ad esempio è particolarmente interessante quando si guida, perchè consente di mantenere le mani sul volante ma inviare un messaggino di testo senza nemmeno dover guardare il nostro smartphone.

Vale anche per i nuovi messaggi in arrivo, cosa anche questa molto comoda, per altro sui Samsung che hanno bixby installato potete abilitare un automatismo affinchè se il telefono è collegato via bluetooth alla vettura potete dirgli di leggere il testo degli sms o whatsapp in arrivo … altra cosa di una comodità disarmante.

Quello che invece ho scoperto con notevole piacere è la possibilità di abbinare l’app che io e mia moglie utilizziamo per la lista della spesa all’assistente google; già noi utilizziamo un app anche per quello ma il motivo è molto più analogico di quel che si pensi, semplicemente 9 volte su 10 finiamo per dimenticarci il banale ed efficace bigliettino di carta con la lista a casa, con la lista fatta su app invece questo rischio non si corre e soprattutto utilizzando l’app Bring la lista è condivisa e può essere aggiornata in tempo reale sia da me che da mia moglie così da inserire anche articoli all’ultimo minuto.

Come dicevo è possibile abbinare quest’app a Google Assistant e siccome non era molto chiaro come utilizzarla e dato che anche il veloce servizio di assistenza di google non è stato in grado di aiutarmi voglio condividere con voi questo piccola soluzione.

Abbinamento Bring e Google Assistant

Passaggio uno prendete il vostro smartphone, aprite l’app Google, andate su Altro> Impostazioni> Assistente Google> scegliete il tab relativo ai Servizi e poi la riga riguardante le Note ed Elenchi, a questo punto dovrete scegliere quale applicazione abbinare all’assistente tra quelle proposte (al momento in cui scrivo compaiono Bring, Any.do e Google Keep) e il gioco è fatto.

La cosa a cui dovrete prestare attenzione è che se direte all’assistente “Ehi Google aggiungi latte a lista della spesa” lui inserirà il Latte non in un elenco presente nella app da voi configurata ma bensì nell’applicazione lista della spesa di google e questo è quello che mi ha creato confusione all’inizio.

Il trucco infatti una volta abbinata l’applicazione come vi ho fatto vedere nel video qui sopra è quello di impartire il corretto comando all’assistente che altrimenti non potrà che sbagliare ogni volta. Ad esempio se come nel nostro caso avrete una lista della spesa su Bring che si chiama Casa allora il comando giusto è “Ok Google aggiungi Latte a elenco Casa” e a quel punto vi ritroverete il Latte tra gli oggetti della lista della spesa Casa sull’applicazione Bring.

Esempio di funzionamento

Tutto semplicemente con la vostra voce, è così quindi che il nuovo arrivato Nest Hub strategicamente piazzato in cucina diventa comodo per tutti perchè basterà un semplice comando per aggiungere elementi alla lista della spesa senza dover appiccicare biglietti e post-it a giro per casa, e senza doversi ricordare nulla.

Come detto mi è sembrato utile scrivere queste due righe per chi come me stesse uscendo pazzo per capire come utilizzare app di terze parti per gestire la lista della spesa -_^ buon lavoro e buona spesa a tutti.

Dual dashcam da moto

cinquantanni anni sono sempre una bella tappa, e per questa tappa speciale mi sono fatto regalare da moglie e figlio la dashcam da moto, anzi una dual dashcam (con due camere una davanti e una dietro) che deve servire in caso di sinistro, ma visto che la qualità delle riprese dovrebbe permetterlo, anche per diletto e poter rivedere alcuni passaggi delle mie gite in moto.

Visto che nella mia ricerca di questo prodotto non ho mai trovato recensioni in italiano, soprattutto su youtube, ho pensato di farne una per poter essere in qualche modo d’aiuto ad altri utenti come il sottoscritto.

Ho quindi realizzato un video che riguarda l’unboxing del prodotto e un piccolo e veloce test dello stesso, utile più che altro per capire il funzionamento dello stesso, seguirà un secondo video con annesso articolo del blog relativo all’installazione delle due camere e della relativa centralina sulla moto e test su strada delle registrazioni così da poter spiegare a tutti come funziona questo prodotto (e di conseguenza altri similari).

