Festeggiamo 8 anni di Tronsmart

Allora che fossi un appassionato utente di prodotti Tronsmart già lo sapevate, e se non lo sapevate allora “sapevatelo” andandovi a rileggere le recensioni delle ottime Apollo Q10, Onyx Ace, Apollo Air e Apollo Air+ che ho fatto sempre qui sul blog e che sono ottimo prodotti con un rapporto qualità prezzo fantastico e con prestazioni che nulla hanno da invidiare a prodotti ben più blasonati e costosi presenti sul mercato.

La mia collaborazione con i ragazzi di Tronsmart non finisce certo con le recensioni e più volte mi hanno mandato dei codici sconto da sfruttare sui vari siti di e-commerce per acquistare i loro prodotti a prezzi ancor più vantaggiosi, oggi però succede qualcosa di più carino.

L’azienda compie 8 anni, non sono tantissimi ok, non parliamo di Guzzi che 100 anni di storia, ma considerando l’evoluzione e la velocità del progresso presente nel mondo dell’High Tech 8 anni sono davvero tanti comunque.

In occasione di questo compleanno Tronsmart ha deciso di organizzare una lotteria per i propri utenti che parte proprio da oggi 15 giugno e che prevede dei premi di non poco conto e più precisamente :

Primo premio: Gift Box del valore di oltre $500 – disponibilità 30 pezzi

Secondo premio: $99 ANC cuffie Apollo Air+ – disponibilità 30 pezzi

Terzo premio:  $69 ANC cuffie Apollo Air – disponibilità 50 pezzi

Premio di consolazione: 15% di buono sconto su Geekbuying

Il box del primo premio comprende un Tronsmart Element T2 Plus Portable Bluetooth Speaker, un paio di cuffie Tronsmart Onyx Ace TWS così come una penna e un taccuino personalizzati.

Per partecipare a questa lotteria vi basta recarvi sul sito ufficiale a questo link e tentare la sorte con la ruota della fortuna che trovate in bella mostra dopo esservi ovviamente registrati (altrimenti come fanno a dirvi che avete vinto????).

Di seguito trovate anche il depliant informativo, in inglese, del concorso con qualche interessante riferimento alle conquiste e alle realizzazioni fatte dall’azienda nel corso di questi 8 anni.

Quindi che ci fate ancora qui, correte e cercate di vincere e ricordate di provare ogni giorno 😉

Tronsmart Apollo Air+ le TWS che suonano bene

Non più tardi dello scorso 23 maggio pubblicavo su questo blog la recensione delle nuove cuffie truewireless della Tronsmart, le Apollo Air, modello medio di gamma che aggredisce il mercato con un notevole rapporto qualità prezzo rispetto alla dotazione già notevole come ad esempio il Qualcomm Aptx, la riduzione attiva dei rumori e l’ambient mode, tutte doti davvero notevoli che unite ad una davvero buona qualità soprattutto in chiamata e ad un costo ridotto di soli 60 euro circa portavano queste truewireless ad essere a mio avviso una prima scelta; oggi invece recensiamo le Tronsmart Apollo Air+ che vantano alcuni vantaggi rispetto alle normali “Air” e che andremo a vedere di seguito.

La prima cosa che salta agli occhi è ovviamente la confezione di vendita, decisamente più grande con una disposizione differente dei vari contenuti, una chiusura magnetica rivela l’apertura a libro che mostra il case e le cuffie stesse in primo piano, mentre sulla fodera interna troviamo già alcune spiegazioni tecniche in inglese dell’ottima funzione di riduzione attiva del rumore.

Subito sotto trova posto invece un piccolo cartonato contenente le istruzioni, del tutto simili a quelle delle Apollo Air normali, e il librettino utile per l’attivazione della garanzia presso il produttore. Subito sotto il piccolo cartone troviamo ben 4 gommini di differente misura per rendere la vestibilità delle cuffie ancora più personale e calzante per le nostre necessità e il corto cavo di ricarica che come da tradizione Tronsmart è tipo A e Tipo C lato case.

Ancora più sotto troviamo una sacchetta richiudibile tramite due lacci che ci consente di trasportare in maggior sicurezza ed evitando graffi e altro le nostre cuffie magari all’interno di borse e zaini insieme alle chiavi di casa. Un piccolo regalo che tutto sommato non risulta certamente sgradito.

Le dimensioni del case e delle cuffie sono le stesse identiche delle Apollo Air normali e i due case si assomigliano in tutto e per tutto, solo la piccola scritta posta all’interno del case ci impedisce di confondere i due modelli, più difficoltosa la distinzione tra le cuffie che ripeto sono identiche in tutto e per tutto, stessa costruzione, stessi fori dei microfoni. Per mia fortuna la fornitura ricevuta dagli ottimi ragazzi di Tronsmart è diversa nei colori e mi permette di non diventare scemo per capire quale è un modello e quale l’altro.

Devo dire che l’aspetto del case nero è decisamente più piacevole alla vista, almeno secondo il mio parere, rispetto al case bianco. Sebbene i materiali utilizzati siano i medesimi la qualità che si percepisce alla vista sembra migliore con il case nero. Per altro immagino che dopo un po’ di utilizzo quello bianco tenderà a sporcarsi più facilmente rispetto all’altro nero su cui davvero si fatica a trovare difetti o sporcizia.

