Ritrovamenti di un certo livello

Nei giorni scorsi abbiamo spostato un paio di mobiletti e nei cassetti di un tavolino basso ho ritrovato delle stampe che onestamente avevo dimenticato di avere e che credo sia opportuno sistemare in casa da qualche parte, sempre dopo aver trovato un congruo accordo con la padrona di casa ovviamente, perchè tutto sommato si tratta di bei prodotti davvero gradevoli da vedere e che possono sempre fare la loro sporca figura.

Uno è il certificato di produttore esecutivo ricevuto da Digitalia.fm in occasione della puntata numero cento, un evento ormai lontano 10 anni (un eternità in campo digitale) che mi vide partecipe con una donazione al bellissimo podcast di Digitalia e che tutt’oggi porta l’informazione digitale ovunque tramite il programma migliore in assoluto in questo settore. Vi consiglio caldamente di iniziare a seguirli qualora già non lo facciate perchè vi assicuro che si tratta di un ottima fonte di approfondimento e accrescimento culturale non solo in ambito digitale, giacchè oggi come oggi tutto viene toccato dal mondo del digitale e della tecnologia il risultato è che quasi ogni argomento può essere oggetto di trattamento durante le puntate settimanali del podacast.

Le altre sono due stampe del buon Ettore Gambioli che sono ancora da sistemare e che ritraggono due Moto Guzzi una porzione di GT850 verde in quella di sinistra e una porzione di 500 bicilindrica nell’altra.

Interessante notare come Guzzi avesse già sviluppato il concetto di bicilindrico a V di 120° già a metà degli anni 30 ben prima di Ducati per dire 😉 oggi però per tutti Moto Guzzi è solo e soltanto il bicilindrico si ma fronte marcia e non certo il V120° che arrivò 40 anni prima del v7 nato per altro quasi per caso.

Queste due bellissime stampe del maestro potrebbero trovar posto insieme a questi altri due bei quadri che ho già appeso in corridoio, uno sempre di Gambioli che ritrae un V7 Sport durante una gara e l’altro che mi è stato regalato insieme ai gadget di un raduno del 2001 se non ricordo male e che riproduce la V8 di Carcano.

Così andrei ad abbellire ancor l’ingresso di casa che passa per il mio studio dove già fanno bella figura di se due stampe uniche, una più bella dell’altra e che ritraggono in questo caso la V8 ripensata in chiave moderna del maestro Marabese (stampa unica al mondo e autografata per altro ^_^) e la riproduzione del MGS 01 sempre del maestro Gambioli.

Ma questi non sono gli unici ritrovamenti fatti, ho anche recuperato tre ritagli d’antan che riportano due pubblicità, una in merito alle conquiste sportive di Moto Guzzi e una riguardante la Stornello del ’60 davvero carine che però posso lasciare riposte nel reccoglitore insieme all’altra memorabilia, come anche l’articolo de L’Automobile che riporta le anticipazioni in merito alla presentazione della V7 750.

Ma la cosa più bella che ho trovato è la lettera che la P.R. & Press Office Manager, Eleonora Scali mi scrisse ad ottobre del 1997, in risposta ad una mia missiva di complimenti, ero reduce da un raduno a Mandello se non ricordo male ed ero “lievemente” entusiasta. Una lettera che dimostra esattamente quello che era per me Moto Guzzi prima dell’arrivo del gruppo piaggio, Moto Guzzi era una famiglia dove ogni guzzista era coccolato.

Oggi quello spirito non si è sopito, noi Guzzisti siamo troppo duri da mandare al tappeto, e anzi continuiamo a resistere nonostante tutto e tutti, ma certe volte, certe sparate dell’attuale dirigenza fanno davvero male e fanno vacillare la nostra “fede” guzzista. E’ vero non è con i rompiballe che non comprano moto come me che si tiene in piedi una baracca grossa e costosa come la Guzzi ma onestamente nemmeno riducendo a 3 moto la gamma di questa fabbrica…

La mia speranza c’è sempre, è lì, è piccola, ma c’è. Vediamo cosa ci riserverà il futuro e nel frattempo godiamoci le nostre bestiole.

