Altra memorabilia tele-digitale

L’altra settimana vi ho fatto vedere quel gioiellino della Casio SF-4600 che aveva mio padre e oggi vi propongo altri due piccoli cimeli sempre in salsa digitale.

Il primo è un Siemens S4 uno dei primi telefoni di tipo GSM (Groupe Spécial Mobile fonte Wikipedia) la seconda tecnologia adottata dai cellulari (la prima era l’Etacs) che si differenziava rispetto alla precedente per l’adozione di una tecnologia digitale migliore e più potente rispetto al passato era il primo piccolo passo verso l’internet in tasca che oggi diamo tanto per scontato.

Siemens S4 Power brandizzato Telecom Italia Mobile

Questo terminale era stato preso da me e da mio padre a fine 1996 se non ricordo male grazie ad una convenzione con Telecom Italia Mobile (come si vede dal vistoso logo sopra il display).

Lo schermo era monocromatico e le funzioni erano davvero minime messaggi sms, indicazioni sul meteo e poco altro.

Bellissimo il carica batteria che consentiva di estrarlo al volo per rispondere a una chiamata in arrivo, vi invito poi a far caso al pacco batterie (pesantissime) che gli fornivano una invidiabile autonomia.

Successivamente sono passato per tanti altri telefoni (il mitico Communicator di Nokia, l’altrettanto mitico Nokia 7110 ecc. ecc.) un’altro che è rimasto nel cassetto è sempre un altro telefono che aveva mio padre un’altro Siemens il modello A65.

Siemens A65 completo del caricabatterie e della Cam
La risoluzione dello schermo non era gran chè ma almeno erano a colori.

Un telefono uscito nel 2004 e che avevamo preso per lui e per mia madre (se era uguale potevano darsi una mano l’un l’altra ad adoperarli), qui la tecnologia aveva fatto passi da gigante, i telefoni si erano ridotti e andavano di moda i telefonini piccoli piccoli super mini.

il “nuovo” A65 a confronto con il vecchio S4 Power
E qui li vediamo affiancati al Samsung A50 di mio figlio

E questo A65 della Siemens era proprio così, all’epoca io avevo anche io un Siemens, anzi un Siemens S55 telefono fantastico. Durante il viaggio di Nozze mi regalai la Cam esterna un accessorio che Siemens aveva pensato per i suoi telefoni per renderli delle mini cam digitali con cui inviare MMS (un evoluzione degli SMS che consentivano di aggiungere immagini al solito testo a patto di spendere una fortuna per singolo messaggio).

Inutile che mi soffermi sul dire quanto fossero di scarsa qualità le fotografie scattate con questo accessorio ma soprattutto quanto fosse inutilmente complicato passarle a un pc. Si trattava di un esercizio per pochi intimi come tutta la tecnologia appena nata di allora.

Diciamo che la mia natura geek mi portava spesso ad acquistare oggetto de facto inutili ma che mi piacevano per il semplice apporto tecnologico, anche se magari non li avrei mai usati.

Sono passati tanti ma tanti anni quasi 20 ormai e la tecnologia ha galoppato in modo assurdo, se ripenso ai terminali che mi sono passati per le mani e a cosa riuscivo a fare allora e cosa invece posso fare con il mio smartphone mi scende quasi una lacrimuccia.

Ricordo ancora benissimo un anno in cui andai allo Smau di Milano insieme ad un amico, eravamo intorno al 2001 e avevo un Pocket PC, un Compaq Ipaq 3630 che collegavo tramite raggi infrarossi al mio telefono un Sony Ericsson T39 per poter mandare email e fax. Il tutto mentre indossavo l’auricolare bluetooth Jabra BT100 (il primo della Jabra comprato allora in USA).

Ero NERDISSIMO ma ero tanto orgoglione ^_^ ero tra i pochi che giravano con un simile accrocchio attaccato all’orecchio e tutti mi guardavano strano, ma non era niente di nuovo per me. Era l’epoca della battaglia tra PocketPC e Palm persa da entrambi quando arrivò un certo iPhone a spazzare via tutto e tutti. Erano gli albori di internet e la tecnologia cavalcava una moto impazzita che viaggiava a mille all’ora in tutte le direzioni e per un fanatico dell’high tech come me era il periodo migliore.

Ora dobbiamo stare attenti a cosa diciamo e come lo diciamo, ora possiamo alzare gli occhi al cielo la notte e veder passare sulle nostre teste la stazione spazione internazionale, fra qualche anno andremo anche su Marte ma sinceramente non so nemmeno se ci meritiamo tutto questo ben di dio. Forse era meglio se rimanevamo sempliciotti e soprattutto asini…. boh…

Le agende elettroniche di una volta

Oggi preso da un raptus di non so bene quale malattia mi sono messo a pulire due cassetti che mi facevano sempre dannare. Pieno di cavi di vario tipo, usb, micro-usb, mini-usb, prolunghe audio e video e molte altre cose.

Pulendo ho ritrovato alcuni oggettini davvero belli e ho deciso di raccontarli qui perché per me hanno un piccolo valore sentimentale e ricordano gli albori della tecnologia.

Il primo è il databank che era stato regalato a mio padre non so nemmeno quando tanto è vecchio questo oggetto, si tratta della Casio SF-4600 da ben 64kb di memoria.

Il case esterno è un po’ rovinato dagli anni passati in vari cassetti
L’interno denota la bontà dei materiali utilizzati all’epoca invece

Parliamoci chiaro, oggi quest’oggetto è completamente inutile, macchinoso come solo questi aggeggi sapevano essere e complicati, ma per l’epoca erano decisamente rivoluzionari, potevi inserire numeri in rubrica, appuntamenti, promemoria, eventi e utilizzare ovviaemnte la calcolatrice.

Era anche presente una funzione di blocco sotto password di dati come le note in modo da poter archiviare in modo sicuro pin, password e altri dati simili.

Insomma era un davvero un agenda digitale molto tascabile. Ovviamente non era connessa a nulla, all’epoca internet era solo un idea e poco più e nessuno pensava di collegare questi dispositivi ai PC che erano appannaggio quasi esclusivo delle aziende per lavorare e poco altro.

Oggi tutto passa dai nostri fidati smartphone che sincronizzano i dati sul cloud e poco importa se ci si rompe il telefono, se ne compra un altro e si sincronizza tutto di nuovo e in pochi istanti abbiamo replicato la situazione che avevamo prima del guasto.

Con questa agenda invece quando si scaricava la batteria ci voleva occhio, perchè dovevi cambiare una batteria alla volta delle tre presenti altrimenti si rischiava di perdere tutti i dati faticosamente memorizzati e non sincronizzati con altri dispositivi…. insomma un piccolo brivido a ogni cambio batteria che però fortunatamente duravano diversi mesi.

Che nostalgia, quando ad avere questi “aggeggi” eravamo in pochi davvero 😉 alla prossima con il prossimo gingillo di memorabilia digitale.