Anche le cuffie a livello costruttivo sono identiche, e anche per loro vale quanto ho detto per il case, le preferisco nere sembrano decisamente più “serie” se mi passate l’aggettivo e quello che già nella versione bianca delle Apollo Air risulta essere un tratto distintivo ovvero il loro aspetto diverso da ogni altro tipo di cuffia fino ad ora provata e vista, risulta ancor più esclusivo. Insomma anche a livello estetico la scelta per me dovrebbe ricadere sul nero.

Ma veniamo ora alle cose più importanti ovvero alle loro doti tecniche, a livello pratico ci troviamo di fronte a un prodotto che monta il sempre valido chip Qualcomm aptX che nel caso delle Apollo Air+ prevede anche la funzionalità di Adaptive Audio Decoding, che migliora davvero la qualità dell’audio riprodotto dalle Air+ soprattutto in riferimento alle riproduzioni multimediali. Il collegamento con il nostro dispositivo è garantito dalla connessione Bluetooth 5.2 esattamente come per le Air normali e questo si traduce in un ottima qualità della connessione e in consumi davvero ridotti al minimo. Come già detto ad inizio articolo troviamo presente anche su queste truewireless di casa Tronsmart la riduzione attiva dei rumori (ANC – Active Noise Cancelling) che possiamo impostare sia tramite comando touch che dall’applicazione ufficiale, sempre allo stesso modo possiamo anche attivare in alternativa l’ambient mode che ci consente di rendere “trasparenti” le cuffie in modo da poter percepire al meglio i suoni che ci circondano.

Dal punto di vista della ricarica ricordo che è possibile ricaricare il case tramite porta usb-c, posta sul retro vicino al pulsante di reset/abbinamento, porta che ci consente di estrarre le cuffie anche mentre stiamo ricaricando il piccolo case dato che l’apertura è verso l’alto. In alternativa è possibile ricaricare sfruttando una basetta wireless, ma anche il reverse charging di alcuni dispositivi come il mio Samsung Note10+. Un’altro aspetto molto vantaggio questo soprattutto per chi come me ha diverse basette di ricarica sparse per casa ^_^, il tempo di ricarica dovrebbe attestarsi sulle 2 ore e mezza da tutto scarico quindi decisamente veloce.

Anche su queste Apollo Air+ troviamo i comandi touch esattamente come per le sorelle minori Apollo Air, ovvero in corrispondenza del logo sulla testa della cuffia. I comandi che trovate qui di seguito sono molto semplici e facili ma sono anche personalizzabili tramite l’app, cosa anche questa molto comoda se siete abituati ad altre logiche di comando delle cuffie.

Meno pratica invece a mio avviso l’indicazione dei led di stato che troviamo all’interno del case riferita allo stato di carica delle cuffie e all’eventuale pairing, e all’esterno per lo stato di carica del case stesso.

Sebbene il comportamento del led sia molto simile a quello dei prodotti della concorrenza, la carenza vera e propria è nell’applicazione dove manca un riferimento percentuale dello stato di carica dei tre prodotti. Come è visibile dall’immagine seguente l’indicazione dello stato di carica è relativa solo alle cuffie sia se collegate singolarmente che in coppia mentre manca completamente la visualizzazione dello stato di carica del case che sarà sempre affidata al led esterno che però ha solo due indicazioni purtroppo.

Manca anche un feedback tattile se vogliamo al pulsante che essendo touch non restituisce alcun riscontro al tocco, ci dobbiamo quindi affidare unicamente all’udito e ai segnali e messaggi vocali che riceviamo con le cuffie stesse. Quando attiviamo ad esempio l’ANC o l’Ambient Mode le cuffie ci daranno una conferma dicendo per l’appunto ambient normal, oppure Noise Cancellation Off o Noise Cancellation On. Così come arriverà una conferma dell’avvenuto collegamento con il nostro dispositivo.

Anche queste Apollo Air + come le sorelle minori hanno un ottimo funzionamento in chiamata con un eccellente audio trasmesso ai nostri interlocutori che ci sentono sempre ottimamente e senza imperfezioni o disturbi particolari, in questo senso si apprezzano davvero i 3 microfoni presenti su ogni cuffietta che aiutano a mitigare suoni esterni e fastidiosi e concentrano l’attenzione sulla nostra voce in modo davvero efficace.

Allo stesso tempo l’ascolto dei nostri interlocutori è sempre piacevole e anche il volume è decisamente elevato, e per uno come me, che non ha certo un udito così eccellente, poter fare affidamento su un audio “ben piazzato” come questo è un valido aiuto. L’isolamento fornito poi dalla conformazione in-ear delle cuffie le rende ulteriormente appaganti da usare durante le chiamate di lavoro.

Diciamo che rispetto alle Apollo Air normali non ho notato particolari miglioramenti in questo senso, la qualità audio in chiamata era ottima e rimane tale. Anche le funzionalità di risposta automatica quando indossiamo la cuffia sono rimaste e devo dire che continuo a trovarle un’ottimo plus che rende il loro uso ancor più piacevole soprattutto per chi con il telefono ci lavora come il sottoscritto. Ottima anche la possibilità di utilizzare un solo auricolare alla volta, obbligatorio alla guida e comodo quando vogliamo comunque tenere un orecchio libero per altri motivi.