Tanti auguri amica mia

Quest’anno una mia cara amica compie 100 anni, CENTO. Sono tanti, sono davvero molti, e nonostante i tanti casini che ha dovuto passare, e che tutto sommato non sono certo finiti, questo periodaccio poi ci mette pure del suo, se la passa bene a ben vedere, ancora oggi dopo tutto questo tempo ha un fascino che in poche altre al mondo hanno; e nonostante tutto gli voglio ancora un sacco di bene, perchè ormai fa parte della mia vita da tanti tanti anni. Quindi tanti auguri Moto Guzzi, ti voglio bene.

Sono passati tanti anni da quando ho iniziato a scoprire la mia malattia, era un lontanissimo 1990, forse anche prima, la vecchia GT850 che mio zio (il fratello di mio padre) aveva comprato era stata abbandonata da mio padre nel giardino dei nonni. So che anni prima quando mio zio stava diventando abbastanza grande per guidare la moto mio nonno di comune accordo con mio padre (il maggiore dei due fratelli) decise di vendere il Falcone Sport per evitare che ci mettesse la mani Luciano, il fratello più piccolo e che finiva per avere le attenzioni dei due.

Anni dopo Luciano quando era troppo grande perchè qualcuno potesse dirgli qualcosa comprò una GT 850 era il 1974 e la moto aveva solo due anni di vita, era amaranto completa di borse, freccie, paracolpi anteriori e posteriori, scarichi a fetta di salame e parabrezza, quest’ultimo perso chissà dove.

Mio padre e mia madre anni e anni fa in sella al GT

Non avevo una grande passione per le moto da ragazzino, volevo il motorino si ma non era niente altro che la solita moda di tutti i ragazzini di metà anni 80, e grazie ai miei pessimi risultati scolastici dovetti aspettare i 16 anni per avere il mio 50ino, un Garelli Eureka Flex del 1972 che ottenni gratuitamente (e vorrei anche vedere 🙂 ) da un amico di mio padre.

Poi passai a una Vespa 150 GT del 1974, anche questa ottenuta gratuitamente, che mi insegnò ad adoperare le marce, instabile come solo una vespa sa essere ma tutto sommato utile per quel breve periodo. Periodo che fu più che sufficiente per farmi notare la vecchia guzzona ferma in giardino da mia nonna materna, stava lì, alle intemperie coperta alla bell’e meglio e mi guardava. Io ricordavo perfettamente quando da ragazzino, avrò avuto si e no 12 anni avevo avuto la malaugurata idea di salire in sella e fare lo scemo, complice la mia altezza decisi che dopo qualche brum brum fatto con la bocca potevo toglierla dal cavalletto centrale e provare a fare brum brum tenendola in piedi da solo…. ovviamente la gravità ebbe la meglio sui miei muscoletti gracilini e la guzzona si accasciò su un lato, per fortuna i paracolpi anteriori e posteriori evitarno il peggio e mio padre fu grato che non fossi rimasto sotto i 250 kg di ferro di quel bestione.

Arrivamo quindi al 1990 e decido di cimentarmi in qualcosa di assurdo, avevo imparato a smontare motorino e vespa come fossero dei giocatolli, la meccanica dei motori mi stava appassionando, oddio i motori mi erano sempre piaciuti quelli si, ma la moto in fondo era già lì, già nostra, e quindi dopo aver ricevuto l’ok da mio padre la portai in magazzino dove potevo lavorarci nei ritagli di tempo, ci misi 3 anni, tanto ci volle per rimetterla in marcia (il cambio necessitava di una revisione, il motore non ne parliamo, ruggine ovunque, cerchi da sistemare, insomma un disastro) ma dopo 3 anni era mia e potevo usarla tutti i giorni.

Era una moto assurda, il cambio dall’altro lato, ma tanto non avevo mai usato un cambio prima, il peso enorme, la sella assurda, i freni anteriori a tamburo, assurda, talmente assurda che il lavoro di restauro prima e l’uso dopo divennero quasi una malattia, facevo tutto con lei, andavo al lavoro quando potevo, la usavo nei weekend, d’estate, d’inverno, sotto l’acqua, divenne davvero la mia compagna di tutti i giorni mi portò anche a Udine alla Biker Fest del 1996 dove conobbi quella che sarebbe diventata la donna della mia vita, Nadia.

