Ritrovamenti di un certo livello

Nei giorni scorsi abbiamo spostato un paio di mobiletti e nei cassetti di un tavolino basso ho ritrovato delle stampe che onestamente avevo dimenticato di avere e che credo sia opportuno sistemare in casa da qualche parte, sempre dopo aver trovato un congruo accordo con la padrona di casa ovviamente, perchè tutto sommato si tratta di bei prodotti davvero gradevoli da vedere e che possono sempre fare la loro sporca figura.

Uno è il certificato di produttore esecutivo ricevuto da Digitalia.fm in occasione della puntata numero cento, un evento ormai lontano 10 anni (un eternità in campo digitale) che mi vide partecipe con una donazione al bellissimo podcast di Digitalia e che tutt’oggi porta l’informazione digitale ovunque tramite il programma migliore in assoluto in questo settore. Vi consiglio caldamente di iniziare a seguirli qualora già non lo facciate perchè vi assicuro che si tratta di un ottima fonte di approfondimento e accrescimento culturale non solo in ambito digitale, giacchè oggi come oggi tutto viene toccato dal mondo del digitale e della tecnologia il risultato è che quasi ogni argomento può essere oggetto di trattamento durante le puntate settimanali del podacast.

Le altre sono due stampe del buon Ettore Gambioli che sono ancora da sistemare e che ritraggono due Moto Guzzi una porzione di GT850 verde in quella di sinistra e una porzione di 500 bicilindrica nell’altra.

Interessante notare come Guzzi avesse già sviluppato il concetto di bicilindrico a V di 120° già a metà degli anni 30 ben prima di Ducati per dire 😉 oggi però per tutti Moto Guzzi è solo e soltanto il bicilindrico si ma fronte marcia e non certo il V120° che arrivò 40 anni prima del v7 nato per altro quasi per caso.

Queste due bellissime stampe del maestro potrebbero trovar posto insieme a questi altri due bei quadri che ho già appeso in corridoio, uno sempre di Gambioli che ritrae un V7 Sport durante una gara e l’altro che mi è stato regalato insieme ai gadget di un raduno del 2001 se non ricordo male e che riproduce la V8 di Carcano.

Così andrei ad abbellire ancor l’ingresso di casa che passa per il mio studio dove già fanno bella figura di se due stampe uniche, una più bella dell’altra e che ritraggono in questo caso la V8 ripensata in chiave moderna del maestro Marabese (stampa unica al mondo e autografata per altro ^_^) e la riproduzione del MGS 01 sempre del maestro Gambioli.

Ma questi non sono gli unici ritrovamenti fatti, ho anche recuperato tre ritagli d’antan che riportano due pubblicità, una in merito alle conquiste sportive di Moto Guzzi e una riguardante la Stornello del ’60 davvero carine che però posso lasciare riposte nel reccoglitore insieme all’altra memorabilia, come anche l’articolo de L’Automobile che riporta le anticipazioni in merito alla presentazione della V7 750.

Ma la cosa più bella che ho trovato è la lettera che la P.R. & Press Office Manager, Eleonora Scali mi scrisse ad ottobre del 1997, in risposta ad una mia missiva di complimenti, ero reduce da un raduno a Mandello se non ricordo male ed ero “lievemente” entusiasta. Una lettera che dimostra esattamente quello che era per me Moto Guzzi prima dell’arrivo del gruppo piaggio, Moto Guzzi era una famiglia dove ogni guzzista era coccolato.

Oggi quello spirito non si è sopito, noi Guzzisti siamo troppo duri da mandare al tappeto, e anzi continuiamo a resistere nonostante tutto e tutti, ma certe volte, certe sparate dell’attuale dirigenza fanno davvero male e fanno vacillare la nostra “fede” guzzista. E’ vero non è con i rompiballe che non comprano moto come me che si tiene in piedi una baracca grossa e costosa come la Guzzi ma onestamente nemmeno riducendo a 3 moto la gamma di questa fabbrica…

La mia speranza c’è sempre, è lì, è piccola, ma c’è. Vediamo cosa ci riserverà il futuro e nel frattempo godiamoci le nostre bestiole.