Dal punto di vista musicale o meglio multimediale ci troviamo di fronte a un deciso miglioramento rispetto alle Apollo Air, queste nuove cuffiette sempre dotate dell’ottimo driver al grafene grazie al Qualcom aptX e all’adaptive audio decoding riescono davvero a migliorare l’esperienza di ascolto, il risultato è che le Apollo Air+ sono decisamente più ricche e corpose nel suono con bassi davvero potenti, anche in questo caso forse un pelo troppo presenti, ma un piccolo controllo sui preset che troviamo nell’equalizzatore dell’app ufficiale ci farà trovare subito il nostro giusto bilanciamento, io ad esempio ho preferito spostare su Rock (tradotto con un maccaronico “roccia” nell’applicazione 😉 ) il preset ascoltando per l’appunto alcuni brani dei Foo Fighters mentre riportavo il tutto su predefenito con altre tipologie di canzoni più pop e già equilibrate.

Ho fatto un ampio confronto con le mie attuali Samsung Buds Pro e devo dire che sono rimasto di sasso, le Samsung sono davvero ottime sia chiaro e hanno un suono molto pulito e direi cristallino e cercano di essere molto trasparenti nella resa audio soprattutto con i contenuti multimediali ma quando passavo alle Apollo Air+ devo dire che trovavo più piacevole l’ascolto della musica, i bassi più presenti e la corposità, così come anche il volume più incisivo, aiutavano non poco le Apollo Air+ a spiccare sulla concorrenza.

Il tutto ovviamente facendo un confronto con equalizzazioni piatte e/o spente e quindi a parità di prestazioni. Da questo punto di vista quindi sono stati una piacevolissima sorpresa, non solo l’audio in chiamata è decisamente buono ma quello musicale, per il mio personalissimo gusto, è decisamente appagante.

Un’altra chicca, che per altro le distingue rispetto alle Apollo Air normali, è il fatto che le Air+ sono dotate di un sensore in grado di rilevare quando sono indossate o meno e quindi nel momento in cui andiamo a togliere una cuffia i brani riprodotti vanno in pausa, così come ripartono una volta indossate nuovamente.

Insomma anche stavolta i ragazzi di Tronsmart sono riusciti a colpire nel segno con un prodotto che al costo di € 90,00 circa riesce a portare nelle nostre tasche un’ottima riduzione del rumore, la ricarica wireless, un suono pulito e preciso nelle chiamate e corposo e pieno durante la riproduzione multimediale, il rilevamento automatico se indossate o meno oltre a tutte le altre caratteristiche che portano queste Apollo Air+ al pari livello delle cuffie top di gamma dai costi decisamente più alti.

A breve pubblicherò un video con unboxing e impressioni.

ciauz

Nuove truewireless Apollo Air

Circa un mese fa ho ricevuto un’altra email dalla gentilissima amica che mi segue in Tronsmart, l’azienda che mi ha fornito le cuffie sovraurali Apollo Q10 per una recensione, in cui mi chiedeva se potevo essere interessato a provare due nuove cuffie truewireless, denominate Apollo Air e Apollo Air+, per poter fare una recensione di entrambe da condividere con voi, ed oggi eccoci qui a provare le prime, le Apollo Air, il modello più semplice ma comunque decisamente buono delle nuove piccole di casa Tronsmart, un prodotto che sicuramente ha dalla sua una dotazione hardware e software di tutto rispetto come i ragazzi di Tronsmart ormai ci hanno abituato.

Dopo una spedizione decisamente più lunga del normale, al solito il sistema postale italiano riesce sempre a distinguersi, mi arriva a casa una confezione curata e comprendente tutto quello che ci si aspetta per questo tipo di prodotti.

All’iterno della confezione tenuta in ordine anche da un piccolo pannello trasparente troviamo, dal basso verso l’alto, il cavetto di ricarica USB tipo-A USB tipo-C, il piccolo Case, 4 gommini di ricambio di differenti misure ed infine gli auricolari, presenti anche un manuale di istruzioni molto completo e di facile interpretazione e con specifiche tecniche riportate anche in italiano oltre ad un certificato di garanzia.

Contenuto della confezione e specifiche

Interessante la presenza anche all’interno della piccola cover delle cuffie delle specifiche delle stesse con certificazioni e numero di serie, utile in caso di problemi con la garanzia, si evita di andare a cercare la scatola magari persa chissà dove nell’ultimo trasloco 😉

Come detto la confenzione comprende tutto quel che serve, partendo da un ottimo case che come avrete intuito si ricarica tramite porta USB tipo-c, uno standard ormai in casa Tronsmart per fortuna, cosa che ci permetterà di ridurre al minimo i cavi da portarci dietro duranti i viaggi.

La cover ha un aspetto semplice e unico, non scimmiotta l’astuccio della Apple anzi a un suo aspetto caratteristico e distintivo il che è un ulteriore punto a suo favore soprattutto ora che tutti copiano tutti anche perchè c’è rimasto poco da inventare. Le plastiche restituiscono un ottimo feedback di solidità e qualità, si percepisce la loro leggerezza sia chiaro però non mi sono mai sembrate cheap per così dire, e il fatto che la stessa sia opaca rende l’astuccio stesso meno scivoloso di quanto sia ad esempio quello delle mie Huawei Freebuds 3 che magari avrà plastiche migliori ma essendo liscio come l’olio me le ha fatte sfuggire di mano già qualche volta.