Poi venne la prova del California a Varano de Melegari, prova che feci nel ’98 o ’99, adesso non ricordo esattamente, una prova abbastanza lunga da farmi innamorare, divenni ossesionato, oltre ogni misura, la malattia ormai si era impadronita di me in ogni fibra del mio essere la dannata guzzite acuta, che è l’unica malattia al mondo che si cura restando ammalati ;-).

Oggi difatti dopo aver avuto un California Stone stupendo, tutte le volte che rivedo le foto mi innamoro, possiedo una splendida Breva 1100 che da una decina d’anni tiene a bada la mia Guzzite.

Un percorso il mio che è stato davvero breve a onor del vero solo 5 mezzi alla fine della fiera, ovviamente non considero le varie prove e noleggi fatti nel corso degli anni, ma onestamente ogni volta che provo un’altra moto e poi risalgo sul mio Brevone devo dire di sentirmi davvero a mio agio, sembra di trovare una vecchia amica, su cui puoi contare ciecamente e che non ti tradirà mai.

Garelli, Vespa, GT850, California, Breva

Oggi son qui che vedo il marchio di Moto Guzzi ridotto ad un solo e semplice logo, la SPA difatti non esiste più e c’è solo un adesivo di proprietà del gruppo piaggio da appiccicare sui serbatoi delle Moto che escono dal cancello di Via Parodi a Mandello del Lario, un marchio che ha solo 3 moto in catalogo che sono dotate tutte dello stesso motore…. onestamente sono molto deluso dalla gestione Piaggio che dal 2004 ad oggi non ha saputo rinnovare seriamente la Moto Guzzi e si è persa a mio avviso in investimenti faraonici su Aprilia che non hanno certamente reso quello che questi investimenti meritavano.

Quest’anno sicuramente la festa del centenario sarebbe stata l’evento più importante per questa casa costruttrice purtroppo il destino ha deciso di metterci lo zampino aggiungendo una pandemia mondiale ad un programma che non la prevedeva, quindi con ogni probabilità la prenotazione che ho fatto per il soggiorno a Mandello del weekend dei festeggiamenti salterà e si festeggerà tutti a casa propria.

Oggi vedo sul sito Moto Guzzi ufficiale che tra le varie immagini compare anche una fantomatica nuova moto sfuocata in una delle immagini ufficiali, spero ardentemente che si tratti di una moto nuova, ma nuova davvero che non sia l’ennesima rivisitazione di qualcosa di già esistente, speriamo perchè Moto Guzzi non si merita quello che sta vivendo ma si merita molto di più, è una delle mie più importanti amiche e gli auguro ogni bene possibile.

Speriamo di tornare presto a poterci vantare a petto tronfio di Moto Guzzi come merita e di poterci magari anche ingarellare con gli altri motociclisti con un modello degno di questo, intanto ancora una volta auguri amica mia, auguri MOTO GUZZI e 100 di questi giorni.

La pressione pneumatici sempre sott’occhio

Nei giorni scorsi ho terminato di installare la dual dashcam sulla mia Moto Guzzi Breva e oggi ho terminato di controllare la corretta installazione dei due sensori pressione pneumatici comprati sul solito Aliexpress.

Si tratta di un kit che consta di 2 terminali da installare al posto dei tappi della pressione e di una app da installare sul proprio smartphone che tramite collegamento Bluetooth Low Energy (da qui l’acronimo BLE) consente di segnalare all’app l’attuale stato della pressione e della temperatura degli stessi.

Contenuto della confezione

Il costo del prodotto è di circa 20 euro spedizione compresa se acquistato su Aliexpress, lo stesso tipo di kit è possibile acquistarlo anche altrove con costi diversi si tratta semplicemente di cercare bene.

Un consiglio spassionato, prima di procedere con l’installazione di questi prodotti controllate per bene la pressione presso un gommista, in modo da sapere con certezza che in quel momento la pressione è quella desiderata senza possibilità di errore così da poter fare eventuali “tare” ai dispositivi laddove ce ne fosse bisogno.

Una volta controllata e segnata la pressione “reale” dei pneumatici procedete con la rimozione del tappino di gomma, avvitate a mano e fino a fine corsa il sottile dado d’acciaio fornito in dotazione, poi inserite il piccolo anello di plastica che serve a chiudere il retro del tappo, quello indicato dalla freccia rossa qui sotto.

sigillo di sicurezza

A questo punto avvitate velocemente il sensore sulla valvola, ci sarà una piccola perdita d’aria, basta essere veloci nell’avvitare e si fermerà subito. Completate il serraggio del sensore con la piccola chiave inglese fornita in dotazione utilizzando il lato più piccolo della stessa e agendo sulla piccola testa del sensore.