Fonte Amazon

Il modello scelto è la Vsysto B2F acquistata tramite il solito Amazon, anche per avere l’opportunità di restituirla senza sbattimenti in caso di problemi, e prevede il seguente contenuto:

  • Centralina di controllo con schermo da 3.0″
  • due videocamere con ottica Sony a 1080p e 140° di visuale
  • un’antenna GPS per tracciare posizione e velocità
  • un trasformatore per collegare il tutto all’alimentazione del mezzo
  • un comando da manubrio
  • diversi cavi, prolunghe e supporti utili a installare tutto l’ambaradan sulla moto
Il contenuto della confezione nel dettaglio

Devo dire che la qualità dei vari connettori, soprattutto quelli delle videocamere, mi è parsa ottima e ben fatta, così come ottimi sono anche i relativi supporti delle stesse che unitamente alla piccola guaina in gomma intorno al corpo della camera consentono un fissaggio sicuro e solido dove meglio crediamo sulla moto.

Sicuramente sarà molto comodo anche il GPS e il pulsante per il controllo remoto dell’unità, visto soprattutto che quest’ultima finirà sotto la sella per evitare inutili esposizioni alle intemperie e perchè non ho assolutamente voglia di avere una possibile distrazione sul cruscotto della moto.

Video Unboxing e primo test

Come potrete vedere dal video la centralina è molto compatta e se riposta nel sottosella (magari in una custodia che dovrò inventarmi visto che è prevista) diventerà de facto invisibile ma pur sempre raggiungibile tramite collegamento wifi dal proprio smartphone.

Adesso devo solo aspettare che smetta di piovere per poter procedere con l’installazione sulla moto di tutto il sistema, prima in versione di test, per capire dove posizionare correttamente tutto (due cam, antenna GPS e comando remoto) e successivamente in versione definitiva smontando serbatoio per far passare i cavi verso il cruscotto e la camera anteriore e anche l’eventuale smontaggio di qualcosa sul retro se necessario.

Appena pronto vi aggiornerò con il secondo video sperando di riuscire per la prossima settimana.

Gadget USB comodi

Questo non è proprio una recensione anche perchè c’è proprio poco da dire in merito ai prodotti che sto per citarvi ma è solo una segnalazione che magari può tornare comoda a chi come me lavora con il pc e ha bisogno di perfezionare alcuni particolari che non sono proprio… perfetti ecco.

Nel caso specifico si tratta di due gadget economici ma molto pratici il primo è il lettore di impronte digitali della Benss.

Il blister contenente il piccolo dongle della Benss

Un dongle da collegare alla porta USB del nostro pc, un Lenovo Thinkpad E485 nel mio caso specifico, e che permette di avere le funzionalità di Windows Hello anche su pc che nativamente non la supportano.

Il dongle inserito in una porta USB

La comodità di utilizzare questo tipo di accesso è la sua velocità, utilizzando una tastiera esterna bluetooth difatti capita alle volte che la stessa non si colleghi immediatamente al pc, magari perchè anche la tastiera stessa è andata in standby per l’ovvio risparmio energetico e non risponde immediatamente ai comandi perdendo uno o due numeri del codice pin impostato durante la digitazione dello stesso.

L’utilizzo di Windows Hello, non presente su tutti i portatili in commercio, è di un efficacia disarmante, lo sblocco è immediato e velocissimo e ci troviamo immediatamente dentro al nostro OS preferito senza dover far altro che sfiorare il piccolo dongle USB.

Come visibile dalla foto il dongle una volta collegato alla porta USB sporge per meno di un cm, una misura davvero minima, al pari dei dongle per tastiere e mouse per intenderci, e la superficie di rilevamento per contro è ampia quanto basta per impedirci errori di lettura da parte dello stesso.

Inoltre le dimensioni di ingombro laterale del dongle sono tali da lasciare completo accesso all’altra porta presente sul lato del mio Thinkpad, c’è da dire che il mio Lenovo ha le porte USB molto ben distanziate e difficilmente gli utilizzatori che andranno ad occupare le porte finiranno per toccarsi, ma su alcuni portatili invece è la norma avere le porte USB molto ravvicinate, tanto da imporre utilizzi esclusivi di una o l’altra porta in funzione del prodotto che verrà collegato in una data porta.

Avvio di Windows 10 con dongle Benss UA002
Secondo esempio di avvio da sospensione

Nei due video qui sopra potete vedere come la velocità del lettura del lettore sia davvero fulminea, al pari, se non superiore, a quella degli smartphone che utilizziamo ogni giorno.

Il costo è davvero ridotto, su Amazon lo trovate a circa 25 euro è devo dire che si tratta di un bel prodotto davvero, questo unito al codice PIN direi che ci mette al riparo dai guardoni e ci consente di lasciare il pc a giro negli uffici frequentati dai colleghi curiosi 😀

L’altro articolo che vi volevo segnalare è un sempre da collegare ad una porta USB ma in questo caso parliamo della porta USB tipo C, si tratta di un banale angolo a 90° come quello mostrato in foto.