Pratica anche furba anche la posizione del foro per il cavo tipo-c che essendo posta sul retro consente di poter lasciare in posizione verticale la cover consentendoci di accedere in qualsiasi momento alle cuffie anche quando la stiamo ricaricando. Sulla stessa sono presenti due led uno frontale esterno che ci informa dello stato di carica della cover stessa e uno interno nasconto dal tappo che invece si riferisce alle cuffie.

Le cuffie esattamente come la loro cover hanno un aspetto unico e originale, per quanto possano essere originali delle cuffie truewireless nel 2021, sicuramente non copiano il design di Apple e nemmeno quello Huawei direi, hanno un loro aspetto unico dettato non solo dalla serigrafia del logo presente nella zona del touch ma anche grazie all’aspetto delle astine più squadrate nella parte interna e tondeggianti all’esterno.

Le cuffie calzano molto molto bene nell’orecchio e l’unica cosa che mi sento di suggerire e di provare tutti i gommini per trovare quello che fa davvero al caso vostro, potrebbe sembrare scontato ma per le cuffie inear come queste è molto importante il posizionamento delle stesse all’interno dell’orecchio, inoltre uno dei tre microfoni delle cuffie, quello centrale, può finire per essere troppo vicino alla pelle e quindi non funzionare correttamente, come mi è capitato, creando fastidiosi ritorni della mia voce in cuffia durante le chiamate.

Un altro comando composto dal doppio tap, sia sulla cuffia di destra che su quella di sinistra, consente di rispondere al telefono o di riprodurre/mettere in pausa un contenuto multimediale, mentre una pressione prolungata di due secondi sulla cuffia di destra consente di andare avanti, al contrario su quella di sinistra andremo indietro o al brano precedente; un tap seguito da una pressione prolungata di due secondi invece attiverà il nostro assistente vocale, cosa molto comoda anche questa dato che potremo indicare al nostro smartphone di eseguire altri comandi magari inerenti la musica senza doverlo estrarre dalla tasca o dalla borsa. L’ultima funzionalità davvero notevole e che non sempre è presente nemmeno su prodotti di fascia alta è la regolazione del volume che qui avviene con singolo tap sulla cuffia di destra per aumentare il volume e su quella di sinistra per diminuirlo.

Le indicazioni del led invece sono di ben più facile comprensione, complice anche il fatto che si distinguono in rossi e blu molto banalmente in ogni caso qui sopra potrete vedere come sono rappresentati nel piccolo manuale di istruzioni.

Veniamo quindi alle doti audio di questi auricolari, iniziamo con il dire che l’aspetto che più sembrava essere importante per i ragazzi di Tronsmart era quello relativo alle chiamate, aspetto che onestamente interessa moltissimo anche me dato che sono spessissimo al telefono per via del mio lavoro, e ormai uso solo cuffie per parlare al telefono, è molto difficile che io utilizzi il corpo del telefono per parlare durante una chiamate, più facile che finisca per usare le cuffie (fino a ieri le Huawei Freebuds 3 che ho comprato più di un anno fa) o il kit viva voce della mia vettura se sono in macchina.

Fatta questa premessa non nego che le mie aspettative nei confronti di questi piccoli gioiellini di Tronsmart erano abbastanza alte visti i risultati ottenuti con le ottime Apollo Q10, dopo averle accoppiate al mio Samsung Note10+, operazione di una facilità disarmante e dopo aver constatato che purtroppo l’applicazione nativa Tronsmart ancora non le supporta ho iniziato ad adoperarle e devo dire che nell’immediato sono rimasto colpito dalla pienezza sonora che restituiscono, davvero notevoli devo dire.

Poco dopo è arrivata la prima chiamata e ho iniziato subito a testare anche quell’aspetto e anche lì mi sono trovato subito bene, il collega di lavoro con cui parlavo non mi ha mai chiesto di ripetere qualcosa e non ci sono stati problemi di comprensione, quindi ho dedotto che potevo continuare a testarle per finire la mia giornata lavorativa con i colleghi e i clienti, ma non è stata un ottima scelta.

Posizione microfoni fonte Tronsmart

Ho imparato come dicevo all’inizio che un non corretto posizionemento della cuffia nell’orecchio rischia di coprire il secondo dei tre microfoni che le cuffie hanno creando un fastidioso riverbero della mia voce oltre a del gracidio, problema che per via della conformazione delle mie orecchie avvertivo solo con la cuffia di destra e dopo aver fatto diverse prove e soprattutto dopo aver insistito ho capito che bastava davvero poco per risolvere quello che all’inizio avevo interpretato come un problema hardware, problema che per altro era solo per me dato che l’interlocutore non sentiva alcun fastidio anzi tutti mi hanno confermato di ricevere un audio ottimo e pulito.

Ottima anche la possibilità di usare il singolo auricolare, destro o sinistro che sia, in modo da poterle usare rispettando il codice stradale che vieta per l’appunto l’utilizzo di due auricolari alla guida dei veicoli. Altro aspetto importante nell’uso tecnico degli Apollo Air è dato dalla prontezza con cui si collega con la controparte telefonica, appena arriva una chiamata infatti è sufficiente aprire il piccolo contenitore per avviare il processo di connessione al telefono e una volta fatto il telefono risponderà alla chiamata così da ridurre le operazioni che saremo costretti a fare, anche questo un aspetto davvero comodo.