Non serve stringere a morte ovviamente, basterà serrare quel tanto che basta da renderlo sicuro insomma, a questo punto incastrate il sigillo di plastica di sicurezza e svitate il dado in acciaio che avete inserito per primo al fine di bloccare definitivamente il sensore. Questo dado lo potete serrare più stabilmente utilizzando il lato più grande della piccola chiave inglese.

Come vedete è davvero piccola, ma il vantaggio di questa chiave inglese formato mignon è che starà comodamente in tasca, o nel portafoglio come nel mio caso, così da evitare di dimenticarla a casa.

Il risultato finale sarà quello di due bei cipolloni montati sulle gomme che però svolgono a dovere il loro compito.

Sono davvero grossi da vedere però ora mi basterà aprire l’app scaricata sul telefono e potrò controllare in tempo reale lo stato di pressione dei pneumatici e capire se è il caso di fermarmi dal gommista a gonfiarli oppure no, magari prima darò una pulita al cerchione che dite :D.

La schermata sul mio Note 10+

Una volta installata l’app vi verrà chiesto il codice di identificazione dei due sensori, operazione che potete fare inserendo il codice manualmente o facendo leggere il QR Code direttamente all’applicazione, nel giro di pochi istanti verranno rilevati i due dispositivi e abbinati al vostro smartphone.

All’inizio ho notato una certa pigrizia nel ricercare l’aggiornamento del dato, ma basta dare una scrollatina alla moto muovendola appena per svegliare i sensori (che si spengono in caso di inattività per risparmiare energia) affinchè questi inviino l’aggiornamento all’applicazione.

Devo dire che il dato letto è anche piuttosto preciso e puntuale rispetto a quanto registrato dal gommista (la pressione che avevo impostato era 2,5 all’anterioe 2.8 al posteriore) e quindi sicuramente affidabile. Ci sono prodotti decisamente più interessanti come quelli che si installano al posto delle valvole direttamente nei cerchioni e consentono di evitare di dover smontare il sensore con chiavine e chiavette ma costano di base 4 volte questo prodotto e per poterli installare è necessario gioco forza l’intervento del gommista, quindi valutate voi quale impianto preferite se uno che potete anche trasferire da una moto ad un’altra, o se preferite uno fisso che per essere trasferiti implica costi non secondari sebbene risulti nell’uso quotidiano più pratico.

Ok alla fine è venuta bene

Signore e signori è con estremo piacere, e diversi moccoli di cui vi spiego dopo, che vi presento il nuovo aspetto della mia Brevona dopo gli ultimi aggiornamenti estetici e lavoretti di carrozzeria che da tempo avevo in mente di fare 😀

Moto Guzzi Breva 1100 ABS

Come detto ho verniciato in nero opaco i coperchi delle teste e fatto ricoprire grazie alla pregiata tecnica del wrapping in nero lucido i convogliatori d’aria. Ho anche rifinito in nero lucido i paracolpi che avevano bisogno di una riverniciatina, e i contrappesi del manubrio anch’essi desiderosi di attenzioni.

Direi che nel complesso l’operazione Ravvivamento è riuscita benino, ora la ragazza non dimostra certo i suoi 110.000 e rotti km e i suoi 14 anni compiuti lo scorso 15 giugno.

Il prossimo step a livello carrozzeria saranno il maniglione e i foderi forcelle, e magari anche i due prosciutti che però lascerei dello stesso colore e non andrei a fare neri per intenderci.

Ma sarà un lavoro di quest’inverno quando la fermerò, per ora mi godo il risultato.