Presa a 90° verso il basso
Presa a 90° verso il lato

Si tratta di due angolari che mi permettono di girare il cavetto, invero molto corto, del dongle a cui collego i vari cavi del mio PC in modo da non costringerlo a una curva eccessiva.

Il dongle che collego tramite l’uscita usb tipo-c del mio Lenovo difatti mi permette di collegare al pc il cavo ethernet, l’alimentazione, l’HDD esterno da 500 gb per i backup, il cavo HDMI ed eventualmente anche microsd ed avanza anche una seconda porta USB tipo 3 che però al momento non utilizzo.

Il dongle nascosto sotto al supporto del portatile

Il cavetto usb che collega il dongle al PC come potete vedere voi stessi è molto corto, cosa comune a tutti questi apparecchi, cosa che per inciso non capisco visto che non sono l’unico in questa situazione da quel che ho letto. Il risultato era che il connettore doveva fare una curva particolarmente forzata per collegarsi alla porta tipo-c del portatile rischiando di rovinare il connettore, la porta o il cavetto stesso.

Con questo piccolo ed economico aggeggino ho risolto il problema, la curva ora non esiste più in pratica e le connessioni sono comunque tutte salve visto che sia il monitor, che l’alimentazione, che la connessione di rete che l’HDD esterno vengono rilevati ed utilizzati senza problema alcuno.

La connessione tramite curva 90°

I due connettori li trovate in vendita un po’ ovunque, al solito per comodità ho utilizzato Amazon dove si posizionano a circa 9 euro la coppia.

Buon divertemento e soprattutto buon lavoro.

Ricarica wireless e varie :D

Mi sono reso conto soltanto ora che siete orfani di un mio riscontro, si lo so questo blog lo leggo io quanto torno a rileggere cosa avevo detto o meglio scritto riguardo un certo argomento, però lasciatemi sognare di un mondo che legge il mio blog come se fosse interessante e ricco di argomenti utili e lasciatemi dire che VI devo un articolo di risposta sul dubbio amletico che avevo riguardo la scelta degli auricolari per me e altre amenità tecnologiche.

Dunque, eravamo rimasti tempo addietro (ancora il lockdown doveva iniziare) ad una scelta invero difficile, con quali cuffie bluetooth sostituire le mie Philips SHB4205WT che sebbene restituissero un audio ottimo a livello musicale non erano così eccezionali in chiamata ma soprattutto, e non capisco davvero perchè viste le dimensioni totali, hanno un autonomia ridicola facevo fatica anche ad arrivare a sera durante le giornate più impegnative.

Fonte sito Philips

Dato che lo strumento di lavoro telefonico è un Samsung Note10+ decisi di orientarmi sulle Galaxy Buds+ cuffie davvero buone, ottima l’integrazione con l’ecosistema Samsung, appena apri il case hai info sulla batteria sullo schermo del telefono (davvero comodo) audio ottimo anche se non eccezionale, una pecca però mi ha rovinato l’appetito che si stava facendo strada mentre le provavo.

Fonte sito Samsung

L’aspetto in ear delle stesse rende le conversazioni a mio avviso estremamente fastidiose, mi spiego meglio, quando parlavo al telefono, ovvero durante la gran parte del mio utilizzo di queste cuffie, i miei interlocutori mi sentivano benissimo, così come sentivo benissimo io loro, e questo avveniva in ogni situazione ambientale; il problema era che io sentivo la mia stessa voce rimbombare a causa della chiusura data dalla cuffietta nell’orecchio e questo mi dava una pessima sensazione.

Era un vero peccato perchè le gestures delle cuffie consentivano molte opzioni, per altro personalizzabili, ed era presente anche una fantastica features che dando una schicchera alla parte superiore dell’orecchio faceva abbassare se fatta all’orecchio sinistro, o alzare, se fatta all’orecchio destro, il volume.

Ho provato a insistere ma non ho resistito e dopo nemmeno due settimane di utilizzo ho restituito le Buds+ e mi sono deciso a rinunciare a tutto l’ecosistema, davvero molto molto comodo, e ho scelto le Huawei Freebuds3.

Fonte

Le Freebuds 3 sono un prodotto fantastico, un audio decisamente migliore sia in chiamata (senza il fastidio dell’occlusione del canale auditivo per via delle capsule inear) sia in riproduzione musicale, sempre presente la ricarica wireless come sulle buds+ compatibile anche con la retrocarica wireless del mio Note10+.

