La tecnologia utile

Spesso dico che la tecnologia ci potrebbe essere di aiuto molto di più quanto faccia quotidianamente, ebbene in questi giorni di segregazione casalinga forzata ho ricevuto conferma di questa mia banale teoria, gli strumenti usati da mio figlio per fare lezione a casa, così come lo smartworking necessario per tante aziende ne sono due eclatanti esempi.

Un’esempio ancora più bello e pratico è quello portato avanti dalle farmacie della regione Lombardia che hanno deciso di aiutare chi deve ritirare i farmaci consentendogli di recarsi direttamente in farmacia senza ricetta ma semplicemente con il codice NRE (un codice univoco contenuto in una ricetta) che gli verrà fornito dal medico curante.

In questo modo non sarà necessario recarsi dal proprio medico per ritirare un banale pezzo di carta ma basterà una telefonata od una email.

Io già da tempo stampo le ricette che mi manda in email la mia dottoressa ma non tutti hanno una stampante in casa e soprattutto non tutti sono in grado di gestire le email, mi immagino ad esempio un anziano o comunque una persona non avvezza come il sottoscritto ad utilizzare strumenti moderni ogni giorno.

In questo modo con una banale telefonata sarà possibile risolvere quello che fino a non molto tempo fa era l’impegno di qualche ora, cosa non di poco conto.

Ecco se ci pensate, in teoria, tutto questo sarebbe auspicabile su tutto il territorio italiano, noi tutti difatti abbiamo il nostro bel codice fiscale, unico per ciascuno di noi, e tutte le farmacie d’Italia sono collegate al sistema sanitario nazionale, orbene, sarebbe sufficiente che il nostro medico prenotasse sul portale sanitario nazionale i farmaci abbinati al nostro codice fiscale così da consentirci di andare direttamente in famarcia con il solo tesserino fiscale.

Il farmacista potrà poi scansionare (come già fanno per consentirci di scaricare la spesa sanitaria quando paghiamo qualcosa extra ricetta) il nostro codice fiscale per rilasciare i farmaci previsti.

Niente carta stampata, niente viaggi allo studio medico, niente CODE dal medico, e tutto molto molto più snello e veloce ed eco friendly.

Ma ovviamente tutto questo è pura utopia, sarebbe davvero troppo facile, in un paese dove un azienda ha mille mila codici fiscali, partite iva, iscrizioni albi, ecc. ecc. figurarsi se basta un solo documento per identificare una persona e tutte le sue necessità….

Medicine e sanità

Tempo addietro avevo recensito l’applicazione Medisafe con un articolo proprio su questo blog e a distanza di tre anni non posso che continuare a consigliare questa applicazione a chi, come il sottoscritto, è costretto a prendere in modo continuativo farmaci di vario tipo e deve quindi tenere traccia del proprio “armadietto” dei medicinali per non rischiare di ritrovarsi a secco quando i farmaci ci servono di più, ad esempio quando stiamo per partire per un viaggio di lavoro o di piacere.

La mia conferma nasce oggi 26 novembre 2019 allorchè mi sono recato in ospedale per rifornirmi di un farmaco che purtroppo non è passato dal sistema sanitario tramite i canonici canali, ma solo tramite la farmacia ospedaliera. Una volta arrivato in medicina nucleare dove mi sono sempre recato da anni per tale approvigionamento mi è stato risposto che la dott.ssa che mi segue è andata in pensione e che la stessa non ha lasciato alcuna disposizione in merito alle mie sintomatologie e necessità farmaceutiche.

Devo quindi rivolgermi al reparto di endocrinologia, quello relativo alla mia malattia, e chiedere a loro che pensino a tutto l’iter necessario per ottenere il farmaco.

Fortunosamente l’applicazione mi ha ricordato di rifornirmi quando mancano circa 30 giorni all’esaurimento del farmaco, altrimenti avrei rischiato di rimanere senza, ora spero vivamente di riuscire in tale termine temporale di ottenere il mio agognato rifornimento di Florinef ma in caso contrario sarò costretto a rivolgermi o alla farmacia vaticana o a quelle svizzere che spediscono anche all’estero con notevole esborso (nell’ordine dei 40/50 euro circa per flacone).

La cosa che mi lascia basito è la tranquillità con cui il personale incontrato mi ha informato che dovevo in pratica rifare tutto, con conseguente perdita di tempo considerevole da parte del sottoscritto come se il tempo, la risorsa più preziosa di ogni essere umano, fosse lì per essere sprecato dietro alle loro inadeguatezze. Una cosa aberrante che mi ha non poco scoraggiato.

Ora seguirò l’iter previsto, ma nell’era di internet dove la cartella medica di un paziente dovrebbe essere visibile online da qualunque medico del sistema sanitario nazionale (e non solo alle aziende che recuperano i dati in esse contenuti per tracciamenti di vario tipo come accudato proprio in Italia), dove dovrebbe essere sufficiente la tessera sanitaria per accedere ai farmaci che i malati come il sottoscritto debbono prendere ogni giorno, dove l’informatica potrebbe aiutare in modo ENORME la gestione della cosa pubblica, in questa era fa proprio rabbia vedere questo degrado e queste carenze.

Dovrebbe essere il sistema sanitario nazionale a ricordarmi che stanno per finire i miei farmaci e a invitarmi a passare dalla più vicina farmacia per ritirarli e non il contrario, se sanno quando mi sono rifornito l’ultima volta e sanno (come da cartella medica) quante ne prendo ogni giorno non è poi così difficile gestire questo dato e invece no, sempre tutto rimandato alla buona volontà dei singoli che devono anche destreggiarsi nella giungla della pessima burocrazia italiota.

Sogno un mondo dove la solita tessera sanitaria con codice fiscale e una foto ci identifica in tutto e per tutto, come documento di identità, eventuale licenza di guida, codice fiscale per le tasse, tessera sanitaria per il ritiro dei farmaci di normale assunzione e per la prenotazione di esami periodici senza bisogno di dover perdere ore in una sala di attesa di qualche dottore che non fa altro che fare da segretaria/o al sistema sanitario nazionale.