Ah dimenticavo i moccoli, eh già, perchè dopo aver rimontato i due convogliatori sul serbatoio mentre stavo per appoggiarlo in terra per poi montarlo sulla moto mi sono ritrovato con lo stesso che mi rotolava dalle mani andando a urtare l’angolino in basso di serbatoio e del convogliatore che ora sarà da rifare….ma pork….

nei punti indicati i graffi appena fatti….manniaggia a me

Vabbè niente di irrimediabile diciamo che posso resistere fino al prossimo smontaggio…. 😉

Nero lucido o nero opaco è questo il dilemma

se sia più nobile nella mente soffrire
colpi di nero lucido e dardi d’atroce metallo cromato
o prender armi contro un mare d’affanni
e, opponendosi, far loro di nero opaco? Morire, dormire…

Eh si perché siamo a livelli di tragedia shakespeariana, la mia bellissima Moto Guzzi Breva 1100 merita un piccolo ritocco estetico qua e là per cercare di toglierle qualche anno di dosso nei limiti del possibile e visto che le finanze scarseggiano l’idea di riverniciarla come fecero splendidamente alcuni amici di Anima Guzzista.

In particolare vorrei ridurre al minimo i mille colori presenti nella moto stessa, come si vede dall’immagine qui sotto ci sono diversi punti che hanno colori che a mio modo di vedere non sono collegabili l’uno con l’altro.

indicati dalle freccie i vari punti da ritoccare

I coperchi teste ad esempio sono di un color marrone chiaro che è ricollegabile a quello del cardano e del cambio che però sono decisamente nascosti (di norma anche occultati dalla borsa posteriore destra) e starebbe decisamente meglio in nero a mio avviso.

Il convogliatore d’aria grigio che circonda quella fascia cromata è di un grigio completamente diverso da ogni altro grigio della moto, così come il grigio dei foderi delle forcelle è diverso dal grigio dei prosciutti (freccie gialle) e del maniglione del passeggero o delle piastre di sterzo e riser manubrio.

Infine il nero del puntale sotto coppa si è spento con il passare degli anni ed è diventato opaco, così come si sono rovinati anche i coperchi teste. Quindi ora l’idea è quella di arrivare a una soluzione che porti un po’ di nero lucido e opaco qua e là in modo da uniformare almeno un poco i colori della moto.

schema colorazione

I punti contrassegnati dal numero 1 saranno colorati di nero lucido mentre i punti contrassegnati dal numero 2 di nero opaco (essenzialmente per ora i due coperchi teste).

Al momento ho già verniciato in modo autonomo e tutto sommato valido devo dire il coperchio del motorino d’avviamento, il puntale sotto coppa, e le placchette di plastica che trovano posto nei prosciutti. Ho dato anche una spruzzata di nero al pezzo di telaio che si vede sotto il fianchetto sottosella (quello contrassegnato dal numero 1 vicino alla serratura di apertura della sella).

Il prossimo step che spero di portare a termine entro questo fine settimana è la verniciatura dei coperchi teste di nero opaco, le placchette che nascondono i cavi candela sono già state verniciate di nero lucido.

Settimana prossima, impegni permettendo vorrei smontare i convogliatori grigi e portarli da un ragazzo che fa wrapping per poterli far diventare neri lucidi.

E il tocco finale arriverebbe quest’inverno con la verniciatura di prosciutti e maniglione di nero lucido (a questo punto le placche di plastica site nei prosciutti le rifarei nere opache). L’ideale sarebbe fare anche i foderi forcella ma sono già più difficili da smontare e non so quando riuscirei a farli.

L’idea è quella di arrivare quanto più vicini possibili a questa versione che onestamente adoro ma sarà dura visto che ad esempio il motore di un bel unico colore nel mio caso non è presente…. comunque un poco mi ci posso avvicinare dai

Moto Guzzi 1200 sport 4v

Vediamo cosa riusciamo a fare e speriamo in bene, nel frattempo mi godo una moto che è davvero fantastica sotto tutti i punti di vista, facile da guidare e divertente come poche e con cui ormai ho una confidenza enorme.

Gestire i costi dell’auto o della moto

E’ da diverso tempo, anni ormai, che utilizzo app per gestire i costi della mia moto e della auto di famiglia, app su cui registro i rifornimenti di benzina, cambi olio ecc. insomma tutto quello che può essere speso sul proprio veicolo.

Sembra una banalità ma appuntarsi tutti gli interventi, rifornimenti benzina compresi, aiuta a tracciare i costi e soprattutto a ricordarsi quando è stato fatto quel dato intervento.

Agli inizi utilizzavo un banale foglio di calcolo su google drive, ma le app per smartphone sono davvero molto più comode e pratiche, adesso poi sono davvero e volute ed è facile riuscire a catalogare tutto per bene.