Insomma un’alternativa perfetta non fosse per la mancata integrazione con l’ecosistema Samsung, ad esempio se tolgo una cuffia la riproduzione di un podcast non va in pausa, così come non vedo lo stato della batteria nella schermata semplicemente aprendo il case ma soltanto accedendo all’app di controllo. Tutte mancanze che onestamente digerisco ben volentieri in virtù dell’eccellente qualità audio.

Per altro su Amazon al momento dell’acquisto, dopo aver restituito le Buds+ ho potuto beneficiare dell’acquisto rateale in 5 rate senza alcun interesse, provato più per diletto che altro ma devo dire davvero comodo quando presente per gli acquisti importanti. 5 rate non sono tantissime e consentono di diluire l’acquisto di un elettrodomestico (mi viene in mente il TV ad esempio) che di norma sarebbe impegnativo rendendolo più agevole il tutto senza alcun controllo.

Aggiungo un ulteriore diffetto per le Freebuds3, difetto che le accomuna alle Buds+ di Samsung e presumo a tanti altri prodotti simili, le custodie delle cuffie TWS sono di norma lisce e viscide e cascano dalle mani che è un piacere, davvero non ci si crede quanto sia facile farsele scivolare dalle mani, ragion per cui procuratevi una custodia in silicone ce ne sono per tutti i colori e tutti i gusti, evitano graffi e riparano dalle cadute fidatevi -_^.

Riguardo la ricarica wireless, comodissima, ormai non ne posso più fare a meno l’ho messa ovunque, vi segnalo un paio di prodotti che possono sicuramente tornarvi comodi e che sono decisamente degni di nota, il primo è un supporto di ricarica da scrivania che prevede non solo la ricarica wireless ma ha anche al suo interno un ottimo impianto di raffredamento che consente di evitare il surriscaldamento del supporto e di conseguenza del telefono stesso. Il mio è un Yootech LX3-N ed ha un uscita fino a 15w certificato Qi il vantaggio rispetto ad altri prodotti anche della concorrenza è per l’appunto la capacità fino a 15w, nella norma difatti molti caricabatterie arrivano al massimo a 10w

L’altro vantaggio rispetto ad una bella fetta del mercato è che il cavo di ricarica è un cavo di tipo C e pertanto in caso di estrema necessità basta scollegare la basetta e collegare il cavo direttamente al telefono per avere una velocità di ricarica maggiore senza dover andare a cercare altri cavi e cavetti.

Samsung Galaxy Note10+ in ricarica wireless rapida

In sala vicino al pc fisso ho piazzato una basetta che mi è stata regalata in seguito ad un acquisto di una pellicola per il telefono e che onestamente si sta rivelando essere un ottimo prodotto nonostante la sua gratuità, per le cuffie è perfetta e il mio Note10+ lo rileva per la ricarica wireless rapida.

La comodità di appoggiare su di una superficie il telefono per vederlo caricare magari di fianco al nostro monitor mentre stiamo lavorando è davvero tanta, l’unica vera pecca è l’impossibilità di disattivare la ricarica wireless dal telefono, visto che ho installato anche in auto un supporto con ricarica wireless sarebbe opportuno di stressare troppo le batterie dei terminali di casa, già anche quello di mia moglie supporta la ricarica wireless, però ribadisco è talmente comodo veder caricare la batteria mentre si appoggia semplicemente il telefono da qualche parte, che ti dimentichi di tutto il resto.

Insomma andate, convertitevi al wireless charging, che per altro ricarica in modo lento le batterie e le stressa di meno, e usate i prodotti che più vi piacciono 😀 tanto alla fine questo conta, non esiste il prodotto perfetto ma solo quello che va bene per voi in quel momento per quel lavoro 😉

Scrivere bene

Ormai due anni fa ad inizio 2019 ho acquistato il mio portatile Lenovo che utilizzo quotidianamente come postazione di lavoro sia in mobilità quando sono fuori ufficio che come postazione fisso in studio collegato ad un monitor esterno da 24″ e collegato anche a mouse e tastiera esterni.

All’epoca avevo acquistato una ecnomica ma pensavo affidabile tastiera Microsoft completa di relativo mouse per la somma di 25 o 29 euro, era una tastiera con tasti a corsa rapida comoda per scrivere e con un mouse di dimensioni generose (importante per me per evitare di ritrovarmi con la mano intorpidita dopo poco).

Recentemente la suddetta tastiera ha iniziato a perdere colpi, ogni tanto non scriveva tutte le maiuscole nonostante tenessi saldamente premuto lo shift e altre mancanze ancora che mi costringeva a correzioni continue delle mie battiture.