Ribadisco quindi cosa vi ho già segnalato all’inizio, provate le varie configurazioni dei gommini anche in chiamata perchè potreste trovare particolari giovamenti, e fare anche un po’ di prove perchè se è vero che quando non ho riscontrato i problemi di cui sopra l’audio era davvero ottimo (direi superiore anche a quello delle Freebuds 3) dall’altra mi sono ritrovato a faticare per trovare un corretto posizionamento delle stesse, cosa che con delle cuffie non in-ear non accade ovviamente.

Insomma sono ancora dibattutto e dato che tra il momento in cui scrivo questa recensione e la sua pubblicazione passerà ancora qualche giorno continuerò a provare le Apollo Air per capire se ci sono margini di miglioramento nella loro “facilità” d’uso.

Per quanto riguarda la parte multimediale invece devo dire di aver trovato invece un riscontro solo ottimo, le cuffie regalano una enorme soddisfazione all’ascolto, ribadisco quanto già detto per altre recensioni simili, quando parliamo di cuffie bluetooth abbiamo sempre un enorme collo di bottiglia dato dalla connessione stessa, collo di bottiglia che può essere superato solo e soltanto da una connessione via cavo (non a caso trovo che gli auricolari AKG con cui viene fornito il mio Samsung Galaxy Note 10+ siano davvero fantastici).

In ogni caso l’audio delle Tronsmart Apollo Air è davvero notevole, i bassi ci sono eccome forse proprio grazie all’ottimo driver da 10 mm in grafene e l’audio risulta pieno sotto tutti i punti di vista, il volume poi è davvero alto, e per chi è già un po’ carente sotto questo punto di vista come il sottoscritto, tradotto sono un po’ sordo, si traduce nella possibilità di godere di un audio elevato quando si vuole pompare un po’ la musica e certi pezzi rock necessitano di una buona dose di volume per essere apprezzati appieno.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico vi invito a consultare il sito ufficiale dove trovate tutte le indicazioni utili riguardanti le ottime Apollo Air che hanno anche le sorelle maggiori Apollo Air+ che non vedo l’ora di provare per poter valutare le differenze presenti, non moltissime onestamente, e i miglioramenti che il + può portare a questo prodotto.

Il prezzo di acquisto si dovrebbe assestare sui 60 euro e considerando che parliamo di circa la metà rispetto alle truewireless di pari livello direi che il risultato ricercato dai ragazzi di Tronsmart di realizzare il solito ottimo prodotto con rapporto qualità-prezzo vincente è raggiunto. A questo prezzo difatti non troveremo mai un ANC di buon livello, un audio pulito e piacevole e una buona qualità d’uso durante le chiamate, più facile ritrovarci a spendere ben di più, come per le mie Huawei Freebuds 3, che sebbene possano essere forse più affidabili nell’uso quotidiano hanno un sistema di riduzione attiva del rumore decimante meno performante e sono carenti dal punto di vista del controllo del volume (inesistente sulle Freebuds 3).

Vi lascio al video dell’unboxing e vi ricordo che a questo LINK trovate tutte le informazioni utili e come sempre fatemi sapere se le comprerete come vi trovate 😉

Figlio motorizzato padre gasato :D

Oggi sono stato in motorizzazione e abbiamo ufficializzato il passaggio di proprietà del motorino di mio figlio, un fiammante, o quasi, nuovo, anzi usato, parecchio, Gilera DNA 50 del 2009 di colore blue con il solito marmittino sportivo casinista e anche un po’ di lavori da fare che spero di portare a termine prima che prenda la patente e che spero possa introdurlo al motociclismo così da potersi appassionare a questo mondo fantastico.

Il Gilera DNA di Luca

Come si può facilmente intuire ci sono diversi lavoretti da fare, meccanicamente il mezzo è in ordine, va in moto subito e velocemente senza bisogno di aiuti di alcun tipo, le sospensioni sotto il mio peso chiaramente soffrono ma Luca pesa la metà di me quindi non ci sono problemi, i freni sono anch’essi in ordine, insomma la meccanica va bene.

La parte invece da sistemare è un po’ la carrozzeria che ha necessità di qualche intervento, il vano porta casco ha la serrattura andata, le manopole sono già state acquistate e verranno rimpiazzate a breve, gli specchi verranno sostituiti con quelli della mia Brevona così da averne due uguali dato che al momento ne abbiamo uno solo.

Anche il portatarga sarebbe da cambiare, anche se è solo un fatto estetico, da sistemare sicuramente invece il blocchetto di accensione che risulta ballerino sulla sua sede e che vorrei evitare che perdesse per strada.

Insomma lavoretti alla mia portata sicuramente e che farò con Luca così che impari anche lui qualche cosa, per altro i ricambi si trovano abbastanza facilmente e i prezzi sono molto abbordabili per cui potremmo divertirci a farlo tornare in forma.

A presto con succose novità quindi 😉

Altro giro altro sconto :D

Vi ricordate le cuffie sovraurali della Tronsmart? Le Apollo Q10 di cui avevo fatto una recensione qui sul blog e che consigliavo a chiunque volesse un prodotto dall’ottimo rapporto qualità prezzo e che consentiva ottimi risultati sia in riproduzione che durante le chiamate? Le stesse che uso tutti i giorni per le chiamate in video conferenza con i colleghi in alternativa alla dotazione standard del mio Lenovo per farmi sentire bene e senza strani rumori di fondo?

Si? Ottimo allora perchè ora tornano in sconto per questa settimana, quindi da oggi fino al 02 maggio 2021, con un risparmio del 30% potrete portare a casa queste cuffie al costo di € 42,00 sfruttando questo codice promo KNN4MTHX direttamente tramite lo shop di Amazon.