Al momento per chi utilizza smartphone Android suggerisco sicuramente IlPieno2 un app sviluppata da un italiano e che funziona davvero molto bene, permette molta personalizzazione e soprattutto ha statistiche davvero precise e funzionali.

Tra le cose che trovo comodissime, il geotag del rifornimento che consente quindi di abbinare lo stesso al distributore presso il quale ci troviamo. Davvero comodo e pratico. Cosi come la possibilità di fotografare la ricevuta per poterla magari registrare successivamente quando siamo più tranquilli .

I consumi indicati inoltre sono sempre davvero precisi e puntuali e ci permettono di capire quanti soldi spendiamo e come guidiamo i nostri mezzi.

Vi invito quindi a visitare il sito del buon Stefano Pagliano, o il Google Play Store, e scaricare la sua app, non ve ne pentirete e come me sicuramente finirete per acquistare la versione completa.

Buon rifornimento 😉

Installazione porta USB sulla moto

Eccoci qui, tempo addietro avevo iniziato ad utilizzare il navigatore sulla moto, ma la soluzione non mi ha mai soddisfatto più di tanto perchè capitava che lo spinotto uscisse dalla presa e rischiavo di dimenticarlo collegato con conseguente drenaggio della carica della batteria e l’idea di rimanere a piedi per una simile banalità non mi piaceva per niente.

Così mi sono messo a cercare soluzioni e ho trovato dove collegare eventuali prese per poter utilizzare il cosiddetto sottochiave, soluzione che però non mi piaceva più di tanto perchè l’impianto da me fatto non era proprio perfetto e mancava anche di un pratico fusibile.

Così la ricerca è andata avanti e mi sono orientato su prodotti diversi, e ho trovato porte USB impermeabili, con pulsanti di spegnimento che mi consentivano di impedire di scaricare inavvertitamente la batteria. Quello scelto l’ho trovato su Amazon, ma ci sono anche eBay, Aliexpress e chi più ne ha più ne metta, e circa 10 euro compreso di tutto, adattatori per il manubrio nelle varie misure e fascette per agganci più classici come nel mio caso.

Sharplace Moto Adattatore Doppia Porta USB su Amazon

Il prodotto arriva con un bel cavo lungo, anche se quei 20 cm in più l’avrebbero reso quasi perfetto, fusibile guaine nel supporto tondo e come già detto fascette. Le plastiche sembrano robuste e solide e anche il cappuccio in movimento, anche in città con buche e vibrazioni, non accenna a muoversi lasciando quindi protette le due porte USB.

L’amperaggio di uscita per ciascuna porta è di 2,1 A, non ho trovato specifiche diverse online ma dubito che collegando due apparecchi contemporaneamente arrivino entrambe a erogare 2,1 A, solitamente in questi casi l’amperaggio cala con massimi di circa 3 A totali per le due porte, ma per quel che è l’uso che intendo farne è più che sufficiente dato che mi servirà per alimentare solo il navigatore quando connesso.

L’altro aspetto che mi ha fatto preferire questo prodotto così squadrato ad altri è la possibilità di collegarlo alla piastra di supporto del porta smartphone/navigatore. Con due fascette, non quelle in dotazione onestamente troppo piccole e leggere di fattura, ho risolto il fissaggio, rendendolo anche facilmente smontabile dato che basterà tagliare due fascette e usarne due nuove per ripristinare il tutto.

Fissaggio al porta navigatore
Porte USB
Installazione completa

Questo tipo di installazione, sul braccio flessibile del portanavigatore, mi ha risolto anche un altro problema; il braccio flessibile difatti ha un enorme vantaggio, alza parecchio la visuale del navigatore stesso, ma al contempo, a causa delle vibrazioni della moto, tendeva ad abbassarsi rendendo difficile la lettura del navigatore stesso.

Ora invece con l’installazione nella zona inferiore (quella di flessione del braccio) del caricabatterie, tutta la struttura si è irrigidita e il porta navigatore rimane nella posizione in cui lo metto senza alcun problema. Insomma due piccioni con una fava 😀

Come dicevo qualora volessi togliere o spostare il caricabatterie basterà tagliare le due fascette e riposizionarlo altrove, ho pensato che esteticamente le fascette elettriche non fossero la soluzione migliore ma non l’alternativa poteva essere del silicone o della colla a caldo e il rischio era di creare una soluzione fissa non smontabile e che magari in caso di interventi tecnici mi avrebbe potuto creare problemi. Per ora lascio tutto così poi vedremo.