Scrivo molte email e preparo preventivi sul pc e dover correggere rendeva il lavoro fastidioso quindi ho deciso di cambiare tastiera acquistandone una nuova e mi sono orientato su un prodotto che mi permettesse di scrivere facilmente e velocemente come sempre, che fosse collegabile tramite bluetooth per evitare ulteriori dongle da attaccare al pc e che potessi magari anche collegare ad altri dispositivi.

La scelta è ricaduta su di un prodotto Logitech, un marchio che garantisce una qualità eccelsa e che sicuramente mi avrebbe soddisfatto e così è stato la K780 di Logitech è un ottimo prodotto che permette una scrittura rapida, sicura e confortevole.

Logitech K780

I tasti come vedete sono tondi e non quadrati e affiancati come per altre tastiere ma nonostante questo la ricerca degli stessi mentre si digita non fallisce anzi forse è aiutata e tale configurazione crea maggiore precisione e impedisce possibili errori di battitura.

Mentre aspettavo l’arrivo della Logitech e anche mentre cercavo di capire quale tastiera acquistare ho utilizzato per qualche giorno anche la fidata tastiera Sony per PS3 che utilizzo quando viaggio e non voglio portarmi dietro il portatile. Una tastiera che vi assicuro è davvero fantastica per scrivere, non sbaglio un colpo con quella sembra fatta apposta per me, la qualità è a livelli enormi e comprende anche un comodissimo trackball stile Thinkpad che consente di avere mouse e tastiera in un unico apparecchio.

Sopra la Sony per PS3 e sotto la K780

Vi assicuro che la Sony è davvero un ottimo prodotto, se siete alla ricerca di una tastiera da usare in mobilità e da affiancare ad uno smartphone o un tablet la scelta è assolutamente questa fidatevi, io per altro ho avuto la fortuna di acquistarla a soli 19 euro ma oggi la trovate a poco più di 30 euro su Amazon quindi comunque un prezzo ragionevolissimo e come detto avendo anche il mouse integrato è davvero un must have. Ricordo però che il mouse non funziona sui dispositivi Apple.

Come potete vedere la Sony pecca nella mancanza del tastierino numerico, pecca che però ne migliora la portabilità ovviamente. La k780 invece ha il tastierino numerico, importante per chi come me lavora con i numeri e spesso con fogli di calcolo, un vero peccato invece che manchino i tasti dedicati per inizio, fine pag up e pag down che sono presenti in seconda battuta sul tastierino numerico. Un peccato perchè io che sono un amante delle scorciatoie da tastiera ogni tanto ne sento la mancanza.

Aggiungo inoltre che la tastiera ha un profilo davvero basso e le dimensioni anche in larghezza sono ridotte consentendo un risparmio di spazio sulla scrivania, cosa sempre gradita quando si maneggiano tanti documenti.

Il confronto con la vecchia Microsoft Desktop 900

Come si vede dall’immagine sopra la tastiera che utilizzavo prima era davvero più grande (i tasti mancanti e presenti in seconda battuta della k780 fanno la differenza), nonostante questo alla Logitech sono riusciti a far stare nello spazio inferiore anche una pratica e utilissima devo dire tasca dove riporre il telefono che mi permette di averlo sempre a portata di mano.

Questo unitamente alla possibilità di scrivere sul telefono usando direttamente la tastiera rende la configurazione davvero comoda e molto molto pratica nella vita di tutti i giorni.

La tastiera supporta fino a 3 dispositivi, o meglio può memorizzare l’accoppiamento bluetooth con 3 dispositivi, l’esempio tipico offerto dalla stessa Logitech è un PC, uno smartphone e un tablet. Nel mio caso invece sono i due pc di casa, quello fisso e il portatile e il mio Galaxy Note.

Il promo di Logitech K780

Come si vede è sufficiente impostare sui e tasti bianchi i dispositivi che ci interessano per poi passare da uno all’altro con una semplice pressione sul tasto di nostro interesse. Comodo, pratico e veloce.

Sarà anche disponibile il software di Logitech per poter configurare al meglio la tastiera stessa e personalizzare anche alcuni tasti funzione che permetteranno di accedere ad app, file, cartelle o quant’altro preferiate. Altra funzionalità comoda, pratica e decisamente utile.

Insomma si tratta di un prodotto valido che mi ha davvero aiutato e che sto trovando ogni giorno sempre più comodo. Suggerisco di forzare le proprie abitudini nel cercare di cambiare l’utilizzo delle scorciatoie da tastiera andando a rimuovere ad esempio il bloc-num per accedere alle funzioni inizio, fine, pag SU e pag GIù presenti sul tastierino numerico in questo modo potremo essere ancor più produttivi…. almeno un pochino dai 😉

Ciao e buona digitazione.