Quindi le cose da fare sono cliccare su questo link di Amazon, aggiungere il prodotto il carrello, inserire il codice sconto KNN4MTHX e il gioco è fatto.

Non solo ma sempre durante questa settimana potrete trovare in forte sconto anche la cassa bluetooth Tronsmart Force 2, un’ottimo prodotto impermeabile con certificazione IPX7, una potenza di 30 w, con ricarica tramite connettore usb tipo c, grande autonomia fino a 15 ore grazie alla batteria di 2500 mAh e ottima l’opportunità di poterla abbinare ad altri prodotti Tronsmart per poter creare una migliore esperienza di ascolto.

Lo sconto per questo prodotto è del 40% e quindi il costo finale sarà anche in questo caso di € 42,00 un prodotto davvero da tenere d’occhio, vista la qualità a cui ci ha abituati Tronsmart e le doti di questa cassa in particolare; anche per questa si tratta di cliccare su questo link di Amazon, inserire il codice KNN4MTHX e procedere con l’acquisto.

Il disegno di Zerocalcare per la Fondazione Tetrabondi

Direi che c’è ben poco da aggiungere, condivido tutto e vi rinnovo l’invito del mitico Zerocalcare… daje regà cacciate i pippi

Tetrabondi: tetraparesi e vagabondaggio

Con tanta emozione vi presentiamo il disegno di Michele, Zerocalcare, per la Fondazione Tetrabondi e che andrà intanto come ricompensa nella campagna di crowdfunding.
Vi lasciamo direttamente con le sue parole, come didascalia a questo splendido regalo.

(Z)ZeroCalcare

Molti contatti miei già conoscono Sirio, visto che un sacco di noi ne conoscono i genitori, da decenni. Per quelli che non sanno di chi si parla invece: Sirio è un bambino nato prematuro ma sano nel 2013, con un episodio di “morte in culla” a 50 giorni che gli ha lasciato una diagnosi che è una sentenza, “stato vegetativo”. Chi però ha seguito negli anni Sirio e i tetrabondi : tetraparesi in movimento, il blog e i vari canali social in cui Valentina ha raccontato la vita di suo figlio, ha visto che pur con delle gravissime disabilità lo stato di Sirio è tutt’altro che vegetativo. Contro tutti i pronostici…

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Nuovo sconto per Apollo Q10

Eh già ancora una volta gli amici di Tronsmart ci vogliono fare un regalo, vi ricordate le ottime cuffie sovraurali con cancellazione del rumore, di cui avevo fatto unboxing e piccola rencesione qualche giorno fa? Se non lo ricordate potete trovare l’articolo e relativo video di unboxing e recensione cliccando direttamente qui così recuperate questa mia piccola “perla” … no vabbè dai scherzo, però insomma si tratta di un ottimo prodotto con qualità davvero notevoli considerato il prezzo di vendita e che vi consiglio di valutare qualora siate alla ricerca di un paio di cuffie per le vostre necessità.

Tronsmart Apollo Q10

Dunque dicevo vi ricordate le cuffie Apollo Q10? Bene da oggi 25 marzo e fino al 27 marzo per tutti coloro interessati all’acquisto di queste splendide cuffie consiglio di fare un salto qui su Amazon e inserire il codice sconto ” BRRUJDA5 ” per poter usufruire di ben il 20% di sconto sul costo di acquisto di queste ottime cuffie sovraurali.

In pratica quelle che erano già un ottimo prodotto ad un prezzo decisamente valido, € 59,99 per tutto quello che offrono non è davvero un prezzo elevato, cancellazione attiva del rumore (ottimamente implementata a mio avviso), qualità audio davvero notevole (certo non saranno delle Apple AirPods Max ma vi assicuro che suonano davvero bene), 5 microfoni per gestire oltre alla ANC anche le chiamate audio, una batteria eterna con 100 ore di autonomia promesse e direi anche rispettate, ma anche una gestione dei comandi tramite superficie touch da fare invidia a ben più blasonate cuffie, insomma con questo sconto diventano davvero imperdibili.

Quindi fidatevi e dategli una possibilità sono sicuro che rimarrete piacevolmente sorpresi e soddisfatti dell’acquisto come lo sono stato io.

Ritrovamenti di un certo livello

Nei giorni scorsi abbiamo spostato un paio di mobiletti e nei cassetti di un tavolino basso ho ritrovato delle stampe che onestamente avevo dimenticato di avere e che credo sia opportuno sistemare in casa da qualche parte, sempre dopo aver trovato un congruo accordo con la padrona di casa ovviamente, perchè tutto sommato si tratta di bei prodotti davvero gradevoli da vedere e che possono sempre fare la loro sporca figura.

Uno è il certificato di produttore esecutivo ricevuto da Digitalia.fm in occasione della puntata numero cento, un evento ormai lontano 10 anni (un eternità in campo digitale) che mi vide partecipe con una donazione al bellissimo podcast di Digitalia e che tutt’oggi porta l’informazione digitale ovunque tramite il programma migliore in assoluto in questo settore. Vi consiglio caldamente di iniziare a seguirli qualora già non lo facciate perchè vi assicuro che si tratta di un ottima fonte di approfondimento e accrescimento culturale non solo in ambito digitale, giacchè oggi come oggi tutto viene toccato dal mondo del digitale e della tecnologia il risultato è che quasi ogni argomento può essere oggetto di trattamento durante le puntate settimanali del podacast.