Raduno Città della Moto Guzzi

Quest’anno la moto l’ho vista proprio di sfuggita, ci ho lavorato su, l’ho portata un paio di volte dal mecca per i normali lavori di manutenzione ma per il resto è stata proprio una chimera e dato che non abbiamo voluto portarla in vacanza, e meno male visto che alla fine ho fatto una settimana di convalescenza causa polmonite, ho deciso di partecipare al raduno di Mandello almeno sabato e domenica.

Il raduno si tiene come sempre ai primi di settembre, il 06, 07 e 08 settembre e come sempre la piccola cittadina in provincia di Lecco si riempie di motociclisti provenienti letteralmente da tutto il mondo, l’anno scorso i numeri sono stati strabilianti e non oso immaginare cosa succederà fra due anni quando ci sarà il centenario a cui dovrò rigorosamente partecipare.

Insomma un paio di giorni di festa per far casino, far sgranchire un po’ le ruote alla mia bimba rossa e anche a me ;), ma soprattutto come al solito per rivedere vecchi amici che non sempre capita di incontrare per i mille impegni che la vita ci mette davanti ogni giorno.

Logo ufficiale Motoraduno 2019

Se volete altre info andate sul sito ufficiale del motoraduno http://motoradunomandello.com/ e venite anche voi, non importa se avete una moto brutta come le BMW o con il motore di traverso come le Harley-Davidson basta che veniate a divertirvi che ne vale la pena 😉

Fuitina sullo Stelvio

È qualche giorno che sto arrovellandomi il Gulliver per capire che girello potrei fare in moto per riprendere contatto con la mia fida Breva 1100. 

Pensa che ti ripensa alla fine finisco per fantasticare sullo Stelvio, sul fatto che non ci sono ancora stato, sul fatto che è una delle mete più ambite e non ultima sulla paura che prima o poi lo vietino o limitino in qualche modo.

Oggi guardavo la mappa è calcolavo due tempi e notavo che in effetti, nonostante sia lontanuccio da casa mia si tratterebbe di fare 13 ore di guida metà delle quali in autostrada… Non è impossibile come si può pensare conaiderando che più di una volta sono partito all’alba per tornare la sera …

Vediamo eh riflettiamoci bene, ma non scartiamo l’ipotesi.

L’app per i piegoni

Un vanto di ogni motociclista è il consumo delle spalle dei pneumatici, più sono consumate le spalle delle gomme e meglio è…. che idioti vero?

Le sfide e le discussioni al baretto di turno non mancano mai soprattutto quando si esce in compagnia. Si finisce poi con il parlare di angoli di piega che assumo sempre più spesso misure che pochi hanno a che fare con la guida di tutti i giorni ma che sembrano uscire dalla Moto GP direttamente.

Per ovviare a inutili e sterili discussioni possiamo installare Diablo Super Biker che ci farà divertire con i dati relativi ai nostri giri in moto sia su pista che si strada.

Con tale applicazione sarà infatti possibile registrare non solo il percorso che faremo con la nostra amata due ruote ma anche la velocità in ogni momento, gli angoli di piega, il tempo trascorso, la forza G e la situazione meteo.

 

Tutto condito con grafici e mappe decisamente accattivanti. L’applicazione è davvero divertente da consultare ma ancor più interessante è il suo utilizzo durante la raccolta dati.

Per poter raccogliere le informazioni sul nostro giro basterà semplicemente aprire l’applicazione è premere un chiaro e inequivocabile pulsante “go”, successivamente bloccheremo lo schermo del nostro terminale lo riporremo nella tasca interna della giacca o dove lo teniamo solitamente e partiremo con la moto. Non dovremo mai interagire con l’applicazione o il telefono il tutto per poterci godere ancora di più la nostra cavalcatura senza ansia da prestazione.

Non solo ma se ci registriamo potremo anche salvare le nostre performance online in modo da ripristinarle successivamente su altri dispositivi qualora ci dovesse servire.

Divertente, gratuita e anche coscienziosa se vogliamo l’app di Pirelli direi quantomeno da provare.