Le altre sono due stampe del buon Ettore Gambioli che sono ancora da sistemare e che ritraggono due Moto Guzzi una porzione di GT850 verde in quella di sinistra e una porzione di 500 bicilindrica nell’altra.

Interessante notare come Guzzi avesse già sviluppato il concetto di bicilindrico a V di 120° già a metà degli anni 30 ben prima di Ducati per dire 😉 oggi però per tutti Moto Guzzi è solo e soltanto il bicilindrico si ma fronte marcia e non certo il V120° che arrivò 40 anni prima del v7 nato per altro quasi per caso.

Queste due bellissime stampe del maestro potrebbero trovar posto insieme a questi altri due bei quadri che ho già appeso in corridoio, uno sempre di Gambioli che ritrae un V7 Sport durante una gara e l’altro che mi è stato regalato insieme ai gadget di un raduno del 2001 se non ricordo male e che riproduce la V8 di Carcano.

Così andrei ad abbellire ancor l’ingresso di casa che passa per il mio studio dove già fanno bella figura di se due stampe uniche, una più bella dell’altra e che ritraggono in questo caso la V8 ripensata in chiave moderna del maestro Marabese (stampa unica al mondo e autografata per altro ^_^) e la riproduzione del MGS 01 sempre del maestro Gambioli.

Ma questi non sono gli unici ritrovamenti fatti, ho anche recuperato tre ritagli d’antan che riportano due pubblicità, una in merito alle conquiste sportive di Moto Guzzi e una riguardante la Stornello del ’60 davvero carine che però posso lasciare riposte nel reccoglitore insieme all’altra memorabilia, come anche l’articolo de L’Automobile che riporta le anticipazioni in merito alla presentazione della V7 750.

Ma la cosa più bella che ho trovato è la lettera che la P.R. & Press Office Manager, Eleonora Scali mi scrisse ad ottobre del 1997, in risposta ad una mia missiva di complimenti, ero reduce da un raduno a Mandello se non ricordo male ed ero “lievemente” entusiasta. Una lettera che dimostra esattamente quello che era per me Moto Guzzi prima dell’arrivo del gruppo piaggio, Moto Guzzi era una famiglia dove ogni guzzista era coccolato.

Oggi quello spirito non si è sopito, noi Guzzisti siamo troppo duri da mandare al tappeto, e anzi continuiamo a resistere nonostante tutto e tutti, ma certe volte, certe sparate dell’attuale dirigenza fanno davvero male e fanno vacillare la nostra “fede” guzzista. E’ vero non è con i rompiballe che non comprano moto come me che si tiene in piedi una baracca grossa e costosa come la Guzzi ma onestamente nemmeno riducendo a 3 moto la gamma di questa fabbrica…

La mia speranza c’è sempre, è lì, è piccola, ma c’è. Vediamo cosa ci riserverà il futuro e nel frattempo godiamoci le nostre bestiole.

Tanti auguri amica mia

Quest’anno una mia cara amica compie 100 anni, CENTO. Sono tanti, sono davvero molti, e nonostante i tanti casini che ha dovuto passare, e che tutto sommato non sono certo finiti, questo periodaccio poi ci mette pure del suo, se la passa bene a ben vedere, ancora oggi dopo tutto questo tempo ha un fascino che in poche altre al mondo hanno; e nonostante tutto gli voglio ancora un sacco di bene, perchè ormai fa parte della mia vita da tanti tanti anni. Quindi tanti auguri Moto Guzzi, ti voglio bene.

Sono passati tanti anni da quando ho iniziato a scoprire la mia malattia, era un lontanissimo 1990, forse anche prima, la vecchia GT850 che mio zio (il fratello di mio padre) aveva comprato era stata abbandonata da mio padre nel giardino dei nonni. So che anni prima quando mio zio stava diventando abbastanza grande per guidare la moto mio nonno di comune accordo con mio padre (il maggiore dei due fratelli) decise di vendere il Falcone Sport per evitare che ci mettesse la mani Luciano, il fratello più piccolo e che finiva per avere le attenzioni dei due.

Anni dopo Luciano quando era troppo grande perchè qualcuno potesse dirgli qualcosa comprò una GT 850 era il 1974 e la moto aveva solo due anni di vita, era amaranto completa di borse, freccie, paracolpi anteriori e posteriori, scarichi a fetta di salame e parabrezza, quest’ultimo perso chissà dove.

Mio padre e mia madre anni e anni fa in sella al GT

Non avevo una grande passione per le moto da ragazzino, volevo il motorino si ma non era niente altro che la solita moda di tutti i ragazzini di metà anni 80, e grazie ai miei pessimi risultati scolastici dovetti aspettare i 16 anni per avere il mio 50ino, un Garelli Eureka Flex del 1972 che ottenni gratuitamente (e vorrei anche vedere 🙂 ) da un amico di mio padre.

Poi passai a una Vespa 150 GT del 1974, anche questa ottenuta gratuitamente, che mi insegnò ad adoperare le marce, instabile come solo una vespa sa essere ma tutto sommato utile per quel breve periodo. Periodo che fu più che sufficiente per farmi notare la vecchia guzzona ferma in giardino da mia nonna materna, stava lì, alle intemperie coperta alla bell’e meglio e mi guardava. Io ricordavo perfettamente quando da ragazzino, avrò avuto si e no 12 anni avevo avuto la malaugurata idea di salire in sella e fare lo scemo, complice la mia altezza decisi che dopo qualche brum brum fatto con la bocca potevo toglierla dal cavalletto centrale e provare a fare brum brum tenendola in piedi da solo…. ovviamente la gravità ebbe la meglio sui miei muscoletti gracilini e la guzzona si accasciò su un lato, per fortuna i paracolpi anteriori e posteriori evitarno il peggio e mio padre fu grato che non fossi rimasto sotto i 250 kg di ferro di quel bestione.

Arrivamo quindi al 1990 e decido di cimentarmi in qualcosa di assurdo, avevo imparato a smontare motorino e vespa come fossero dei giocatolli, la meccanica dei motori mi stava appassionando, oddio i motori mi erano sempre piaciuti quelli si, ma la moto in fondo era già lì, già nostra, e quindi dopo aver ricevuto l’ok da mio padre la portai in magazzino dove potevo lavorarci nei ritagli di tempo, ci misi 3 anni, tanto ci volle per rimetterla in marcia (il cambio necessitava di una revisione, il motore non ne parliamo, ruggine ovunque, cerchi da sistemare, insomma un disastro) ma dopo 3 anni era mia e potevo usarla tutti i giorni.

Era una moto assurda, il cambio dall’altro lato, ma tanto non avevo mai usato un cambio prima, il peso enorme, la sella assurda, i freni anteriori a tamburo, assurda, talmente assurda che il lavoro di restauro prima e l’uso dopo divennero quasi una malattia, facevo tutto con lei, andavo al lavoro quando potevo, la usavo nei weekend, d’estate, d’inverno, sotto l’acqua, divenne davvero la mia compagna di tutti i giorni mi portò anche a Udine alla Biker Fest del 1996 dove conobbi quella che sarebbe diventata la donna della mia vita, Nadia.

Poi venne la prova del California a Varano de Melegari, prova che feci nel ’98 o ’99, adesso non ricordo esattamente, una prova abbastanza lunga da farmi innamorare, divenni ossesionato, oltre ogni misura, la malattia ormai si era impadronita di me in ogni fibra del mio essere la dannata guzzite acuta, che è l’unica malattia al mondo che si cura restando ammalati ;-).

Oggi difatti dopo aver avuto un California Stone stupendo, tutte le volte che rivedo le foto mi innamoro, possiedo una splendida Breva 1100 che da una decina d’anni tiene a bada la mia Guzzite.

Un percorso il mio che è stato davvero breve a onor del vero solo 5 mezzi alla fine della fiera, ovviamente non considero le varie prove e noleggi fatti nel corso degli anni, ma onestamente ogni volta che provo un’altra moto e poi risalgo sul mio Brevone devo dire di sentirmi davvero a mio agio, sembra di trovare una vecchia amica, su cui puoi contare ciecamente e che non ti tradirà mai.

Garelli, Vespa, GT850, California, Breva

Oggi son qui che vedo il marchio di Moto Guzzi ridotto ad un solo e semplice logo, la SPA difatti non esiste più e c’è solo un adesivo di proprietà del gruppo piaggio da appiccicare sui serbatoi delle Moto che escono dal cancello di Via Parodi a Mandello del Lario, un marchio che ha solo 3 moto in catalogo che sono dotate tutte dello stesso motore…. onestamente sono molto deluso dalla gestione Piaggio che dal 2004 ad oggi non ha saputo rinnovare seriamente la Moto Guzzi e si è persa a mio avviso in investimenti faraonici su Aprilia che non hanno certamente reso quello che questi investimenti meritavano.

Quest’anno sicuramente la festa del centenario sarebbe stata l’evento più importante per questa casa costruttrice purtroppo il destino ha deciso di metterci lo zampino aggiungendo una pandemia mondiale ad un programma che non la prevedeva, quindi con ogni probabilità la prenotazione che ho fatto per il soggiorno a Mandello del weekend dei festeggiamenti salterà e si festeggerà tutti a casa propria.

Oggi vedo sul sito Moto Guzzi ufficiale che tra le varie immagini compare anche una fantomatica nuova moto sfuocata in una delle immagini ufficiali, spero ardentemente che si tratti di una moto nuova, ma nuova davvero che non sia l’ennesima rivisitazione di qualcosa di già esistente, speriamo perchè Moto Guzzi non si merita quello che sta vivendo ma si merita molto di più, è una delle mie più importanti amiche e gli auguro ogni bene possibile.

Speriamo di tornare presto a poterci vantare a petto tronfio di Moto Guzzi come merita e di poterci magari anche ingarellare con gli altri motociclisti con un modello degno di questo, intanto ancora una volta auguri amica mia, auguri MOTO GUZZI e 100 di questi giorni.

Cuffie gaming in sconto

Giocate al pc o con la vostra console? vi piacerebbe poter sentire l’effetto dei proiettili che sfrecciano di fianco alle vostre orecchie mentre come me morite miseramente negli sparatutto alla Apex Legends? vi piace sentire lo stridere delle gomme sull’asfalto mentre la vostra Lamborghini supera le velocità più assurde che un videogame di guida può regalarvi? Si? Allora domani correte a comprare le Tronsmart Glary Alpha che il prossimo 15 marzo saranno in offerta.

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Io un pensierino ce lo farei 😉